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Porta Nord

Foto: Chensiyuan, CC BY-SA 4.0

Porta della cinta muraria

Audioguida Porta Nord (Beimen Chenglou)

Fenghuang · 4 tappe · 30 min

La porta di arenaria rossa da cui una piazzaforte di frontiera si affacciava sul fiume Tuo: otto feritoie sull'acqua, delle pietre per attraversarlo a salti che furono ingresso e via d'assalto, e decine di guerre senza che la porta cadesse.

  • 30 min di audio
  • Cinta Ming e Qing

La Porta Nord è una delle quattro porte principali originarie della cinta di Fenghuang. La sua storia comincia nel 1556, trentacinquesimo anno dell'era Jiajing, quando l'arrivo da Mayang della guarnigione del comandante di Zhenzhan portò a sostituire le mura di terra con una di mattoni con quattro grandi porte sormontate da torri. Nel 1715, cinquantaquattresimo anno di Kangxi, il mattone fu rifatto in pietra e la porta ricevette il nome ufficiale, Bihui men. Sopra l'arco di conci rossi, con i battenti rivestiti di ferro e borchiati di chiodi, si alza una torre di mattoni grigi a doppia gronda con pesci e bestie mitiche scolpiti sulle gronde.

Dietro la sua immagine da cartolina c'è una città caserma: all'inizio dei Qing, Fenghuang aveva seimila abitanti e ottomila soldati. Il fiume che oggi si attraversa a salti sulle pietre di guado di Tiaoyan fu uno degli ingressi alla città e la principale via d'attacco a ogni rivolta e a ogni guerra; la sua spiaggia, nell'inverno del 1911, fu per circa un mese il luogo delle esecuzioni. E nella piena del 2014 l'intera cinta rimase sott'acqua, per riaffiorare poche settimane dopo.

Da vedere

  • Arco di arenaria rossa — Battenti rivestiti di lamiera di ferro e borchiati di chiodi sotto una torre a doppia gronda
  • Feritoie della faccia esterna — Due file di quattro balestriere per coprire 180 gradi davanti alla porta
  • Pietre di guado di Tiaoyan — Due file di piloni di pietra per attraversare il Tuo a salti, antico ingresso alla città
  • Tratto di cinta sul Tuo — Muro di arenaria rosso-violacea con camminamento percorribile lungo il fiume
  • Molo della Porta Nord — L'imbarcadero delle barche di legno che scendono lungo il Tuo

Sulla riva sud del fiume Tuo, dove la cinta di arenaria rosso-violacea di Fenghuang si avvicina di più all’acqua, si apre la Porta Nord (北门城楼, Beimen Chenglou). È una delle quattro porte principali originarie del recinto e, fra tutte, quella che guarda il fiume: un arco di conci rossi, due battenti di ferro borchiato e, sopra, una torre di mattoni grigi a doppia gronda. Oggi è una delle immagini più fotografate della città antica; per secoli fu la bocca di una piazzaforte di frontiera.

La storia della Porta Nord si scrive con date militari. Nel 1556, trentacinquesimo anno dell’era Jiajing dei Ming, la guarnigione del comandante di Zhenzhan si trasferì qui da Mayang e le mura di terra furono sostituite da una di mattoni con quattro grandi porte, ciascuna sormontata da una torre. Nel 1715, cinquantaquattresimo anno di Kangxi, il mattone fu rifatto in pietra e la porta ricevette il nome ufficiale di Bihui men, che le fonti scrivono in due modi, «muro splendente» o «giada splendente», con la stessa pronuncia. Sotto Kangxi la città divenne sede di Zhenzhan, uno dei 62 comandi militari regionali dell’impero, e fin qui si trasferì l’intendente militare di Chen-Yuan-Yong-Jing, che governava più di metà dello Xiangxi. All’inizio dei Qing vivevano entro le mura seimila abitanti e ottomila soldati. Le cronologie non sempre coincidono: alcune fonti datano la fondazione della città al 1704, mentre la storia della cinta riporta la Porta Nord all’epoca Ming.

La sua architettura è quella di una porta pensata per resistere. Prima dell’arco a tutto sesto si attraversa una barbacane curva, il wengcheng; sulla faccia che dà sul fiume, la torre apre due file di feritoie per battere col fuoco tutto il fronte. Secondo la storia della cinta, ha attraversato decine di guerre senza cadere. Nel 2023 la torre conservava il suo pavimento di lastre consumate e le sue porte e finestre di legno scrostate, anche se i negozi e le pensioni che la circondano coprono quasi la vista che un tempo aveva sul Tuo a nord e sulla città a sud.

Per sapere cosa vedere alla Porta Nord di Fenghuang, l’audioguida la percorre in quattro tappe e 30 minuti: dall’arco, visto dalla città, alla riva di fronte alle feritoie, alle pietre di guado di Tiaoyan e al molo da cui partono le barche. Un fiume che si attraversa a salti fu via d’ingresso, rotta d’assalto e patibolo, e la pietra rossa resta in piedi dopo ogni guerra e ogni piena.

Accanto alla cinta si trovano la Sala degli antenati della famiglia Yang e, a un centinaio di metri appena, la Casa di Xiong Xiling; seguendo la riva si arriva al Ponte Hong.

