Lingua

Città

Sea World di Shekou

Foto: Mx. Granger, CC0

Transatlantico arenato

Audioguida Sea World di Shekou (Shekou Haishang Shijie)

Shenzhen · 5 tappe · 60 min

Un transatlantico francese varato da De Gaulle nel 1962 e arenato nel 1983 su una spiaggia di Shekou per ospitare la prima zona di riforma della Cina: oggi il Minghua è una nave di 168 metri senza una goccia d'acqua intorno.

  • 60 min di audio
  • Riforma e apertura

Quando nel 1979 Shekou divenne la Zona Industriale sviluppata dal gruppo China Merchants sotto la direzione di Yuan Geng, ancor prima che esistesse la Zona Economica Speciale di Shenzhen, mancava la cosa più elementare: un posto dove dormire. La soluzione arrivò dal mare. Nel 1983 la zona acquistò il Minghua, l'ex transatlantico Ancerville, e lo lasciò arenato nella baia di Liuwan come edificio fisso. Nel gennaio 1984 Deng Xiaoping salì a bordo e scrisse quattro caratteri, 海上世界, «Mondo sul mare», che diedero il nome al complesso, al quartiere e perfino alla stazione della metropolitana.

Il contrasto sta nel suolo. La nave si arenò su una spiaggia, ma dal 1989 oltre vent'anni di riempimenti sottrassero al mare tutto ciò che la circondava, e negli anni Novanta lo scafo, di circa 14.000 tonnellate, rimase del tutto sulla terraferma. Oggi si erge in mezzo a una piazza pedonale circondata da ristoranti e torri, e la riva dove si arenò è solo un'assenza sotto il pavimento.

Da vedere

  • Nave Minghua — Un transatlantico di 168 metri varato da De Gaulle nel 1962 e arenato sulla terraferma
  • Insegna «海上世界» — La calligrafia che Deng Xiaoping scrisse a bordo nel 1984 e che battezzò il quartiere
  • Statua di Nüwa — 18 metri, metà donna e metà serpente, accanto a un'antica spiaggia balneare
  • Centro Culturale di Sea World — L'edificio di Fumihiko Maki che ospita Design Society
  • Piazza di Sea World — Spettacoli di acqua e luci al tramonto davanti alla prua della nave

A Shekou, a Shenzhen, un transatlantico si erge in mezzo a una piazza pedonale senza acqua intorno. È il Minghua, cuore di Sea World di Shekou (蛇口海上世界, Shekou Haishang Shijie): un transatlantico francese varato nel 1962, acquistato dalla Cina nel 1973 e arenato nel 1983 come hotel della prima zona di riforma del Paese. Il suo nome, 明华, viene interpretato a volte come «spirito della Cina» e a volte come «illuminare la Cina», e entrambe le letture si addicono a una nave che è finita per diventare la vetrina di un’epoca.

La storia di Sea World di Shekou comincia prima che Shenzhen fosse Zona Economica Speciale. Il 31 gennaio 1979 Shekou divenne ufficialmente Zona Industriale, sviluppata in esclusiva dal gruppo China Merchants di Hong Kong sotto la direzione di Yuan Geng, e l’8 luglio di quell’anno le esplosioni sulla collina di Sheshan diedero il «primo colpo di cannone» della riforma e dell’apertura. Mancava l’alloggio, e la risposta fu una nave che aveva già vissuto più vite: l’ultima, nel 1978, una missione dal porto di Huangpu, a Canton, per evacuare cinesi etnici dal Vietnam, fallita e conclusa con il ritorno in porto senza un solo evacuato a bordo. La data del suo arrivo a Shekou è discussa (il 17 o il 27 agosto 1983, secondo le fonti), come la portata della visita di Deng Xiaoping nel gennaio 1984: una versione parla di un soggiorno a bordo e un’altra la riduce a un pranzo il 26 gennaio, il giorno della calligrafia. Aperto per la Festa di Primavera del febbraio 1984, fu il primo centro turistico della Cina creato a partire da una grande nave da crociera, e nel 1986, secondo le cronache, l’ex salone del capitano ospitò una partita di go tra Cina e Giappone seguita da Xu Jiatun, massimo rappresentante del Partito Comunista a Hong Kong, mentre la sala da ballo offriva sconti agli iscritti alla Lega della Gioventù Comunista.

