Discesa su zattera di bambù
Audioguida Fiume Yulong (Yulong He)
Un affluente del Li senza un solo motore, che le zattere di bambù scendono a pertica saltando dighe d'irrigazione e passando sotto ponti di pietra montati a secco: uno di epoca Ming e uno del 1123, il più antico del Guangxi.
- 120 min di audio
- Ponti di pietra Song e Ming
Il fiume Yulong nasce a Nanbianshan, nel distretto di Lingui, e consegna le sue acque al Li alla periferia di Yangshuo. Un tempo si chiamava Anle Shui, «acqua di pace e gioia», e prese il nome di Yulong, «incontro con il drago», dal ponte di pietra gettato sul suo corso medio. Sulle sue rive la dinastia Tang istituì nel 621 una contea che durò solo sei anni, la dinastia Song innalzò nel 1123 il ponte ad arco più antico conservato del Guangxi e i Ming gettarono nel 1412 un arco di conci senza una goccia di malta.
Nessuna barca può scenderlo. Più di venti dighe d'irrigazione attraversano l'alveo da una riva all'altra, e ognuna lascia una sola breccia da cui si lancia la zattera di bambù, con due passeggeri e il barcaiolo in piedi a poppa. Il mestiere nacque nel giugno del 2001 da un favore a dei fotografi, e oggi il fiume vede sfilare di notte un drago di zattere unite che passa sotto lo stesso arco Ming da cui si scende di giorno.
Da vedere
- Ponte Yulong — Arco di conci montati a secco del 1412, con parapetti scolpiti nel 1870
- Ponte Xiangui — Nove file di conci e 281 pietre: l'arco di pietra più antico del Guangxi, del 1123
- Dighe d'irrigazione — 28 sbarramenti con una sola breccia da cui salta la zattera di bambù
- Ponte Fuli — Arco e riflesso che, in acqua ferma, disegnano una luna piena
- Stele della resistenza — Gettata nel fiume durante la Rivoluzione Culturale ed eretta di nuovo nel 1987
Il fiume Yulong (遇龙河) è l’affluente del Li che non conosce il motore. Nasce nel comune di Nanbianshan, nel distretto di Lingui, e sfocia sulla riva destra del Li accanto al ponte Gongnong, ai piedi della collina Shutong, alla periferia di Yangshuo. Il suo corso principale misura 54 km secondo la scheda più citata, anche se le cifre oscillano tra fonti e guide locali a seconda del tratto che si conta. Ciò che non cambia è il suo carattere: più di venti dighe costruite per irrigare le risaie lo rendono innavigabile per le barche, e vi scendono solo zattere di bambù con due sedie, due passeggeri con il giubbotto e il barcaiolo in piedi a poppa con la lunga pertica.
La storia del fiume Yulong comincia dal suo nome. Anticamente si chiamava Anle Shui, «acqua di pace e gioia», e la spiegazione documentale attribuisce il nome attuale, Yulong, «incontro con il drago», al ponte Yulong gettato sul suo corso medio. Una leggenda locale racconta un’altra cosa: un drago del Mare dell’Est si fermò a vivere nel fiume e gli abitanti dei villaggi lo vedevano uscire dall’acqua. Un’altra leggenda, legata al ponte, fa dell’incontro una storia d’amore, tra un giovane letterato che arrivò a zhuangyuan, il numero uno degli esami imperiali, e una fanciulla drago. Molto prima di tutto questo, nell’attuale villaggio di Jiuxian, la dinastia Tang istituì nel 621 la contea di Guiyi, scorporata da Yangshuo, e la soppresse nel 627.
