Fortezza medievale
Audioguida Fortezza di Akershus (Akershus festning)
La fortezza sulla roccia del porto di Oslo che nessun nemico straniero espugnò in battaglia. In un solo recinto convivono un castello rinascimentale, un mausoleo reale e la memoria dell'occupazione nazista.
- 60 min di audio
- Storia medievale e memoria dell'occupazione
Iniziata da Håkon V Magnusson negli anni Novanta del Duecento e già documentata intorno al 1300, Akershus fu costruita per rafforzare la difesa di Oslo dopo l'attacco del conte Alv Erlingsson nel 1287. Occupa un promontorio roccioso che domina il porto e l'ingresso dell'Oslofjord, una posizione pensata per controllare l'accesso marittimo alla città. Tra la fine del XVI secolo e la metà del XVII, Christian IV trasformò il castello medievale in una residenza rinascimentale con bastioni di tracciato italiano.
La fortezza resistette a tutti i suoi assedi, ma si arrese senza combattere alla Germania nazista nel 1940. Gli occupanti vi giustiziarono 42 membri della resistenza norvegese nel 1945 e, dopo la liberazione, otto condannati per tradimento, tra cui Vidkun Quisling, furono fucilati nello stesso recinto. Oggi custodisce anche il Mausoleo Reale e resta il principale scenario di rappresentanza dello Stato norvegese.
Da vedere
- Mai conquistata in battaglia da un nemico straniero
- Castello rinascimentale di Christian IV con le torri Blåtårnet e Romerikstårnet
- Bastioni con cannoni storici sull'Oslofjord
- Museo della Resistenza e monumento ai giustiziati
- Mausoleo Reale del 1948 con i sarcofagi di Haakon VII e Olav V
La storia della Fortezza di Akershus (Akershus festning) abbraccia circa sette secoli di potere norvegese sulla stessa roccia. Fondata da Håkon V Magnusson intorno al 1300, passò da bastione medievale a castello rinascimentale, da prigione e luogo di esecuzioni a sede di rappresentanza dello Stato. Chi si chieda cosa vedere alla Fortezza di Akershus trova torri, bastioni con cannoni, un museo della resistenza e un mausoleo reale, tutto dentro lo stesso recinto. L’esperienza completa è riservata all’audioguida, che lega ogni angolo alla sua storia sul posto. La fortezza fa parte della baia di Oslo, come l’Opera di Oslo, e le sedi del potere in città si completano con il Palazzo Reale. I traghetti che attraversano verso Bygdøy collegano quest’area al Museo Fram.
La roccia che sorveglia il porto
Akershus festning
Riassunto di questa tappa
L’ingresso nord dà accesso a un recinto la cui origine è legata alla geografia. La fortezza poggia su un promontorio roccioso che domina il porto di Oslo e l’ingresso dell’Oslofjord, e quella posizione spiega perché sia stata costruita proprio qui: dalla roccia si controlla chi arriva dall’acqua.
La costruzione fu avviata da Håkon V Magnusson negli anni Novanta del Duecento e intorno al 1300 esisteva già, anno della sua prima menzione documentale. Fu eretta per rafforzare la difesa di Oslo dopo l’attacco che il conte Alv Erlingsson lanciò contro la città nel 1287. Håkon V trasferì inoltre la sua sede reale a Oslo, e la scelta di Akershus come castello regio contribuì allo spostamento della capitale della Norvegia da Bergen all’inizio del XIV secolo.
La porta principale, l’accesso fortificato al recinto interno, ha una leggenda tutta sua. La tradizione popolare la associa a Malcanisen, un cane da guardia che, secondo la credenza, sarebbe stato sepolto vivo accanto all’ingresso perché il suo spirito continuasse a vigilare. Si racconta che chi incontra l’animale fantasma o ne viene morso muoia entro tre mesi. Sono racconti orali di sentinelle e guardie, non episodi documentati, e la narrazione sul posto li colloca sotto l’arco stesso.
Le mura che nessun esercito espugnò
Mura di Akershus
Riassunto di questa tappa
I bastioni di tracciato italiano e le mura a scarpa sul porto, coronati da cannoni storici puntati verso l’imboccatura del fiordo, alimentano la fama di fortezza inespugnabile. Resistette a tutti gli assedi della sua storia e non fu mai conquistata in battaglia da un nemico straniero.
