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Fiume Li

Foto: Liuxingy, CC BY-SA 4.0

Patrimonio dell'Umanità

Audioguida Fiume Li (Lijiang)

Yangshuo · 5 tappe · 120 min

Tra il molo di Yangdi e la grande ansa di Xingping, il fiume Li si apre un varco tra grappoli di picchi calcarei Patrimonio dell'Umanità, passa sotto una parete dove si cercano nove cavalli e termina nel riflesso che la Cina ha stampato sulla sua banconota da 20 yuan.

  • 120 min di audio
  • Navigazione in zattera tra il carso

Il fiume Li è sulla carta della Cina da più di duemila anni: nel 214 a.C. Qin Shi Huang fece aprire il canale Lingqu per unirlo al fiume Xiang e muovere i suoi eserciti verso sud, e da allora fece parte della via navigabile tra lo Yangtze e il delta del Fiume delle Perle. I poeti Tang e Song ne fecero versi e motto, e nel 2014 il suo carso di picchi nella contea di Yangshuo entrò nel Patrimonio dell'Umanità come parte del Carso della Cina Meridionale.

Il tratto da Yangdi a Xingping, il più apprezzato del fiume, custodisce un gioco e una banconota. Davanti alla scogliera dei Nove Cavalli i passeggeri contano figure nella roccia seguendo una filastrocca che assegna a ogni numero un posto negli esami imperiali; più a valle, la secca di Huangbu riflette i picchi così come appaiono sul retro della banconota da 20 yuan, con il monte Yuanbao sullo sfondo e un pescatore con i cormorani sull'acqua.

Da vedere

  • Scogliera dei Nove Cavalli — Parete calcarea con macchie colorate e una filastrocca che mette alla prova chi conta le sue figure
  • Secca di Huangbu — Il riflesso con il monte Yuanbao che illustra la banconota da 20 yuan dal 2000
  • Carso fengcong — Grappoli di picchi su una base comune, Patrimonio dell'Umanità dal 2014
  • Molo di Yangdi — Imbarcadero di zattere con una leggenda di capra-montagna nascosta nel suo nome
  • Pescatori con i cormorani — Cappello conico e pertica di bambù sulla riva di Xingping

Tra Guilin e Yangshuo, il fiume Li (Lijiang, 漓江) si apre un varco tra monti calcarei che diedero alla Cina uno dei suoi motti più ripetuti. Il suo tratto più celebre va dal molo di Yangdi alla grande ansa di Xingping: una navigazione in zattera tra grappoli di picchi Patrimonio dell’Umanità, sotto la scogliera dei Nove Cavalli, fino al riflesso della secca di Huangbu che compare sul retro della banconota da 20 yuan.

La storia del fiume Li comincia con un’opera militare. Nel 214 a.C., Qin Shi Huang, primo imperatore della dinastia Qin, ordinò di aprire il canale Lingqu per unire il Li al fiume Xiang e lanciare i suoi eserciti verso sud; da allora il fiume fece parte di una via navigabile tra la valle dello Yangtze e il delta del Fiume delle Perle. Quanto sia lungo dipende da cosa si conta: 164 km per il Li vero e proprio, dalla bocca del canale Lingqu a Rongjiang fino a Sanjiangkou, a Pingle, oppure 437 km per l’intero sistema Li-Gui, che somma il corso inferiore, chiamato Gui, fino alla confluenza con lo Xi.

Il paesaggio carsico del fiume Li è la ragione della sua fama. Nel 2014 il carso di Guilin entrò nella fase II del sito Patrimonio dell’Umanità Carso della Cina Meridionale, e una delle sue componenti, «Guilin Karst – Lijiang Fengcong», è proprio il carso di picchi del fiume nella contea di Yangshuo. Lungo questo alveo sono passati eserciti imperiali, poeti delle dinastie Tang, Song e Qing, due tra gli uomini più potenti della Cina di Mao e un presidente degli Stati Uniti, e quasi tutti lasciarono una frase o un aneddoto sulle sue rive.

Per sapere cosa vedere sul fiume Li, l’audioguida accompagna la traversata in cinque tappe e 120 minuti: il molo di Yangdi, il fiume aperto davanti a Langshi, la scogliera dei Nove Cavalli, la secca di Huangbu e l’arrivo a Xingping. Il filo che le unisce è un paesaggio che la Cina percorre, canta e, alla fine, stampa sul proprio denaro da ventidue secoli.

