Culla del surf a Bali
Audioguida Spiaggia di Suluban (Pantai Suluban)
Una grotta nel calcare, una spiaggia nascosta sotto la scogliera e un'onda che nessuno aveva surfato finché nel 1972 non arrivò una cinepresa. A Suluban, detta anche Blue Point, cominciò la storia del surf a Bali.
- 60 min di audio
- Storia del surf
La Spiaggia di Suluban, nota anche come Blue Point, si nasconde sotto le scogliere di Uluwatu, nel villaggio di Pecatu, appena a ovest di Padang Padang. Il suo nome viene dalla parola balinese mesulub, «passare sotto qualcosa», perché alla sabbia si arriva solo attraversando gallerie nella roccia. Da quella grotta entrano ed escono i surfisti in cerca della celebre barriera di Uluwatu, e da lì scesero nel 1972 i primi a surfarla davanti a una cinepresa.
Qui la geografia spiega quasi tutto. La costa calcarea e rilevata di Pecatu isola spiagge piccole e brevi, raggiungibili per molto tempo solo a piedi o con lunghe scale. Quando fu girata la prima onda registrata a Uluwatu non c'erano strade fino alla spiaggia; oggi caffè, ville e beach club si affacciano sulle scogliere, e la trasformazione ha suscitato inquietudine per la fragilità dell'ecosistema costiero e per il traffico.
Da vedere
- Grotta di Suluban — Il tunnel nel calcare che dà il nome alla spiaggia e apre la strada alla barriera
- Cinque onde in fila — Bombie, Temples, Outside Corner, Racetracks e il Peak, davanti alla grotta
- Morning of the Earth — Il film del 1972 che mise Uluwatu sulla mappa del surf
- Steve Cooney — A quindici anni, autore della prima onda registrata a Uluwatu
- Terrazze della scogliera — Caffè e negozi di surf disposti a gradoni sopra la barriera
Il 25 febbraio 1972 uscì Morning of the Earth, il film di Alby Falzon e David Elfick che cambiò il destino di questo angolo di Bali. La troupe era arrivata sull’isola con l’idea di filmare le onde di Kuta, ma finì a Uluwatu, e con quelle immagini la zona fu «scoperta» come meta di surf. La porta d’ingresso a quell’onda era, ed è ancora, la Spiaggia di Suluban, detta anche Blue Point: una striscia di sabbia sotto la scogliera a cui si arriva solo attraversando una grotta.
Capire cosa vedere alla Spiaggia di Suluban significa seguire una discesa: dalle terrazze dei caffè in cima alla scogliera alla scala che zigzaga tra i warung e, alla fine, al tunnel di roccia calcarea che si apre sulla sabbia e sul canale del Peak. La storia della Spiaggia di Suluban è scritta in questo percorso, dai primi surfisti che scendevano a piedi carichi di tutto fino all’Uluwatu di lusso di oggi. L’audioguida lo racconta in tre tappe, sul posto.
Sulla stessa scogliera sorge il Tempio di Uluwatu, e lungo la costa di Pecatu proseguono le cale da surf, con la Spiaggia di Padang Padang come vicina più nota.
Caffè sospesi sopra la barriera
Terrazze della scogliera
Riassunto di questa tappa
In cima alla scogliera di Suluban, caffè e negozi di surf si accatastano gli uni sugli altri, e dalle loro terrazze la barriera di Uluwatu si dispiega per intero. Laggiù si allineano cinque onde in fila, da fuori verso dentro: il Bombie, Temples, Outside Corner, Racetracks e il Peak, quest’ultimo proprio all’imboccatura della grotta, il punto da cui si entra e si esce dall’acqua. Temples deve il nome a un antico tempio sulla scogliera che lo sovrasta; Racetracks è un’onda estremamente veloce che, con la bassa marea, termina in tubi poco profondi sulla barriera.
Le condizioni migliori arrivano con la mareggiata di fondo da sudovest durante la stagione secca, da maggio a ottobre, con venti da sudest; nei giorni più grandi, il Bombie esterno può raggiungere i venti piedi circa. Quello stesso paesaggio racconta un’altra storia: negli ultimi decenni una costa quasi disabitata è diventata una delle mete di lusso più rilevanti di Bali, con resort, ville e beach club sulle scogliere, e con una crescente preoccupazione per il fragile ecosistema costiero e per il traffico. Ciò che questa trasformazione dice dell’onda che l’ha provocata si rivela nella narrazione, davanti alle cinque rompenti.
La scala e la troupe
Ai piedi della scala
Riassunto di questa tappa
Una scala di cemento scende a zigzag tra i warung fino alla roccia, proprio sopra la grotta. Quella discesa ha una ragione geologica: la costa calcarea e rilevata di Pecatu isola spiagge piccole e brevi, e per molto tempo alle sue onde si arrivava solo a piedi o con lunghe scale.
Nel 1972 non c’erano nemmeno strade fino alla spiaggia. Per le riprese di Morning of the Earth, un ragazzo di quindici anni, Steve Cooney, prese la prima onda registrata a Uluwatu, e i surfisti di allora scendevano a piedi con tutte le provviste in spalla fino a raggiungere l’acqua attraverso la grotta. Una troupe venuta a filmare Kuta finì per ritrarre la nascita di un altro mito.
Racconta la credenza popolare degli isolani che gli dei abbiano benedetto chi surfa l’onda di Uluwatu, perché un’onda così perfetta non può che essere divina. Come questa benedizione si concili con la storia di quella prima discesa fa parte di ciò che l’audioguida riserva a questo punto della scala.
Passare sotto
La grotta
Riassunto di questa tappa
Al termine della discesa si apre la grotta marina: un tunnel nel calcare che sbocca sulla sabbia e sul canale del Peak. È qui che il nome della spiaggia si capisce senza bisogno di traduzione. Suluban deriva dalla parola balinese mesulub, «passare sotto qualcosa», perché la spiaggia giace sotto la scogliera e vi si arriva attraverso gallerie di roccia.
Situata nel villaggio di Pecatu, appena a ovest di Padang Padang, Suluban è di solito più tranquilla delle vicine. Ma la sua grotta è anche la porta della barriera: il Peak rompe proprio alla sua imboccatura, e da lì entrano ed escono i surfisti diretti alle cinque onde di Uluwatu. L’ultima tappa dell’audioguida, a riva sulla sabbia, chiude il percorso esattamente dove la spiaggia si spiega da sola.