Parco e belvedere
Audioguida Parco Lianhuashan (Lianhuashan Gongyuan)
Una collina di Futian aperta nel 1997 dove le famiglie fanno volare gli aquiloni e sulla cui cima un Deng Xiaoping di bronzo alto 6 metri avanza a grandi passi verso sud, di fronte ai grattacieli che la sua riforma ha reso possibili.
- 75 min di audio
- Statua di Deng Xiaoping
Il Parco Lianhuashan cominciò a essere progettato nell'ottobre del 1992 e aprì al pubblico il 23 giugno 1997 all'estremità nord del nuovo centro di Shenzhen. Sulla sua cima, a 100 metri di altitudine, dal 14 novembre 2000 sorge la prima statua di Deng Xiaoping di tutta la Cina approvata dal potere centrale come scultura urbana: la inaugurò Jiang Zemin e nel 2010 è stata dichiarata bene tutelato dal comune. La figura, alta 6 metri su un piedistallo di 3,68, guarda esattamente a sud, verso l'asse centrale di Futian, e la piazza che la circonda, di circa 4.000 m², è la piattaforma all'aperto più alta della città.
Il contrasto sta nell'attesa. Il bronzo nacque nel 1994 per sostituire un ritratto dipinto che il sole crepava e che andava cambiato ogni sei mesi; quando Deng morì, nel 1997, il potere centrale non autorizzò nessuna delle statue richieste dalle città cinesi, e il progetto di Shenzhen restò fermo tre anni con la figura già fusa. Oggi è l'opposto di una statua dimenticata: gli abitanti salgono a fare gli auguri di Capodanno al «nonno Deng», e i fiori lasciati ai piedi del piedistallo vengono rimossi a scaglioni.
Da vedere
- Statua di Deng Xiaoping — Un bronzo di 6 metri in piena falcata, orientato esattamente a sud
- Piedistallo e muro di granito — La calligrafia di Jiang Zemin e la dedica di Deng del 1984 alle zone economiche speciali
- Belvedere in cima — La piattaforma all'aperto più alta di Shenzhen, di fronte all'asse centrale di Futian
- Piazza degli Aquiloni — Un prato di 20.000 m² dove la città esce a dare filo
- Banyan di Xi Jinping — Piantato nel 2012 con poco più di 3 metri, nel 2020 superava i 13
Nel distretto di Futian, a nord del nuovo centro di Shenzhen, si eleva il Parco Lianhuashan (莲花山公园), la collina del Loto: un grande parco pubblico che cominciò a essere progettato nell’ottobre del 1992 e aprì il 23 giugno 1997, e sulla cui cima un Deng Xiaoping di bronzo avanza a grandi passi verso sud. Riceve fino a 10 milioni di visite all’anno, e la maggior parte non viene in pellegrinaggio politico: viene a passeggiare, a correre o a far volare gli aquiloni. In cima, però, attende uno dei luoghi più carichi di simbolismo della città che Deng trasformò in Zona Economica Speciale.
La storia del Parco Lianhuashan è recente quanto i grattacieli che si vedono dalla cima. Della sua superficie non esiste nemmeno una cifra unica: le fonti ufficiali parlano di 181 ettari, altre di 150, un’altra ancora di quasi 2 km² di terreno di cui poco più di 0,8 sviluppati, cifre che sembrano rispondere a criteri o date diversi. La statua arrivò nel 2000 dopo sette anni di lavoro e di un’attesa che quasi la lasciò senza piedistallo. L’8 dicembre 2012, nel suo primo viaggio fuori da Pechino come segretario generale, Xi Jinping salì a offrirle dei fiori e piantò un banyan in un prato vicino, oggi segnalato da una lapide di granito. Secondo le cronache di quella mattina il parco non fu chiuso: tra i passanti che facevano ancora il loro esercizio mattutino lo accompagnavano quattro veterani che nel 1992 avevano scortato Deng nel suo viaggio al sud, e circa duecento persone lo circondarono mentre scendeva i gradini. Il 14 ottobre 2020, nel 40º anniversario della Zona Economica Speciale, rivide l’albero: da poco più di 3 era passato a più di 13 metri.
Lontano dalla cima, sul versante nord-occidentale, il parco custodisce un pezzo molto più antico di tutto il resto: la tomba di Huang Motang, costruita nel 1248, ai tempi della dinastia Song meridionale, per il fondatore del lignaggio Huang del villaggio di Xiasha. È di granito, ha la parte anteriore crollata ed è tutelata come bene della provincia del Guangdong. E ogni novembre la collina cambia aspetto: dal 2003 ospita la Mostra delle Buganvillee, il fiore ufficiale di Shenzhen, con archi di fiori, mulini decorati, concorsi di piante degli abitanti e mercatini; poiché coincide con il Mese della Lettura, in città si dice che a novembre il centro sia «metà montagna di libri, metà mare di fiori».
Per sapere cosa vedere al Parco Lianhuashan senza fermarsi alla foto della statua, l’audioguida lo percorre in quattro tappe e 75 minuti di narrazione: dal prato degli aquiloni al muro di granito, alla figura di Deng e al belvedere sull’asse di Futian. Il filo è uno solo: una statua che rischiò di non esistere, visitata come si visita un nonno, di fronte a una città sorta in appena qualche decennio.
La statua guarda in faccia il nuovo centro di Futian, dove si innalza il Ping An Finance Center; l’altro grande scenario di Deng in città si trova a Shekou, sulla nave che lui stesso battezzò: Sea World.