La traversata breve termina all’antica città di Xingping; le crociere lunghe proseguono fino a Yangshuo e sbarcano ai piedi del Picco Bilian. A valle, il Li riceve il fiume Yulong, che si discende su una zattera di bambù.

Yangdi, lo zoccolo di capra dove si sale a bordo

Molo di Yangdi

Riassunto di questa tappa

La traversata parte dal molo di Yangdi, un imbarcadero sulla riva del paese con file di zattere in attesa del proprio turno e i primi picchi che chiudono la valle. Di qui partono le zattere di bambù a motore che percorrono il tratto più apprezzato del fiume: alcune arrivano fino alla collina dei Nove Cavalli e altre proseguono a valle fino a Xingping.

Il paesaggio che circonda il molo si spiega con la roccia. Il Li scorre su circa 2.600 metri di calcari del Devoniano e del Carbonifero, e lungo il suo corso domina il carso fengcong: grappoli di picchi che condividono una stessa base calcarea, con depressioni boscose tra loro, diversi dalle torri isolate, le fenglin di 30-80 metri, che circondano Yangshuo. Entrambi i rilievi si formano da 10-20 milioni di anni, e sono questi picchi uniti alla base ad aver valso al fiume l’iscrizione nel Patrimonio dell’Umanità.

Il nome stesso del molo nasconde una leggenda. Racconta la leggenda locale che qui viveva uno spirito-capra grande come una montagna, che in una sola notte divorava l’erba di varie leghe e finì per mangiarsi le risaie. L’Imperatore di Giada inviò il gigante divino Juling Shen, che fece spuntare un campo di riso tenero come esca, si travestì da alberello al margine e, con due colpi, tagliò alla capra una zampa posteriore e le due corna. I pezzi si sarebbero trasformati in due monti, quello delle Corna di Capra (Yangjiao Shan) e quello dello Zoccolo di Capra (Yangti Shan). Nella parlata di Guilin, yangti suona uguale a Yangdi, e il paese cambiò i caratteri con altri più eleganti, «argine dei pioppi», anche se a Yangdi non ci sono pioppi. Salendo a bordo, l’audioguida racconta come un mostro vorace finì per dare il nome al molo.

Un fiume aperto da un imperatore e cantato dai poeti

Langshi

Riassunto di questa tappa

Passato Yangdi, il fiume si apre davanti a Langshi e il paesaggio guadagna silenzio. Nell’ambito del progetto «Li Digitale», il programma «dal gasolio all’elettricità» sostituisce a lotti le vecchie zattere a motore diesel, rumorose e ad alto consumo, con zattere a propulsione interamente elettrica, che condividono l’alveo con le grandi imbarcazioni turistiche che scendono da Guilin.

Questo alveo fu strada di eserciti prima che di viaggiatori. Il canale Lingqu che Qin Shi Huang fece aprire nel 214 a.C. misurava 36,4 km, lo progettò Shi Lu e serviva a lanciare le truppe imperiali contro le tribù Baiyue del sud. Poi vennero i poeti: Han Yu, della dinastia Tang, riassunse il paesaggio in un verso, «il fiume è un nastro di seta azzurra, i monti spilloni di giada verde», e Wang Zhenggong, dei Song, coniò il motto «il paesaggio di Guilin è il primo sotto il cielo», che diede fama nazionale a questi monti.

Il fiume ricevette anche visite di Stato. Il 2 luglio 1998, Bill Clinton scese in barca da Guilin a Yangshuo, una quarantina di miglia di fiume sinuoso tra formazioni carsiche, bambù sulle rive e villaggi, accompagnato da Hillary Clinton e con una sosta per visitare il villaggio di Yucun. Le guide del fiume raccontano una battuta a sue spese che ha a che fare con la curva successiva, e l’audioguida la riserva per subito prima dell’esame dei cavalli.

