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Alberi antichi dell'ingresso

Foto: xiquinho

Alberi del fengshui

Audioguida Alberi antichi dell'ingresso

Hongcun · 4 tappe · 20 min

La porta di Hongcun non è un arco né una cinta muraria: sono due alberi vivi di circa 500 anni, uno dalla chioma ampia come un ombrello e l'altro dritto come una spada, intorno ai quali giravano spose e feretri.

  • 20 min di audio
  • Alberi di 500 anni

All'ingresso del villaggio si ergono un noce alato cinese, che a Hongcun chiamano hongyang o «pioppo rosso», e un ginkgo, il baiguo o «frutto bianco». Insieme sono gli «alberi rosso e bianco», gli alberi del fengshui di Hongcun, e nella pianta simbolica del villaggio, che imita un bue, fanno da corna davanti alla testa formata dal colle Leigang. Quando Xidi e Hongcun furono valutati per l'iscrizione nel Patrimonio Mondiale nel 2000, il 100 % degli alberi antichi era in uno stato di conservazione soddisfacente, davanti agli edifici e al sistema idraulico.

Ogni albero aveva il suo rito. Secondo l'antica usanza, la portantina della sposa compiva un grande giro intorno allo hongyang come augurio di cent'anni di armonia, e al funerale di un anziano longevo il feretro girava intorno al ginkgo per chiedere una discendenza numerosa e lunga vita. La stessa soglia serviva per sposarsi e per congedarsi.

Da vedere

  • Hongyang — noce alato di circa 20 m e 6 m di circonferenza, con chioma a ombrello
  • Ginkgo di circa 500 anni — circa 20 m, dritto come una spada che si conficca nel cielo
  • Nozze e funerali — il corteo che girava intorno a ciascun albero
  • Corna del bue — il tassello che completa la pianta simbolica di Hongcun
  • Ponte Hongji — dove il torrente Xixi si unisce allo Yangzhan

Hongcun, un villaggio di 19,11 ettari esposto a sud ai piedi del colle Leigang, non accoglie il viaggiatore con una porta di pietra, ma con due alberi. La storia degli Alberi antichi dell’ingresso, i 村口古树, è legata a quella del clan Wang: all’inizio della dinastia Song meridionale la famiglia si trasferì dai dintorni del lago Qishu al colle Leigang e si stabilì a mezza costa, lontano da un torrente Xixi che straripava a ogni temporale. Solo quando una grande piena, alla fine dei Song meridionali, ne cambiò il corso e lasciò una piana coltivabile, gli abitanti scesero nella pianura dove oggi sorge il villaggio.

Quel braccio di ferro con l’acqua rimase per iscritto. Vicino alla diga della «bocca d’acqua» (水口) di Hongcun si trova la replica moderna di una stele il cui originale fu eretto nella primavera del 1434. Il suo testo racconta che il ramo Wang di Hongcun discendeva da Renya, giunto a Qishu nell’era Xianping dei Song, e che, vivendo lontano dal torrente, il clan subì incendi e siccità ripetuti: il motivo per portare l’acqua nel villaggio.

Cosa vedere agli Alberi antichi dell’ingresso si riassume in due sagome opposte, una spianata d’ombra e un ponte sul torrente, ma ognuna apre uno strato diverso: il fengshui, i riti di nozze e di sepoltura, il bue che disegna l’intero paese e il fiume che decise dove vivere. La narrazione dell’audioguida, ascoltata sotto le chiome, unisce questi tasselli in un percorso di circa 20 minuti.

Dallo stesso torrente Xixi esce l’acqua che percorre i canali d’acqua di Hongcun, e a pochi passi dall’ingresso sorge l’Accademia del Lago del Sud.

Un ombrello e una spada alla porta

Ingresso di Hongcun

Riassunto di questa tappa

La prima immagine è quella di una coppia che non si somiglia per niente: da un lato, una chioma ampia e bassa; dall’altro, una freccia stretta che sale dritta. Sono lo hongyang, un fengyang o noce alato cinese che il villaggio chiama «pioppo rosso», e il baiguo, un ginkgo dal nome di «frutto bianco». Insieme formano gli «alberi rosso e bianco» (红白古树), gli alberi del fengshui di Hongcun, e tra i due si apre la spianata da cui iniziano o finiscono i percorsi di visita: un itinerario abituale va dall’ingresso all’Antico ginkgo e poi all’Antico pioppo rosso, e un altro chiude il giro proprio qui.

Nemmeno il loro stato è casuale. Nella valutazione per l’iscrizione di Xidi e Hongcun nel Patrimonio Mondiale, nel 2000, il 100 % degli alberi antichi fu considerato in stato soddisfacente, contro il 70 % degli edifici antichi e il 90 % del sistema idraulico. Le case si sono via via consumate; questi alberi, considerati un tratto caratteristico dei villaggi, sono arrivati integri.