Aquiloni ai piedi della collina di Deng
Kite Square (莲花山风筝广场)
Riassunto di questa tappa
Il percorso comincia in basso, nella Piazza degli Aquiloni, un prato aperto di circa 20.000 m² nel settore sud-orientale del parco. La prima impressione non è solenne: bambini, nonni, coppie e giovani famiglie si ritrovano qui a dare filo, tanto che la scena è considerata uno dei paesaggi umani caratteristici di Shenzhen. A nord, il Lago del Loto aggiunge altri 50.000 m² d’acqua a questo grande spazio di svago quotidiano, aperto nel 1997 all’estremità nord del nuovo centro.
Gli abitanti stessi lo riassumono con umorismo. Nella battuta sulle «tre abitudini tipiche» di Shenzhen, qualunque versione giri, compare sempre questa collina: salire di notte al Lianhuashan o far volare gli aquiloni al Lianhuashan. La salita notturna ha la sua logica, perché alla cima si arriva in cinque o sei minuti di corsa, o in poco più di dieci lungo il viale principale. Sul prato, l’audioguida parte da ciò che quella battuta dice del rapporto della città con la sua collina.
Il ritratto crepato e il bronzo in attesa
Muro di granito con la dedica del 1984
Riassunto di questa tappa
Dietro la statua, a nord, si erge un muro di granito con due iscrizioni. Sulla faccia nord compare la dedica che Deng scrisse durante la sua visita del 1984: «Lo sviluppo e l’esperienza di Shenzhen dimostrano che la nostra politica di creare zone economiche speciali è giusta». Sulla faccia sud, la sua frase «Sono un figlio del popolo cinese». Sul fronte del piedistallo, cinque caratteri calligrafati da Jiang Zemin: 邓小平同志, «compagno Deng Xiaoping».
Il bronzo, però, quasi non arrivò fin qui. Dopo il viaggio al sud di Deng del 1992 il suo ritratto dipinto fu innalzato lungo il viale Shennan, nell’angolo sud-est del parco Lizhi; il sole lo crepava e bisognava sostituirlo ogni sei mesi, finché nel 1994 lo scultore Teng Wenjin propose di cambiarlo con una scultura che «non cambi in duemila anni». Quando Deng morì, nel 1997, molte città cinesi chiesero di erigergli statue e il potere centrale non ne autorizzò nessuna: il progetto di Shenzhen rimase fermo tre anni. Dove la figura già fusa abbia atteso non è del tutto chiaro. Una fonte parla di un magazzino; la testimonianza del figlio di uno degli scultori, raccolta per sentito dire in un reportage, la colloca avvolta nella plastica nel cortile dell’Istituto di Scultura di Shenzhen. Accanto al muro, la narrazione ricostruisce quel limbo di tre anni.
La falcata di sei metri verso sud
Deng Xiaoping Statue (邓小平塑像)
Riassunto di questa tappa
Al centro della piazza in cima si erge la statua di Deng Xiaoping: 6 metri di bronzo su un piedistallo di 3,68, quasi 10 metri in tutto, con una fila di alti cipressi piramidali come sfondo verde scuro. Deng indossa un impermeabile e compie un grande passo in avanti. Non è un gesto casuale: la posa allude al fatto che i passi della riforma e dell’apertura di Shenzhen dovevano essere ancora più lunghi, e il bozzetto iniziale, basato su una foto di Deng in piedi, fu cambiato per mostrarlo mentre cammina. La realizzarono quattro scultori, Teng Wenjin, Bai Lansheng, Liu Lin e Yang Jinhuan, nel Museo Militare della Cina, a Pechino, e l’opera richiese in tutto sette anni. Nemmeno il suo peso è unanime: la maggior parte delle fonti dà 6 tonnellate, mentre la notifica comunale del 2010 che la dichiara bene tutelato ne indica 21 per l’insieme di figura e piedistallo.
Il 14 novembre 2000, Jiang Zemin la inaugurò come prima statua di Deng di tutta la Cina autorizzata dal potere centrale come scultura urbana. Dal primo Capodanno lunare dopo l’inaugurazione, nel 2001, gli abitanti salgono a «fare gli auguri di buon anno» al nonno Deng: in quei primi giorni arrivarono più di 200.000 persone, tra cui un anziano di 81 anni che salì con il bastone gli oltre cinquecento gradini. Il gesto si ripete con mazzi di fiori, tre inchini e foto di famiglia durante le feste e, soprattutto, ogni 19 febbraio, anniversario della sua morte, e intorno a Qingming. I fiori ai piedi del piedistallo non mancano mai, e la loro origine è ciò che l’audioguida racconta davanti alla figura.
Grattacieli ai piedi di una collina senza storia
Belvedere sull'asse centrale di Futian
Riassunto di questa tappa
Sul bordo sud della spianata, la vista si apre in linea retta sull’asse centrale di Futian e sul suo centro di grattacieli: la stessa direzione verso cui guarda la statua. La scelta non fu la prima opzione. Prima del Lianhuashan furono scartati il triangolo di Caiwuwei, la piazza davanti al palazzo del governo municipale e la piazza della stazione ferroviaria. Da questa piazza di circa 4.000 m², a 100 metri di altitudine e considerata la piattaforma all’aperto più alta di Shenzhen, Deng si trova di fronte alla città che la sua riforma ha reso possibile. Nel 2004 il luogo entrò nell’elenco degli Otto Paesaggi di Shenzhen come «Primavera precoce sulla collina del Loto».
Il nome della collina ha una sua spiegazione locale: sette piccole cime si abbracciano come i petali di un fiore di loto aperto. Nonostante quel nome poetico, la collina non aveva antica fama, e la cronaca della contea di Xin’an dell’era Kangxi, che elenca monti come Wutong o Nanshan, non la menziona nemmeno. Dal belvedere, l’ultima tappa dell’audioguida racconta come un simbolo di Shenzhen si sia rivelato recente quanto i suoi grattacieli.