Via degli Stranieri
Audioguida West Street (Xijie)
La via più antica di Yangshuo sale dall'imbarcadero del fiume Li e non ha mai smesso di rifarsi: nel 1935 le tagliarono tre metri di case per lato, dagli anni Settanta fu la Via degli Stranieri degli zaino in spalla e il suo aspetto da villaggio antico fu ricucito tra il 1999 e il 2004.
- 45 min di audio
- Via storica pedonale
West Street fu il passaggio obbligato dall'imbarcadero della Porta Shuidong. Diverse fonti la fanno risalire al 590, quando l'imperatore Wen dei Sui istituì la contea di Yangshuo e il suo capoluogo aveva una strada di circa 200 metri per 5 di larghezza. Con le piene del Li in epoca Qing, gli abitanti della sponda orientale si trasferirono su quella occidentale e la via si riempì di botteghe fino a diventare il centro commerciale del paese. Nel 1935 il governo repubblicano la allargò a 8 metri rasandone le facciate, e tra il 1999 e il 2004 un restauro unificò le sue case con le tegole grigie, i muri a testa di cavallo e i balconi sospesi dell'architettura del nord del Guangxi.
Il contrasto sta nella sua gente. Durante la guerra contro il Giappone questa via di paese ospitò il personale dell'Accademia Centrale di Ricerca di Nanchino, un centro di internamento per civili tedeschi, giapponesi e italiani e una scuola di lingue per ufficiali; la popolazione passò da circa 2.500 a oltre 10.000 abitanti. Dagli anni Settanta arrivarono gli zaino in spalla occidentali, e con loro i caffè, le insegne bilingui e più di 200 matrimoni tra giovani di West Street e stranieri.
Da vedere
- Imbarcadero del Li — La porta del paese, da cui arrivarono merci, profughi e viaggiatori con lo zaino
- Carreggiata di 8 metri — Allargata nel 1935 tagliando 3 metri alle case di ogni lato
- Incrocio di Shizijie — Cinque grandi case commerciali degli anni Trenta, saccheggiate nel 1944
- Via degli Stranieri — Caffè occidentali, insegne bilingui e oltre 200 matrimoni con stranieri
- Facciate Guibei — Tegole grigie, muri a testa di cavallo e balconi sospesi unificati tra il 1999 e il 2004
West Street (阳朔西街, Yangshuo Xijie) è la via più antica di Yangshuo: una strada pedonale di lastre di pietra che sale dall’imbarcadero del fiume Li verso il cuore del paese. Nelle sue case dalle tegole grigie convivono insegne in cinese e in inglese, caffè di cucina occidentale e locali che ricordano il suo soprannome più famoso, la Via degli Stranieri. Nel 2023 ha registrato 21,11 milioni di visite ed è entrata nel secondo elenco delle Vie Nazionali del Turismo e del Tempo Libero del Ministero della Cultura e del Turismo cinese.
La storia di West Street comincia con una data discussa. Diverse fonti la collocano nell’anno 590, quando l’imperatore Wen dei Sui istituì la contea di Yangshuo, e le attribuiscono più di 1.400 anni; lo storico locale Qin Zhen preferisce parlare di «più di 1.000 anni». Non c’è accordo nemmeno sul nome: alcuni lo spiegano con la posizione a ovest della sede della contea, altri con quella a ovest dell’incrocio di Shizijie, un toponimo che esisterebbe almeno dai Song, e una terza versione lo data al 1674 per la sua posizione sulla sponda occidentale del Li. È certo che in epoca Qing era un vicolo largo 2 metri e lungo meno di 400, e che nel 1935 fu allargato fino agli 8 metri attuali.
Da questa estremità della via entrò quasi tutto ciò che trasformò il paese. Secondo una tradizione documentata, nel 1917 il predicatore Li Shaogeng, ricordato con il titolo di vescovo, e sua moglie presero in affitto delle case di abitanti nel tratto più vicino all’imbarcadero e cominciarono a predicare da lì: fu l’arrivo del cristianesimo nella regione. Si racconta inoltre che nel novembre del 1921 Sun Yat-sen, in viaggio verso Guilin alla testa dell’esercito di spedizione, tenne un discorso a Yangshuo, anche se nessuno sa precisare dove, e la via si vanta di aver accolto più di 300 dirigenti di oltre 150 paesi e regioni.
