CaratteristicheCome funziona Informativa sulla Privacy
Belvedere di Fjellstua (monte Aksla)
03
Belvedere panoramico

Belvedere di Fjellstua (monte Aksla)

418 gradini di pietra salgono dal Byparken alla terrazza di Fjellstua, in cima al monte Aksla. Da lassù si contano circa 200 vette e si capisce a colpo d’occhio perché l’incendio del 1904 poté percorrere Ålesund da un capo all’altro.

8 min di audioVedute e salita

Fjellstua è il belvedere con ristorante affacciato su Ålesund sul versante occidentale del monte Aksla. Ci si arriva per 418 gradini di pietra che partono dal Byparken, un giardino pubblico tracciato dal comune nel 1885 seguendo la topografia del pendio, e la terrazza in cima apre una vista di quasi 270 gradi sul centro cittadino, sull’arcipelago e sulle Alpi di Sunnmøre. La piattaforma di Fjellstua si trova intorno ai 130 metri sul mare; il belvedere più alto del monte, Rundskue, arriva a circa 195, e la cifra tonda che di solito si dà per l’Aksla è 189.

Quello che si vede da lassù non è soltanto una cartolina: è una diagnosi. Ålesund si stringe su isole e penisole strette di pietra — Aspøya, Nørvøya, Hessa — incastrate fra i fiordi e l’Atlantico, e quella trama fitta di legno spiega perché all’alba del 23 gennaio 1904 un incendio nato in una fabbrica di conserve di Aspøya distrusse in una quindicina di ore quasi tutta la città. In basso, l’Ålesund di pietra e Art Nouveau che si contempla oggi è esattamente quella che si levò su quelle ceneri.

Da vedere

  • 418 gradini — La Bytrappa, scavata dalla Ålesund Byselskap a partire dal 1885, richiese una quindicina d’anni di lavori
  • Statua di Gange-Rolv — 2,65 m di bronzo per il vichingo che fondò la Normandia, dono di Rouen scoperto nel 1911
  • Byrampen — La piattaforma-belvedere a metà salita, nata dalla ristrutturazione del 2014-2016
  • Vista di quasi 270° — Circa 200 vette, 80 delle quali sopra i 1.000 m, e fino a 14 comuni del Sunnmøre
  • Kniven — Lo sperone roccioso con ringhiera da cui si scatta la foto classica della città

Scopri la storia completa

Ascolta l'audioguida completa per questo punto e molti altri nella nostra app gratuita.

Tutte le città hanno un belvedere; poche ne hanno uno che funzioni come spiegazione. La salita al monte Aksla fino alla terrazza di Fjellstua è il percorso che trasforma Ålesund da cartolina in mappa: in cima, le isole e le penisole di pietra su cui la città poggia compaiono tutte insieme, e con esse la logica dell’incendio che nel 1904 la cancellò quasi per intero. La storia segreta di Fjellstua comincia molto prima dei gradini, nel 1885, quando il comune tracciò il Byparken sul versante occidentale e la società civica Ålesund Byselskap avviò l’opera di scavare un cammino verso la cima.

Sono 418 scalini, una quindicina d’anni di lavoro per aprirli e un dislivello che si fa sentire; c’è anche la strada — Borgundfjordveien e il Fjelltunnelen — fino al parcheggio accanto a Fjellstua, con il trenino turistico Bytoget che porta su i visitatori quando il tempo lo consente e una limitazione ai veicoli pesanti dal 2025 per ragioni di sicurezza. Ma cosa vedere al belvedere di Fjellstua non si esaurisce nella vista finale: la salita mette in fila una statua vichinga, un pianerottolo con un nome proprio e uno sperone sul vuoto, e l’audioguida di EarGuide accompagna quell’ascesa tappa dopo tappa.

Il vichingo che fondò la Normandia

Byparken

La prima tappa non sale nemmeno: si prende al Byparken, davanti a una figura di bronzo di 2,65 metri piantata fra gli alberi. È Gange-Rolv, Rollone, figlio di Ragnvald, jarl di Møre, e l’uomo che intorno al 911 divenne il primo signore di Normandia dopo il patto con il re franco Carlo il Semplice siglato a Saint-Clair-sur-Epte. Il suo trisnipote fu Guglielmo il Conquistatore, che prese l’Inghilterra nel 1066: da questa figura parte anche il lignaggio della casa reale inglese.

La statua non è originaria di qui. È una copia in bronzo di quella di Rouen, dono di quella città normanna a Ålesund in occasione del millenario della fondazione della Normandia, scoperta nel settembre del 1911. Al mondo esistono solo tre pezzi di questa misura: quello di Rouen, quello di Ålesund e quello di Fargo, negli Stati Uniti.

La rivendicazione locale sostiene che Rollone venisse dalle stesse isole che si scorgono dal belvedere — alcune versioni dicono Giske, altre la vicina Vigra —, e lì comincia una disputa che dura da più di un secolo: da Dudone di San Quintino, verso il 1020, la tradizione danese lo reclamava danese, mentre la storiografia norvegese, francese e britannica propende oggi per l’origine norvegese. Ålesund non aspettò il verdetto e piantò la sua statua. Come si regge ciascuna versione, e perché la città decise di non attendere, è ciò che la narrazione smonta ai piedi del bronzo, proprio dove comincia la scala.