L’architettura di Sea World di Shekou è oggi quella di un quartiere costruito intorno a uno scafo. La nave chiuse nel 1998 dopo un incendio e problemi di gestione; una ristrutturazione da 70 milioni di yuan la rifece tra il 2001 e il 2005, e nel dicembre 2013 China Merchants inaugurò il nuovo Sea World, un complesso commerciale e alberghiero che lo studio Callison progettò per tre anni intorno al Minghua, che oggi ospita un hotel di 110 camere. Verso il mare si leva il Centro Culturale e delle Arti di Sea World, opera di Fumihiko Maki inaugurata nel 2017: uno zoccolo scultoreo da cui spuntano tre volumi a sbalzo, sede di Design Society in collaborazione con il V&A.

Per sapere cosa vedere a Sea World di Shekou oltre ai negozi, l’audioguida lo percorre in cinque tappe e un’ora di narrazione: la piazza davanti alla prua, il fianco dello scafo, l’insegna con la calligrafia di Deng, la statua di Nüwa e il Centro Culturale sul mare. Il filo è uno solo: una nave senz’acqua che mostrò a tutta la Cina cosa poteva essere la riforma, finché la città non strappò il mare intorno a lei.

Il nome di Sea World lo diede Deng Xiaoping, lo stesso la cui statua corona il Parco Lianhuashan; a pochi chilometri, nello stesso distretto di Nanshan, la città vecchia di Nantou custodisce il capoluogo della contea che precedette Shenzhen.

Un transatlantico incagliato in mezzo alla piazza

Sea World

Riassunto di questa tappa

Davanti alla prua, nella piazza centrale di Sea World, la scena ha qualcosa dell’errore di scala: una nave di 168 metri posata su un suolo pavimentato, senza banchina né acqua che la giustifichino. Quella stranezza è la migliore chiave per capire il luogo. La Zona Industriale di Shekou, nata nel 1979 per mano di China Merchants e di Yuan Geng, aveva bisogno prima di tutto di un posto dove alloggiare le persone, e nell’agosto 1983, dopo il suo ultimo viaggio tra Yokohama e Shanghai, il Minghua le fu venduto.

La nave giunse a Shekou a fine agosto, e il Quarto Ufficio di Ingegneria Navale del Ministero dei Trasporti impiegò tre mesi e mezzo a trascinarla fino alla baia di Liuwan, dove rimase arenata come un edificio qualunque. Trasformare un transatlantico in hotel richiedeva un mestiere che a Shekou nessuno aveva. Secondo i racconti dell’epoca, Wang Chaoliang, nominato direttore nel 1983 senza esperienza alberghiera, portò da Hong Kong più di dieci professionisti con stipendi elevati, dal capo dei piani al maestro di cucina, e a un direttore d’albergo di Hong Kong pagò più di trenta volte il suo stipendio mensile. Davanti alla prua, l’audioguida racconta come si imparò ad accogliere un turista nel primo hotel galleggiante del Paese.

Le vite dell’Ancerville prima di Shekou

Scafo del Minghua

Riassunto di questa tappa

Lungo il fianco, lo scafo immobile custodisce una biografia d’alto mare. Nacque come Ancerville, costruito nei cantieri Chantiers de l’Atlantique e varato il 5 aprile 1962 dal presidente Charles de Gaulle. Circola l’idea che fosse lo yacht o la nave esclusiva del presidente francese, ma era un transatlantico di linea della Compagnie de Navigation Paquet: copriva la rotta Marsiglia-Dakar, sei giorni per ogni senso, con 171 posti in prima classe, 342 in seconda e 243 in terza. De Gaulle si limitò a vararlo.

Nel luglio 1970, vicino alle isole Canarie, l’Ancerville salvò tutti i passeggeri e l’equipaggio del Fulvia, un transatlantico in fiamme che affondava. Il 7 aprile 1973 lo acquistò la Compagnia di Trasporto Marittimo di Canton, che lo ribattezzò Minghua, e dal 1973 al 1978 portò in Tanzania e in altri Paesi il personale degli aiuti cinesi, tra cui i lavoratori della ferrovia Tanzania-Zambia.

Ci fu ancora un’altra vita, documentata nelle cronache della diplomazia: nel maggio 1979, quattro anni prima di arenarsi, il Minghua percorse il Giappone come «nave dell’amicizia sino-giapponese», con una delegazione di 600 «emissari dell’amicizia» guidata da Liao Chengzhi, nato a Tokyo e presidente dell’Associazione di Amicizia Cina-Giappone; a bordo viaggiavano la vedova e la figlia del maresciallo He Long. Accanto allo scafo, la narrazione segue questa nave attraverso tre continenti prima che smettesse di muoversi.