Un racconto popolare narra che il fondatore, Wang Yanji, che intorno al 1131 fuggì con la sua famiglia da un incendio a Qishu e costruì una casa di tredici stanze ai piedi del Leigang, volle segnare prima di tutto questa soglia con un padiglione, il Suiyang, come punto di riferimento all’accesso al paese. Che cosa resti di quel gesto di «porta» e perché oggi lo custodiscano due alberi è ciò che la narrazione svela sul posto.

Sotto lo hongyang, il giro della sposa

Antico pioppo rosso

Riassunto di questa tappa

Lo hongyang occupa il lato nord dell’ingresso. È alto circa 20 metri e ha circa 6 metri di circonferenza: servono quattro o cinque persone per abbracciarne il tronco. La sua chioma, a forma di ombrello gigante, fa ombra a diversi mu della spianata, un’unità agraria cinese di circa 667 m² ciascuna, e sotto di essa si distribuiscono oggi negozi e panchine.

È l’albero delle nozze. Secondo l’antica usanza del villaggio, la portantina della sposa compiva un grande giro intorno a esso come augurio di «cent’anni di armonia». Quel giro aveva un rovescio, e si trovava dall’altra parte della spianata.

Anche il nome riserva una sorpresa. «Pioppo rosso» è solo un soprannome locale: l’albero è identificato come un fengyang, un noce alato cinese, e il carattere 枫, che significa anche acero, ha alimentato più di una confusione. Inoltre non tutte le fonti concordano: qualche versione parla di un albero della canfora, e perfino di alberi della canfora «rosso e bianco». Come si sciolga questo groviglio di nomi fa parte della narrazione.

Il ginkgo e le corna del bue

Antico ginkgo

Riassunto di questa tappa

Sul lato sud, il baiguo sale per circa 20 metri con una sagoma che le descrizioni locali paragonano a una spada affilata che si conficca nel cielo. Poiché il ginkgo è una specie rara al mondo e questo esemplare si aggira sui 500 anni, lo chiamano il «tesoro» dell’ingresso; in autunno, la sua chioma stretta diventa dorata.

Se lo hongyang era l’albero delle nozze, il ginkgo era quello dell’ultima passeggiata. Al funerale di un anziano longevo, il corteo girava con il feretro intorno a questo albero per chiedere una discendenza numerosa e lunga vita.

Dai suoi piedi, guardando a nord, compare il colle Leigang, e con esso la chiave del villaggio. Hongcun è tracciata come un bue, secondo il detto «il monte è la testa e gli alberi le corna; i ponti, i quattro zoccoli, e le case, il corpo»: lo Stagno della Luna sarebbe il cuore o lo stomaco, il Lago del Sud il ventre e il canale sinuoso l’intestino. Una versione colloca le corna in questi due alberi dell’ingresso; un’altra le situa sul colle stesso. L’intero villaggio, esposto a sud tra monte e acqua secondo la geomanzia, acquista un altro senso quando l’audioguida lo ricompone pezzo per pezzo da qui.

Il torrente Xixi, che spostò il villaggio

Ponte Hongji

Riassunto di questa tappa

Il percorso termina al ponte Hongji, all’accesso ovest (alcune fonti lo collocano a nord-ovest), sul torrente Xixi. L’acqua di Hongcun nasce nel torrente Yongxi, che arrivato alla diga di nord-ovest prende il nome di Xixi, «torrente dell’Ovest», e davanti a questo ponte si unisce al torrente Yangzhan presso l’isolotto di Zhongzhou. Accanto allo Hongji c’è la diga attraverso cui l’«acqua di fuori» entra nel villaggio e diventa «acqua di dentro».

Quel torrente dal mormorio tranquillo è lo stesso che costrinse i Wang a vivere a mezza costa e che, dopo la piena che ne cambiò il corso, lasciò loro la pianura. Né ha perso il carattere: tra il 18 e il 28 giugno 2024 caddero in media 590,1 mm sulla città di Huangshan, più di un’intera stagione normale di piogge del meiyu, e lo Xixi scese gonfio e marrone di fango. Eppure Hongcun fu uno dei pochi siti turistici della città a restare aperto.

Guardando indietro, i due alberi compongono una veduta con un nome poetico tutto suo. Tra i paesaggi classici di Hongcun figura «Alberi antichi davanti al padiglione», che si associa di solito a questa coppia, anche se il padiglione preciso non è identificato. Dove potesse trovarsi quel padiglione che non si vede più è il piccolo enigma con cui si congeda la narrazione.

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