Le date compongono una rassegna di attacchi falliti: il duca svedese Erik Magnusson nel 1308, il re svedese Karl Knutsson Bonde nel 1449-1450, le truppe svedesi nel 1523, la guerra dei Sette anni del Nord nel 1567 e Carlo XII di Svezia nel 1716, l’ultima azione militare di Akershus.
Uno di questi episodi ebbe un prezzo inatteso. Secondo una tradizione documentata, nel 1523 gli stessi abitanti di Oslo, per ordine di Hans Mule, diedero fuoco alle proprie case ai piedi della fortezza per privare gli assedianti di riparo e di provviste, e gli svedesi finirono per ritirarsi. La città si sacrificò perché la fortezza non cadesse. I dettagli di quella giornata sono riservati all’audioguida.
Il castello con cui Christian IV rifece la città
Akershus slott
Riassunto di questa tappa
Nel cortile del castello si innalzano le torri che formano la sagoma più riconoscibile della fortezza dalla città e dal fiordo: il Blåtårnet (la «torre azzurra», del 1623) e il Romerikstårnet (1633). Provengono dalla ristrutturazione con cui Christian IV, tra la fine del XVI secolo e la metà del XVII, trasformò il castello medievale in un castello rinascimentale con bastioni di tracciato italiano.
La sua opera non si limitò alla fortezza. Dopo il grande incendio del 1624, che rase al suolo la vecchia Oslo di legno, il re ordinò di ricostruire l’intera città accanto ad Akershus, con vie a griglia, e la ribattezzò Christiania in proprio onore. Dagli spianati più alti quel reticolo, il quartiere di Kvadraturen, si distingue verso nord.
La tradizione racconta che il monarca indicò il suolo con la mano, in alcune versioni gettando il guanto, e dichiarò che lì doveva sorgere la città. Il gesto è ricordato da una scultura di Wenche Gulbransen, inaugurata nel 1997 in piazza Christiania torv e nota come «la Hanske» (il Guanto), a pochi passi a nord della fortezza.
Il muro delle esecuzioni, la resistenza e Quisling
Norges Hjemmefrontmuseum
Riassunto di questa tappa
Accanto al Museo della Resistenza, allestito nell’antica batteria doppia (Det dobbelte batteri), la fortezza mostra il suo volto più difficile. Quella che non era mai stata presa da un nemico si arrese senza combattere alla Germania nazista nel 1940. Gli occupanti la utilizzarono e vi giustiziarono 42 membri della resistenza norvegese nel febbraio e nel marzo del 1945. Un monumento nazionale all’interno del recinto ricorda i fucilati.
Dopo la liberazione, con la fortezza consegnata ai norvegesi l’11 maggio 1945, otto condannati per tradimento furono giustiziati ad Akershus. Tra loro c’era Vidkun Quisling, il cui cognome è diventato sinonimo di traditore, fucilato il 24 ottobre 1945. L’uso della pena di morte in questi casi fu, e continua a essere, oggetto di dibattito: la Norvegia non eseguiva una condanna a morte dal 1876 e aveva abolito la pena capitale nel 1905, per cui l’esecuzione fu criticata per la sua dubbia legalità.
Il Norges Hjemmefrontmuseum si costituì come fondazione nel 1966 e aprì al pubblico nel maggio del 1970, per mano del principe ereditario Harald, nel 25º anniversario della liberazione. Documenta l’occupazione del 1940-1945.
Il mausoleo, il fiordo e la memoria
Mausoleo Reale (Akershus)
Riassunto di questa tappa
Dal bastione sud la vista abbraccia il porto, l’Opera e l’Oslofjord, lo stesso panorama che la fortezza sorveglia da sette secoli. All’interno del castello rinascimentale si trova il Mausoleo Reale, costruito nel 1948.
Qui riposano i sarcofagi di Haakon VII (1872-1957) e della regina Maud (1869-1938), e quelli di Olav V (1903-1991) e della principessa ereditaria Märtha (1901-1954). Nelle sue mura si conservano inoltre resti medievali dei re Håkon V e Sigurd I.
Lo stesso recinto continua a essere il principale scenario di rappresentanza dello Stato norvegese, con atti ufficiali e cene di gala per capi di Stato stranieri tra i saloni restaurati del castello. Re sepolti, resistenti fucilati e banchetti di Stato condividono la stessa roccia, e l’audioguida li unisce in un unico percorso.