L’architettura di West Street inganna a prima vista. Si presenta di solito come un insieme di case Ming e Qing, ma secondo la Wikipedia cinese la maggior parte ha tra i 60 e i 70 anni, con solo alcune di quelle dinastie, e il suo aspetto omogeneo deriva dal restauro dal 1999 al 2004. Per sapere cosa vedere a West Street, l’audioguida percorre in cinque tappe e 45 minuti il suo tratto storico, dalla riva del Li all’incrocio con Chengzhong Lu. Il filo che le unisce è che questa non è una cartolina congelata: il fiume, la guerra, un taglio di lama e i forestieri l’hanno rifatta più e più volte.
Accanto all’imbarcadero si erge il Picco Bilian, e a pochi passi dalla via si trova il Parco di Yangshuo. Risalendo il Li, l’antica città di Xingping conserva un’altra via di lastre che scende fino al fiume.
L’imbarcadero da cui entrava tutto
Imbarcadero del fiume Li
Riassunto di questa tappa
West Street sbocca in Binjiang Lu, accanto al molo dove oggi attraccano le crociere del fiume Li. Questa riva fu la porta del paese. In epoca Qing, le piene del Li allagavano la sponda orientale, più bassa e fino ad allora più popolata; i suoi abitanti si trasferirono nella città della sponda occidentale, e West Street, passaggio obbligato dall’imbarcadero della Porta Shuidong, si riempì di botteghe fino a diventare il centro commerciale del paese. Di qui arrivarono merci, profughi e, all’inizio degli anni Settanta, con l’apertura di Guilin al turismo straniero, i primi viaggiatori occidentali che scendevano dalla crociera e descrissero la via nelle guide pubblicate in Occidente.
Ciò che colpisce di più in questo punto è ciò che manca. Fuori dalla muraglia orientale, lungo il fiume dalla Porta Shuidong alla Porta Qingyang, correva una galleria lunga 400 metri e larga oltre 10 con case su palafitte che concentravano bordelli, bische e fumerie d’oppio. Gli abitanti la riassumevano in una frase: «una muraglia, tre strade di morte». Un tratto di muraglia lungo il fiume sopravvisse fino agli anni Cinquanta; oggi sulla riva non resta né un lembo di muro né una casa sospesa.
Secondo una tradizione documentata, la via e i suoi dintorni furono bottega dei grandi pittori cinesi del Novecento: Zhang Daqian, Xu Beihong, Qi Baishi e Huang Binhong vi dipinsero paesaggi di montagne e acque. Negli schizzi dal vero che il maestro dell’inchiostro Li Keran realizzò a Yangshuo compaiono ancora la vecchia muraglia, gli alberi wutong e le case su palafitte della riva. Accanto all’acqua, l’audioguida restituisce al suo posto quel paesaggio scomparso.
Una via allargata a colpi di lama nel 1935
Carreggiata di lastre di otto metri
Riassunto di questa tappa
Nel tratto est, la carreggiata si apre larga e regolare, coperta da grandi lastre di pietra posate nella riforma turistica del 1984 e rimpiazzate in lavori successivi. Quella larghezza di 8 metri non è l’originale. Quando l’imperatore Wen dei Sui istituì la contea nell’anno 590, il capoluogo aveva una strada di circa 200 metri di lunghezza e 5 di larghezza, germe dell’attuale West Street; un’altra fonte la riduce a meno di 200 metri per meno di 4.
La misura di oggi è il risultato di un’operazione chirurgica. Nel 1935 il governo della Repubblica di Cina allargò la via tagliando da cima a fondo 3 metri delle case di ogni lato, fino a portare la carreggiata a 8 metri. Da allora è stata ripavimentata e le case sono state ristrutturate, ma il tracciato è cambiato appena. Anche la lunghezza attuale è discussa: alcune fonti parlano di circa 800 metri, raggiunti nel 1926 con il raccordo alla strada Gui-Li, altre di 1.180.
Sulle lastre, l’audioguida insegna a leggere la via come la cicatrice di quel taglio.
L’incrocio delle grandi case saccheggiate
Incrocio di Shizijie
Riassunto di questa tappa
All’incrocio con Xianqian Jie e Chengzhong Lu si trovava l’antico Shizijie, il cuore di West Street. Negli anni Trenta riuniva le quattro grandi case commerciali di Yangshuo, Liu Laixing, Chen Gongxing, Wanlixiang e Yuan’an, a cui si aggiunse Pu Tongchang. Nel 1944 l’occupazione giapponese di Yangshuo le saccheggiò e nessuna si riprese più.