Nove cavalli su una parete di calcare

Collina dei Nove Cavalli

Riassunto di questa tappa

Dopo una curva che apre la vista compare la scogliera dei Nove Cavalli (Nine Horse Fresco Hill), una grande parete di calcare bianco sul fiume, accanto al villaggio di Huashan, le cui case si raggruppano ai suoi piedi, a circa 60 km da Guilin. Sulla roccia, le macchie verdi, gialle e bianche di pietra e vegetazione compongono la figura di nove cavalli che dà il nome al luogo. Il poeta della dinastia Qing Xu Yun scrisse davanti ad essa: «Da sempre i monti sembrano dipinti; ora il dipinto sembra un monte».

Passando davanti alla parete, i passeggeri giocano a contare i cavalli seguendo una filastrocca popolare di Guilin: chi ne vede sette sarà bangyan e chi ne vede nove, zhuangyuan, il secondo e il primo posto degli esami imperiali. Quasi nessuno arriva a nove, e c’è chi ne conta di più sommando quelli che si riflettono nell’acqua. Si racconta che nel 1960 Zhou Enlai li vide tutti e nove e il maresciallo Chen Yi solo otto; in un’altra versione, Zhou rispose «diciotto», sommando i riflessi. Ciò che si conserva di quella primavera è una foto del 15 maggio 1960 in cui Zhou Enlai, Deng Yingchao, Chen Yi e Zhang Qian posano insieme in un padiglione di Yangshuo.

La leggenda offre due spiegazioni per quelle figure. In una, erano cavalli celesti che il Re Scimmia, Sun Wukong, doveva accudire nelle scuderie del cielo; nove fuggirono e, non essendo tornati, rimasero trasformati in immagini di pietra. Nell’altra, un pittore volle ritrarre nove cavalli che bevevano al fiume, e gli animali, spaventati, fuggirono contro la scogliera e vi rimasero impressi. Davanti alla parete, l’audioguida propone l’esame e ogni ascoltatore verifica quale rango gli sarebbe toccato nella Cina dei mandarini.

La banconota da 20 yuan, in scala reale

Riflessi di Huangbu

Riassunto di questa tappa

Passata la grande ansa del fiume presso Xingping, l’acqua si fa ferma nella secca di Huangbu, il cui nome significa «tela gialla». Lo deve a una lastra del fondale, lunga e larga, di color giallo granturco, il cui riflesso si stende sull’acqua come una tela. Nei tratti poco profondi, l’acqua limpida lascia vedere un fondo di ciottoli.

Questo è il paesaggio del denaro cinese. Il retro della banconota da 20 yuan della quinta serie del renminbi, in circolazione dal 16 ottobre 2000 e mantenuta nelle edizioni del 2005 e del 2019, riproduce il riflesso della secca di Huangbu con il monte Yuanbao sullo sfondo e un pescatore con i cormorani sul fiume. Il picco che chiude la scena si riconosce confrontando il paesaggio con una banconota in mano, e in questo punto l’audioguida accompagna quel confronto finché la carta e il fiume coincidono.

Cormorani sulla pertica dell’ultimo pescatore

Xingping

Riassunto di questa tappa

La traversata termina sulla riva di Xingping, dove anziani con il cappello conico e la pertica di bambù posano con i cormorani accanto al punto di vista della banconota. Uno di loro è Huang Yuechuang, pescatore del villaggio di Dahebei, di una famiglia dedita alla pesca da generazioni, che dal 2000 posa come «pescatore-modello» nel miglior punto fotografico del paesaggio della banconota. Nel 2022 aveva 82 anni: barba bianca, un cormorano a ciascuna estremità della pertica e una coppia di uccelli a cui dà un jin, mezzo chilo, di pesce al giorno.

Quelle pertiche sono l’eco di una pesca antica. I «fuochi di pesca del Li» erano una pesca notturna tradizionale: al calar della notte, i pescatori uscivano in zattera con torce accese e vari cormorani, e le luci punteggiavano il fiume come stelle.

Oggi il fiume si governa in un altro modo. Nella campagna contro i «quattro disordini» delle sue rive, le zattere turistiche sono passate da più di 5.000 a 1.210 e sono state chiuse 1.120 aziende agricole rivierasche. Sulla riva di Xingping, l’audioguida chiude il viaggio con i pescatori che mantengono viva l’immagine della banconota e con un fiume che ha scelto meno zattere e più silenzio.

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