La calligrafia che Deng scrisse a bordo

Insegna «海上世界» del Minghua

Riassunto di questa tappa

Sopra la nave brillano in lettere luminose quattro caratteri, 海上世界 (Haishang Shijie, «Mondo sul mare»). La loro origine è un pranzo. Verso il Natale del 1983, Wang Chaoliang, primo direttore del Minghua riconvertito ed ex ingegnere aeronautico dell’industria militare, ricevette l’ordine di preparare la visita di un alto dirigente amante del cibo piccante: Deng Xiaoping. Il 26 gennaio 1984, durante la sua ispezione a Shekou, Deng salì sulla nave appena ristrutturata; durante il pranzo, Wang Chaoliang e Zhao Yanhua gli chiesero una calligrafia, e ciò che scrisse finì per dare il nome all’intero complesso.

L’hotel aprì al pubblico per la Festa di Primavera del febbraio 1984: più di 200 camere in sei categorie, più di 600 letti, aria condizionata in tutte le stanze, cosa rara allora, e prato sintetico sui ponti di prua e di poppa. Secondo la tradizione documentata, l’8 marzo 1984, Giornata della Donna, gruppi organizzati delle città vicine accorsero in massa, e i visitatori a bordo erano così tanti che lo scafo, già assestato sulla spiaggia, arrivò a inclinarsi, anche se il biglietto cumulativo costava più di 100 yuan, un lusso per l’epoca. Davanti all’insegna, l’audioguida ricostruisce il giorno in cui un’ondata di curiosi fece sbandare una nave senza motore.

Nüwa rammenda il cielo dove c’era il mare

Nüwa Statue (女娲补天像)

Riassunto di questa tappa

A sud della nave, nel parco costiero di Nüwa, si erge una figura di 18 metri, metà donna e metà serpente, che regge tra le braccia una grande pietra dei cinque colori: Nüwa che ripara il cielo. Yuan Geng la commissionò nel 1986 al professor Fu Tianchou, dell’Accademia Centrale di Belle Arti, e fu innalzata nel 1989 accanto a una spiaggia balneare. Oggi è catalogata come bene culturale della riforma e dell’apertura.

La statua costringe a misurare un’assenza. Dove il Minghua si arenò nel 1983 c’erano spiaggia e acqua; il mare cominciò a ritirarsi con il «primo colpo di cannone» dell’8 luglio 1979, le esplosioni sulla collina di Sheshan per guadagnare terreno e costruire il porto di Shekou. Dal 1989 Sea World crebbe verso sud con più di vent’anni di riempimenti, e negli anni Novanta l’area dell’ormeggio fu sottratta al mare per un campo da golf, fino a lasciare lo scafo del tutto sulla terraferma. Accanto a Nüwa, la narrazione segue la linea di una costa che non esiste più.

Dallo slogan di Yuan Geng alla nave che sfilò a Tiananmen

Sea World Culture and Arts Center (海上世界文化艺术中心)

Riassunto di questa tappa

Davanti al Centro Culturale di Sea World si chiude la storia di Shekou come laboratorio. Yuan Geng coniò, nel 1981 o nel 1982 secondo le fonti, al ritorno da un viaggio d’affari a Hong Kong, lo slogan «Il tempo è denaro, l’efficienza è vita», che fu montato su un cartellone lungo la strada del molo dei traghetti di Shekou perché gli investitori di Hong Kong vedessero che lì si apprezzava l’efficienza. Alla parata della Festa Nazionale del 1984, in piazza Tiananmen, un carro a forma di Minghua in scala portò quello stesso slogan, e Sea World divenne un nome noto in tutta la Cina.

Poi vennero l’incendio e la chiusura del 1998, la ristrutturazione del 2001-2005 e, nel dicembre 2013, la rinascita della nave come centro del complesso commerciale e alberghiero di China Merchants. L’edificio di Fumihiko Maki, inaugurato il 2 dicembre 2017, completa l’insieme, e la stazione della metropolitana del quartiere porta il nome di Haishang Shijie, ereditato dalla calligrafia scritta a bordo. Nell’ultima tappa, l’audioguida racconta come una nave arenata sia finita per dare il nome a un pezzo di città.

Altri luoghi a Shenzhen, Cina

Torna a Audioguida Shenzhen

Scarica gratis l'audioguida di Shenzhen

L'audioguida di Shenzhen è dentro l'app di EarGuide, gratuita e pronta da usare offline. Portala in tasca e percorri la città al tuo ritmo.

Prossimamente

Scarica l’app EarGuide Ascoltala nell’app

Porta la tua guida personale in tasca. Disponibile gratuitamente per iOS e Android. Scarica l’app gratis: audio offline e guida GPS.