Lingua

Città

Water Blow di Nusa Dua

Foto: Chapsorini, CC BY-SA 4.0

Fenomeno naturale

Audioguida Water Blow di Nusa Dua

Uluwatu · 3 tappe · 40 min

Sul bordo dell'Isola Penisola, una fenditura nel calcare trasforma il moto ondoso dell'oceano Indiano in colonne di schiuma alte diversi metri. È l'unico angolo dell'enclave turistica di Nusa Dua che non si riuscì mai ad addomesticare.

  • 40 min di audio
  • Scogliera e onde

Nusa Dua è un'enclave turistica sorta negli anni Settanta nel sudest di Bali, a circa 22 chilometri da Denpasar: 350 ettari recintati che riuniscono più di venti resort e che amministrativamente fanno parte del villaggio di Benoa, nel distretto di Kuta Sud. Il suo nome significa due isole, nusa isola e dua due, per i due isolotti della sua baia: l'Isola Penisola a sud e la piccola e ombreggiata Nusa Dharma a nord, con il tempio omonimo.

Sul margine orientale dell'enclave, il prato dei resort termina di colpo contro un calcare affilato e butterato dal sale. Lì, una fessura che si restringe sotto la scogliera incanala ogni assalto dell'oceano Indiano verso l'alto, in esplosioni di diversi metri che a volte arrivano a decine. Accade solo con l'alta marea, e lo stesso promotore dell'enclave avverte che a Water Blow non ci sono né sabbia né bagno: solo la scogliera e il mare molto più in basso.

Da vedere

  • La fessura — Una crepa che si restringe e lancia il moto ondoso in colonne di diversi metri
  • Piattaforma con balaustra — Il belvedere dove la schiuma arriva più vicina
  • Calcare frastagliato — Ripiani di roccia affilata e butterata, consumati dal sale e dalle onde
  • Due isole, un nome — L'Isola Penisola e Nusa Dharma, che danno il nome a Nusa Dua
  • Barriera rinata — Uno dei cinque siti del Giardino dei Coralli dell'Indonesia

Sulla costa orientale della penisola di Bukit, nel sud di Bali, l’enclave turistica di Nusa Dua è un mondo di prati rasati, viali e hotel. E sul suo margine orientale, sull’Isola Penisola (ufficialmente Pulau Peninsula), l’oceano Indiano ha trovato una crepa nella roccia. È Water Blow, un geyser marino naturale dove le onde si infilano in una fessura che si restringe e ne escono sparate in colonne di schiuma bianca. Il portale turistico della provincia parla di onde che si alzano fino a otto metri nell’urto contro le rocce.

La storia di Water Blow di Nusa Dua è legata a quella di un’enclave pianificata. Nusa Dua fu costruita negli anni Settanta su 350 ettari del sudest dell’isola, a circa 22 chilometri da Denpasar, e il suo promotore, l’ente statale Indonesia Tourism Development Corporation, aprì il primo hotel, il Nusa Dua Beach Hotel, nel 1983. Nel 1991 arrivò il Grand Hyatt, con 636 camere, allora il più grande hotel di Bali; oggi otto dei dieci maggiori hotel dell’isola si trovano qui.

Di fronte a quell’architettura da resort, l’architettura di Water Blow è pura geologia: calcare terziario sollevato, frastagliato e butterato dal sale. Cosa vedere a Water Blow di Nusa Dua si organizza in tre tappe, dal sentiero tra il prato e la roccia alla piattaforma sulla fessura e al ripiano che guarda la costa più a valle, e il senso completo del luogo si rivela percorrendolo con l’audioguida.

Sulla stessa costa del Bukit, tra barriere, moto ondoso e spiagge, si trova la Spiaggia di Melasti; a circa 7,9 km sorge il Parco Culturale Garuda Wisnu Kencana.