Battenti di ferro di una città caserma

Porta Nord di Fenghuang

Riassunto di questa tappa

Dal lato della città, la Porta Nord si presenta per ciò che fu: un elemento di una piazzaforte di frontiera. I conci sono di arenaria rossa locale; il varco, un arco a tutto sesto chiuso da due battenti rivestiti di lamiera di ferro e borchiati di grandi chiodi a testa tonda. Sopra, la torre di mattoni grigi a doppia gronda lascia vedere sulle gronde sculture di pesci e bestie mitiche.

Quella solidità ha una data. Nel 1556, quando la guarnigione del comandante di Zhenzhan arrivò da Mayang, la città lasciò le sue mura di terra e ne costruì una di mattoni con quattro grandi porte, ciascuna con la sua torre. Non era una città con dei soldati, ma quasi una città di soldati: all’inizio dei Qing, gli ottomila uomini d’arme superavano i seimila abitanti.

Davanti all’arco, la prima tappa dell’audioguida legge la porta come la leggevano i suoi contemporanei, e rivela che cosa dicesse della città quel ferro borchiato.

Feritoie sulla spiaggia del 1911

Feritoie della faccia esterna

Riassunto di questa tappa

Sulla riva, di fronte alla torre, la faccia esterna mostra con chiarezza la sua funzione: due file di feritoie, quattro balestriere per ciascuna, pensate per coprire col fuoco un arco di 180 gradi davanti alla porta. Non era un ornamento. Il guado del fiume davanti alla Porta Nord fu la principale via d’attacco contro la città nella rivolta miao delle ere Qianlong e Jiaqing, nell’insurrezione di Fenghuang della rivoluzione del 1911 e nella guerra civile. La porta, costruita nell’era Jiajing, attraversò decine di guerre senza cadere.

Questa riva custodisce anche il suo episodio più oscuro. Secondo la tradizione documentata, nell’inverno del 1911, fallita l’insurrezione, la guarnigione uscì nei villaggi a catturare gente, soprattutto contadini dei villaggi miao del nord-ovest, e le esecuzioni, che di solito si facevano fuori dalla Porta Ovest, furono spostate sulla spiaggia davanti alla Porta Nord, perché i «ribelli» erano arrivati da nord. Si racconta che il massacro durò circa un mese e che, quando i prigionieri furono troppi, la sorte di ciascuno fu affidata a due stecche di bambù lanciate davanti all’altare del tempio Tianwang.

Dall’alto di questa cinta lo guardava un bambino di otto o nove anni che sarebbe poi stato il grande scrittore della città, Shen Congwen. Accanto alle feritoie, la narrazione racconta come cadessero quelle stecche e che cosa imparò lui dalla rivoluzione su questa spiaggia.

Rocce per saltare il Tuo

Pietre di guado di Tiaoyan

Riassunto di questa tappa

Subito davanti alla porta, due file di piloni quadrati di pietra attraversano il Tuo: sono le pietre di guado di Tiaoyan, il cui nome, «rocce per saltare», viene dal passare il fiume a salti di pietra in pietra. In epoca Qing furono uno degli ingressi alla città. La loro origine è discussa: c’è chi la fa risalire ai Tang con un rinnovo nel 1704 e chi le dà direttamente come costruite nel 1704.

Poco distante corre uno stretto ponte di legno su piloni di pietra, e le fonti confondono spesso le due strutture. A quel passaggio di assi appartiene la storia del primo attraversamento: più di quaranta pilastri rettangolari di pietra rossa che le piene trascinavano via ogni anno, le assi che in epoca repubblicana fece stendere il capo della contea Li Zongqi, e che le piene continuavano a portarsi via, e la ristrutturazione del 1950, che unì i pilastri a due a due in 15 pile lungo 100 metri, con grosse assi fissate con catene di ferro.

Oggi le pietre di guado sono teatro di un altro rito: il ritratto in abito miao, con costume ricamato, cesto sulla schiena e ornamenti d’argento. Sembra un souvenir come un altro, ma il peso di quell’argento nasconde, secondo quanto raccontano le truccatrici miao, una spiegazione legata alla sopravvivenza in montagne di banditi. Sulle pietre, l’audioguida rivela che cosa c’entri una collana con una fuga.

La cinta che uscì dall’acqua

Imbarcadero delle barche del Tuo

Riassunto di questa tappa

Il percorso termina al molo della Porta Nord, il Beimen matou, a pochi passi a valle della torre: è il punto d’imbarco delle barche di legno che scendono lungo il Tuo verso sud-est. Da qui si vede il tratto di cinta che corre sulla riva sud, quello stesso che nel 1715 fu rifatto in pietra.

Quella pietra conobbe la sua prova più recente nella piena del 15 luglio 2014, quando la cinta rimase interamente sott’acqua. Alla fine di luglio le pietre di guado erano di nuovo come prima, e a metà agosto furono rimossi gli ultimi ponteggi della torre.

Di fronte al molo si raggruppano le case su palafitte, con gallerie a sbalzo sul fiume e una panca-ringhiera continua che porta un nome galante: meirenkao, «lo schienale delle belle». A Fenghuang si racconta che dietro quel nome c’è un’attesa, quella delle donne di una città di soldati. Accanto alle barche, l’ultima tappa dell’audioguida spiega di chi fosse quell’attesa e come finì nell’autunno del 1937.

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