Prima del colpo, la guerra aveva riempito la via di ospiti inattesi. West Street ospitò il personale dell’Accademia Centrale di Ricerca di Nanchino, un centro di internamento per civili tedeschi, giapponesi e italiani e una scuola di lingue in cui gli ufficiali del Governo Nazionalista studiavano inglese, francese, tedesco, giapponese e russo. La popolazione del paese passò da circa 2.500 a oltre 10.000 abitanti. Secondo una tradizione documentata, a quelle lezioni vennero a tenere conferenze due dei più celebri scienziati della Cina: il geologo Li Siguang e il meteorologo Zhu Kezhen.
A pochi passi, lungo Xianqian Jie, si conserva l’antica residenza del pittore Xu Beihong: la casa che aveva in affitto e che il generale Li Zongren comprò per regalargliela. All’incrocio, l’audioguida ricostruisce la via in tempo di guerra e il giorno in cui il suo commercio crollò.
Il caffè di Li Sha e le 31 nozze
Insegne bilingui e caffè occidentali
Riassunto di questa tappa
Verso l’incrocio con Guihua Lu, la Via degli Stranieri si mostra nelle sue insegne bilingui e nei suoi caffè e ristoranti di cucina occidentale ospitati in case dall’aspetto tradizionale. Una delle sue pioniere fu Li Sha, proprietaria del LISA CAFE e tra le prime abitanti ad aprire un’attività per stranieri: nel 1982 inaugurò un albergo raccomandato da Lonely Planet e visitato dall’ex presidente francese François Mitterrand. Trentuno dipendenti di quell’albergo sposarono degli stranieri e andarono a vivere in Francia, Svizzera, Norvegia e altri paesi; dagli anni Ottanta, i giovani di West Street hanno contratto più di 200 matrimoni con stranieri.
Negli anni Novanta l’attività cambiò di mano. Secondo il Guilin Daily, il 95 % dei negozi era gestito da forestieri arrivati da altre regioni della Cina, e le attività di stranieri erano poco più di venti; la Wikipedia inglese, invece, afferma che quasi tutte erano in mani straniere. Molti abitanti diventarono «famiglie da diecimila yuan» semplicemente affittando i propri piani terra.
Gli abitanti chiamano «residenti stranieri» la decina abbondante di famiglie occidentali che si stabilirono qui. Uno di loro fu l’australiano Malcolm, che tenne un negozio per più di vent’anni, parlava un cinese fluente e per i vecchi del quartiere è A Tai; si ricorda che ci furono anni con più stranieri che cinesi nella via e che a Natale si ballava sulle lastre. Un caffè chiamato Meiyou, «non c’è», trasformò in richiamo la risposta che esasperava gli zaino in spalla: né birra calda, né cibo scadente, né servizio pessimo. In questo tratto, l’audioguida racconta dall’interno come un paese adottò i suoi vicini venuti da lontano.
Una pelle Guibei ricucita tra il 1999 e il 2004
Facciate in stile Guibei
Riassunto di questa tappa
All’incrocio con Chengzhong Lu le facciate dispiegano il repertorio della casa del nord del Guangxi, lo stile Guibei: piccole tegole grigie, tetto a due falde, muri a gradoni a testa di cavallo, porte e finestre di legno e balconi sospesi. Quell’insieme fu unificato nel restauro conservativo dal 1999 al 2004, sulla via di lastre riformata nel 1984.
Sotto quella pelle resta la via Qing. Allora era larga 2 metri, lunga meno di 400, e terminava alla Corporazione del Jiangxi, il Wanshou Gong: la corporazione di compaesani più antica e più grande di Yangshuo, fondata in epoca Ming dai mercanti del Jiangxi, con 1.000 m² di superficie. A ovest c’erano solo terreni incolti. Il suo terreno è oggi occupato da un ristorante francese, Lede.
La scala attuale contrasta con quel vicolo: 252 locali, 106 dei quali di ristorazione, e dal 2015 una via parallela di nuova costruzione, Yitian West Street, dall’aspetto più moderno. Nell’ultima tappa, l’audioguida cambia il modo di guardare l’antico e il nuovo in un tracciato che si è mosso appena.