Un’enclave di due isole

Verso Water Blow

Riassunto di questa tappa

Il sentiero verso Water Blow parte dove i prati dell’enclave arrivano fino alla roccia. Il contrasto spiega tutto: Nusa Dua è un recinto chiuso, con controlli di sicurezza e ingresso a pagamento per i visitatori, che riunisce più di venti resort e dipende amministrativamente dal villaggio di Benoa, nel distretto di Kuta Sud. Lo avviò negli anni Settanta l’ente statale Indonesia Tourism Development Corporation, che inaugurò il suo primo hotel, il Nusa Dua Beach Hotel, nel 1983. Il Grand Hyatt, con 636 camere, fu all’apertura nel 1991 il più grande hotel di Bali.

Il nome del luogo parla di geografia, non di hotel. Nusa significa isola e dua, due: sono i due isolotti della baia, l’Isola Penisola a sud e la più piccola e ombreggiata Nusa Dharma a nord, che ospita il tempio di Nusa Dharma. Tutt’intorno, la penisola di Bukit, di cui Nusa Dua costituisce la sponda orientale, è secca, arida e sassosa, molto diversa dall’entroterra verde di Bali, ed è fatta di calcare terziario sollevato.

Un resort progettato a tavolino, un nome che significa due isole e un angolo che nessuno riuscì a domare. Che cosa unisca questi tre elementi si scopre ascoltando la narrazione all’inizio del sentiero.

La fenditura che lancia il mare

Belvedere

Riassunto di questa tappa

In fondo al sentiero, una piattaforma con balaustra si affaccia sulla fessura. Qui le onde dell’oceano Indiano si infrangono contro il bordo frastagliato del calcare, e una crepa che si restringe sotto la scogliera le comprime e le lancia verso l’alto in esplosioni di diversi metri, che a volte arrivano a decine. Il portale turistico della provincia descrive onde fino a otto metri che si disfano in schiuma bianca. Il fenomeno si produce solo con l’alta marea.

Il belvedere offre una vista ampia su un paesaggio marino di roccia tormentata. Si paga una piccola tariffa d’ingresso, e lo stesso promotore dell’enclave avverte che a Water Blow non ci sono sabbia né si può nuotare: solo la scogliera e il mare molto più in basso. Quello stesso promontorio ha ospitato il Nusa Dua Festival e altri eventi internazionali.

Lo spettacolo dipende dal ritmo delle serie di onde. Come una semplice crepa trasformi un’onda in una torre di schiuma si capisce ascoltando la narrazione sulla fessura stessa.

Roccia, barriera e un tempio più a valle

Ripiano roccioso

Riassunto di questa tappa

A ovest della piattaforma, un ripiano di roccia si estende sopra un secondo soffiatore e lascia vedere la costa in lontananza. La pietra è lo stesso calcare terziario sollevato che forma la penisola di Bukit, secco e sassoso, consumato dal sale e dalle onde.

Sott’acqua c’è un’altra storia. Nusa Dua è uno dei cinque siti del Giardino dei Coralli dell’Indonesia, uno dei maggiori progetti di restauro dei coralli al mondo. Nel 2021, quasi mille abitanti che avevano perso il lavoro nel turismo durante la pandemia furono assunti per fabbricare e posare ottomila strutture di tubi d’acciaio per i nuovi coralli.

Circa tre chilometri più a sud, a Sawangan, la spiaggia di Geger ha un mare così calmo da permettere la coltivazione delle alghe, e sul suo promontorio sorge un piccolo tempio, Pura Geger. La barriera ricostruita e la costa più silenziosa oltre i resort chiudono il percorso, e ciò che le unisce si rivela ascoltando la narrazione dal ripiano.

Altri luoghi a Uluwatu, Indonesia

Torna a Audioguida Uluwatu

Scarica l'audioguida di Uluwatu

L'app di EarGuide è gratuita e l'itinerario del Tempio di Uluwatu si ascolta gratis; gli altri sei si sbloccano insieme con un pagamento unico. Senza connessione, al tuo ritmo.

Scarica l’app EarGuide Ascoltala nell’app

Porta la tua guida personale in tasca. Disponibile gratuitamente per iOS e Android. Scarica l’app gratis: audio offline e guida GPS.