La Eat Street di Seminyak
Audioguida Jalan Kayu Aya
Circa due chilometri di ristoranti, boutique e caffè che scendono fino alla sabbia, dove si colloca l'origine della cultura dei beach club a Bali; e, sulla soglia di ogni negozio, un'offerta di fiori deposta quella stessa mattina.
- 45 min di audio
- Via di ristoranti e boutique
Jalan Kayu Aya, nota come Eat Street e anche come via Oberoi, è la strada più famosa di Seminyak: un tratto di circa due chilometri con più di cinquanta ristoranti, bar e caffè, mescolati a boutique e alta cucina. Seminyak, a nord di Kuta e Legian, nel distretto di Kuta della reggenza di Badung, fu un tempo un comune indipendente; oggi è una zona turistica e residenziale molto apprezzata dagli stranieri che vivono sull'isola, con prezzi di terreni e alloggi tra i più alti di Bali.
Tra i marchi internazionali la vita balinese segue il suo corso: ogni mattina compaiono sulle porte di negozi e ristoranti piccoli vassoi di foglia di palma con fiori e incenso, e tra due vetrine si apre un santuario indù cinto da mura, con tessuti a quadri e ombrelli. In fondo alla strada attende Ku De Ta, il club di fronte al mare aperto nel 2000 a cui si attribuisce l'inizio della cultura dei beach club a Bali.
Da vedere
- Eat Street — Circa due chilometri con più di cinquanta ristoranti, bar e caffè
- Seminyak Square — Il centro commerciale all'aperto da cui parte la strada
- Canang sari — Offerte di fiori e incenso sulla soglia di ogni negozio
- Santuario della strada — Un tempio indù cinto da mura tra le boutique, accanto a Kayu Aya Square
- Ku De Ta — Dal 2000, il club a cui si attribuisce l'inizio dei beach club a Bali
A Seminyak, uno degli angoli più cari di Bali, c’è una strada che riassume in due chilometri ciò che l’isola ha imparato sul turismo. Jalan Kayu Aya, la Eat Street di Seminyak, chiamata anche via Oberoi, scende da Seminyak Square fino alla sabbia tra più di cinquanta ristoranti, bar e caffè, boutique di moda e tavole di alta cucina. Eppure, sulla soglia di ogni porta continua a comparire ogni mattina una piccola offerta di fiori.
La storia di Jalan Kayu Aya è quella di Seminyak. Situata subito a nord di Kuta e Legian, nel distretto di Kuta della reggenza di Badung, Seminyak fu un comune indipendente prima di diventare l’attuale miscela di zona turistica e quartiere residenziale, molto apprezzata dagli stranieri che si sono stabiliti a Bali e con prezzi di terreni e alloggi tra i più alti dell’isola. L’arteria principale del distretto è Jalan Raya Seminyak, che quasi tutti chiamano Jalan Legian e che corre parallela alla spiaggia; Jalan Kayu Aya è la strada che scende da essa verso il mare.
Il suo secondo nome ha una spiegazione probabile: tutto indica che «via Oberoi» derivi dall’hotel Oberoi, vicino all’estremità della strada che dà sul mare. In quella stessa estremità, di fronte all’oceano, occupa il suo lotto dal 2000 Ku De Ta, il club a cui si attribuisce la nascita della cultura dei beach club a Bali. Per sapere cosa vedere a Jalan Kayu Aya, l’audioguida percorre la strada in tre tappe e 45 minuti, da Seminyak Square al santuario di Kayu Aya Square e alla sabbia di Ku De Ta, seguendo un filo chiaro: come la vita quotidiana balinese e il turismo globale abbiano imparato a condividere uno stesso marciapiede.
Dalla spiaggia di Legian alla via dei beach club di Seminyak, il percorso si collega a Double Six e la spiaggia di Legian; la via Oberoi sfocia a Petitenget, tra club e tempio, in Pura Petitenget.
Dove inizia la strada dei cinquanta ristoranti
Seminyak Square
Riassunto di questa tappa
La strada parte, a quanto sembra, accanto a Seminyak Square, un centro commerciale all’aperto all’incrocio con Jalan Raya Seminyak. Da quel punto, Jalan Kayu Aya si presenta come la conoscono i visitatori: una successione di caffè, bar, ristoranti e boutique che si protrae per circa due chilometri e che le è valsa il soprannome di Eat Street.
In questo primo tratto si capisce cos’è Seminyak: un ex comune indipendente trasformato in zona di tendenza, dove vivono molti stranieri e dove il prezzo degli alloggi è tra i più alti di Bali. Ma si vede anche ciò che non è cambiato. A livello del suolo, davanti alle porte di negozi e ristoranti, riposano i canang sari, vassoi di foglia di palma con fiori e incenso che si offrono ogni giorno a Sang Hyang Widhi Wasa in ringraziamento per la pace, e che si depongono sia sulle soglie sia sugli altari.
La narrazione, a questo incrocio, spiega come una strada di cinquanta ristoranti continui a iniziare ogni giorno con un gesto che nulla ha a che vedere con il menu.
Un santuario tra le vetrine
Santuario della strada
Riassunto di questa tappa
Più in basso, accanto a Kayu Aya Square, tutto indica che la strada riservi la sua sorpresa più inattesa: un santuario indù cinto da mura, con tessuti a quadri e ombrelli, incastrato tra i negozi. Tra marchi e vetrine, la gente del posto tiene i suoi dèi al loro posto.
Quell’equilibrio ha un nome a Bali: Tri Hita Karana, le tre cause del benessere, il principio dell’armonia con il divino, con gli altri e con la natura. Le offerte di ogni portale ne sono l’espressione più quotidiana, e lo sono anche le regole di cortesia balinese: la mano sinistra è considerata impura, per cui le cose si danno e si ricevono con la destra, e le offerte posate per terra non si calpestano.
In questa tappa l’audioguida racconta come quelle tre armonie si reggano in una delle strade più commerciali dell’isola.
Dove nacque il beach club
Ku De Ta
Riassunto di questa tappa
La strada termina sulla sabbia, accanto a Ku De Ta, il club di fronte al mare che occupa questo lotto di Jalan Kayu Aya dal 2000 e a cui si attribuisce l’inizio della cultura dei beach club a Bali.
Non lontano, su Jalan Petitenget, aprì nel 2010 il Potato Head Beach Club, con una facciata fatta di migliaia di persiane di legno recuperate, un altro capitolo della stessa storia. E tutto indica che l’altro nome della strada, via Oberoi, derivi dall’hotel Oberoi, vicino a questa estremità sul mare.
Sulla sabbia, la narrazione chiude il percorso con la nascita del beach club balinese e con il modo di congedarsi dalla strada con rispetto.