L’architettura del fiume Yulong sta nei suoi ponti di pietra. Il ponte Xiangui, del 1123, in epoca Song, è il ponte ad arco di pietra più antico conservato del Guangxi. Il ponte Yulong, del 1412, nel regno Yongle dei Ming, è un unico arco a tutto sesto di conci montati a secco. E circa 500 metri a monte, il ponte Fuli, un arco di conci lungo 30 metri e alto 10 con un vecchio albero a ciascuna testata, è attribuito anch’esso al regno Yongle, anche se quella data non è stata verificata. Ancora più a monte, nel villaggio di Zhouzhai, il ponte Wangfu, un arco di più di 200 anni, passa per essere il primo ponte antico dello Yulong; lì, racconta la leggenda che gli anziani ripetevano alle lavandaie, sotto il monte delle Cinque Dita giace schiacciato il Re Scimmia, Sun Wukong, in attesa di essere liberato dopo 500 anni. A valle, tra le sagome carsiche che si vedono dalla zattera, compaiono un picco delle Cinque Dita e una roccia chiamata «Bajie che contempla la luna», dal compagno ghiottone della Scimmia.
Per sapere cosa vedere sul fiume Yulong, l’audioguida accompagna la discesa in quattro tappe e 120 minuti, dall’imbarcadero del ponte Jinlong alla confluenza con il Li al ponte Gongnong. Il filo che le unisce è un fiume che i contadini domarono per irrigare e che i loro nipoti trasformarono in cammino, e dei ponti di pietra in cui ogni secolo ha lasciato uno strato diverso della sua storia.
Alla fine della discesa, lo Yulong consegna le sue acque al fiume Li, quello delle crociere tra picchi carsici. Nella stessa campagna a sud di Yangshuo si leva Moon Hill, con il suo arco che cambia fase come la Luna.
Jinlong: salire su un fiume senza barche
Ponte Jinlong
Riassunto di questa tappa
La discesa parte dall’imbarcadero del ponte Jinlong, il punto d’imbarco del tratto alto, tra Jinlong e Jiuxian. Di qui le zattere di bambù scendono verso il ponte Yulong, lo stesso che diede il nome a un fiume che un tempo si chiamava Anle Shui, «acqua di pace e gioia», e che in questo punto non è ancora in vista.
Il mestiere di portare in giro la gente su questo fiume è recente e nacque quasi per caso. Nel giugno del 2001, un pescatore del villaggio di Yulong portò sulla sua zattera dei fotografi dal ponte Yulong fino al parco del Grande Banyan. I fotografi inviarono poi per posta alcune foto del fiume, e Zhu Dongfa, abitante del villaggio, decise con un socio dell’agenzia Yangshuo Longzhilü, «Viaggio del Drago», di offrire la gita ai turisti.
Ciò che seguì fu molto rapido. Nell’ottobre del 2001 gli abitanti avevano già comprato più di cento zattere, e nella Settimana d’Oro di quel mese tutte le partenze erano prenotate; nel ponte del Primo Maggio del 2002 i turisti scendevano senza sosta dalle 6 del mattino alle 8 di sera. Accanto all’imbarcadero, l’audioguida racconta come un fiume senza barche ebbe la coda di passeggeri in meno di un anno.
Un arco Ming e una stele salvata
Ponte Yulong
Riassunto di questa tappa
Le zattere passano sotto il grande arco del ponte Yulong, innalzato nel 1412, decimo anno del regno Yongle della dinastia Ming: un unico arco a tutto sesto di conci incastrati a giunto alternato e montati a secco, senza malta, alto circa 9 metri e oggi coperto di rampicanti. Le fonti non concordano sulle sue misure né sulla data esatta, e alcune parlano solo di «epoca Ming». Dall’impalcato si vedono, a monte, i ponti Jinlong e Fuli in fila. Nel 1870, in epoca Qing, vi furono aggiunti parapetti di pietra scolpiti con fiori, uccelli, pesci, insetti e il motivo del drago e della fenice. Qui fu girata inoltre la prima sequenza del film musicale «Liu Sanjie», dello studio di Changchun.