La scala che costò quindici anni

Byrampen

La seconda tappa attende a metà salita, sulla piattaforma di Byrampen, e arriva nel momento esatto in cui le gambe ringraziano per una scusa per fermarsi. Da qui la città appare già distesa in basso e la fatica comincia ad avere senso. I 418 gradini che si stanno calpestando furono un’iniziativa della Ålesund Byselskap avviata nel 1885, e aprire il cammino sul fianco del monte richiese circa quindici anni di lavoro.

Non tutti i gradini sono quelli calpestati dalle prime generazioni. Fra il 2014 e il 2016 la vecchia scala di pietra naturale, consumata e con tratti pericolosi, fu rinnovata sostituendo parte della pietra con cemento, e la decisione fece storcere il naso: c’è chi la visse come la perdita del cammino di sempre e chi l’accettò come il male minore per poter continuare a salire in sicurezza. Byrampen, la piattaforma-belvedere dove si fa questa sosta, nacque proprio da quella ristrutturazione e divenne subito l’angolo delle fotografie.

Conviene guardare in alto prima di proseguire. Il monte si eleva fra i 180 e i 195 metri circa a seconda del punto che si misura, e la terrazza di Fjellstua si colloca verso i 130: resta scala davanti. Che cosa si guadagnò e che cosa si perse con il cemento, e come suona quella piccola disputa di quartiere raccontata da chi la visse, è materiale che l’audioguida dispiega su questo pianerottolo.

Ålesund intera dalla terrazza

Fjellstua

La terza tappa è il premio. Dalla terrazza avvolgente di Fjellstua la vista si apre per quasi 270 gradi: a est e a sud, la muraglia dentellata e innevata delle Alpi di Sunnmøre; a ovest e a nord, l’arcipelago che si sgrana verso il mare aperto. Si contano circa 200 vette, una ottantina delle quali sopra i 1.000 metri, e nelle giornate limpide si arrivano a distinguere fino a 14 comuni del Sunnmøre.

Il padiglione che serve il caffè ha una storia propria, e non da poco. Fjellstua è il ristorante più antico di Ålesund: lo costruì in legno un maestro calzolaio nel 1903, esattamente un anno prima del grande incendio. All’alba del 23 gennaio 1904, mentre la città di legno bruciava per intero ai suoi piedi, il padiglione si salvò perché stava in cima al monte, lontano dal fuoco. L’ironia arrivò trent’anni dopo: nel 1934 fu Fjellstua stesso a bruciare, e bisognò ricostruirlo.

Saperlo cambia il sapore dello svele che si prende in terrazza. Questo belvedere stava qui, in piedi, a guardare bruciare l’intera città prima di bruciare da solo. Che cosa si vide quella notte da questo punto esatto, e come lo ricordarono quelli che erano quassù, è ciò di cui si occupa la narrazione mentre la vista fa il resto.

Il filo sopra le isole di pietra

Kniven

L’ultima tappa si scosta un poco dalla terrazza, fino a Kniven, lo sperone roccioso con ringhiera affacciato a picco sopra i tetti e l’acqua. È il punto della foto classica di Ålesund, ma anche il posto migliore per capire la città come forma. Dal filo, il tessuto urbano si legge senza sforzo: isole e penisole strette di pietra — Aspøya, Nørvøya, Hessa — compresse fra i fiordi e l’Atlantico, con l’acqua che entra da ogni parte.

Quella geometria è la spiegazione del disastro. Una città di legno compressa su strisce di roccia, con le case attaccate le une alle altre e il vento di sudovest che soffiava lungo quei corridoi, aveva poche difese: il fuoco nato ad Aspøya all’alba del 23 gennaio 1904 percorse in una quindicina d’ore quasi tutto il centro, bruciò circa 850 case e ne lasciò in piedi appena 230.

Quello che si contempla in basso è di conseguenza la città di dopo: l’Ålesund di pietra e Art Nouveau levata sulle ceneri, con la sua trama regolare e le sue facciate della stessa età. Vedere la pianta completa da qui e riconoscervi tanto la catastrofe quanto la risposta è la chiusura naturale della salita, e il momento in cui l’audioguida di EarGuide collega questo belvedere a tutto ciò che aspetta in basso.

Altri luoghi a Ålesund, Norvegia

Il canale di Brosundet
Porto storico

Il canale di Brosundet

Lo stretto che spiega Ålesund: magazzini di klippfisk trasformati in alberghi, il museo della pesca in un edificio sopravvissuto al fuoco del 1904 e il faro rosso di Molja all'imboccatura del canale.

Leggi di più →
Parco dell'Atlantico (Atlanterhavsparken)
Acquario atlantico

Parco dell'Atlantico (Atlanterhavsparken)

Il grande acquario della Norvegia occidentale al capo di Tueneset: foche, pinguini e lontre all'aperto e una vasca con quattro milioni di litri di Atlantico vero pompato dal fiordo.

Leggi di più →
Museo di Sunnmøre
Museo all'Aperto

Museo di Sunnmøre

Il museo all'aperto di Ålesund: un villaggio di legno con tetti di torba, una sala delle barche con l'ultimo åttring originale e il terreno scavato della città medievale di Borgund.

Leggi di più →
Il faro di Alnes
Faro atlantico

Il faro di Alnes

Il faro a fasce di Godøya: un fanale di quattro candele diventato torre del 1937, con vista a 360 gradi sull'Atlantico e un caffè-galleria nell'antica casa del guardiano.

Leggi di più →

Scarica gratis l'audioguida di Ålesund

L'audioguida di Ålesund si trova dentro l'app di EarGuide, gratuita e pronta da usare offline. Portala in tasca e percorri la città al tuo ritmo.

Ascolta nell'App