Sopra il ponte si erge la Stele della Vittoria nella Guerra di Resistenza del villaggio di Yulong, che ricorda come gli abitanti resistessero nel 1944, trincerati a Zhujiazhai, chiamata anche Tianzuozhai, sulla riva opposta, alle truppe giapponesi; quanto durò quella resistenza è qualcosa che le fonti raccontano in modo molto diverso. Durante la Rivoluzione Culturale la stele fu distrutta e gettata nel fiume. Nel 1987 ne fu recuperata dall’acqua la metà inferiore, il pezzo fu completato e rimesso in piedi nella sua posizione originale.
Il contrappunto arriva di notte. Dal 2014, secondo una tradizione documentata ideata dagli abitanti ispirati dalle leggende di draghi del fiume, decine di zattere unite, con luci LED, ombrellini gialli e migliaia di lanterne, formano un drago dorato guidato da una testa d’acciaio di circa 4 metri. Il corteo si infila sotto questo arco, gira attorno all’isola di Panlong, «drago attorcigliato», e termina con l’incontro di una fenice luminosa tra i fuochi d’artificio. La notte del 18 giugno 2023 furono 55 zattere e 550 metri di drago; dalla fine del 2024 la sfilata si ripete il sabato al tramonto. Sotto l’arco, l’audioguida unisce il drago e la fenice di pietra con quelli di bambù e di luce.
Saltare dighe accanto a una contea Tang
Ponte Xiangui
Riassunto di questa tappa
In questo tratto si capisce perché lo Yulong non ha barche. Le dighe, sbarramenti bassi di pietra costruiti per irrigare le risaie, attraversano il fiume da una riva all’altra e lasciano un’unica breccia da cui corre l’acqua. Da lì si lancia la zattera di bambù, a due passeggeri per volta, verso il tratto successivo: la discesa avanza a salti, al ritmo che segnano gli sbarramenti.
Sulla riva, il villaggio di Jiuxian, «vecchia contea», conserva case di mattoni grigi e tegole nere con muri tagliafuoco a gradoni. Il suo nome non è casuale: qui la dinastia Tang istituì nel 621 la contea di Guiyi, scorporata da Yangshuo, e la soppresse nel 627. Del recinto, di circa 40.000 m², resta un pozzo antico.
Lì vicino si stende il piccolo arco del ponte Xiangui, chiamato anche ponte di Jiuxian, costruito nel 1123, quinto anno Xuanhe della dinastia Song. La sua tecnica è rarissima: nove file di conci paralleli e 281 pietre. È il ponte ad arco di pietra più antico conservato del Guangxi, e davanti ad esso l’audioguida spiega come si regge.
Gongnong: lo Yulong si consegna al Li
Ponte Gongnong
Riassunto di questa tappa
Nel tratto basso, le rocce carsiche che fiancheggiano il percorso si susseguono come stazioni con un nome proprio, secondo un’usanza locale documentata. A valle del ponte Yulong compaiono la Roccia degli Otto Immortali, i Due Leoni in Lizza e la Collina degli Amanti; verso il ponte Gongnong, la Corsa delle Tartarughe, la Rana che Salta il Fiume, il Cammello che Attraversa il Fiume e il Topo che Vola in Cielo. Dalla zattera, il paesaggio diventa uno zoo di pietra.
Il viaggio termina al ponte Gongnong, un ponte stradale accanto al quale lo Yulong consegna le sue acque alla riva destra del fiume Li, ai piedi della collina Shutong. Tra il ponte Yulong e questo punto il fiume percorre 15,36 km, con una larghezza tra 38 e 61 metri e una profondità tra 0,5 e 2 metri, ed è interrotto da 28 dighe.
È la misura di tutta la discesa: chilometri di acqua bassa e decine di dighe d’irrigazione che finiscono per sommarsi al Li. Alla confluenza, l’ultima tappa dell’audioguida dà un nome a ogni roccia del cammino e chiude il percorso.