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Shibati

Foto: Suicasmo, CC0

Quartiere storico

Audioguida Shibati

Chongqing · 5 tappe · 45 min

Si chiama «i Diciotto Gradini», ma scende per più di 200 gradini di pietra verdastra dalla città alta di Chongqing a quella bassa: strada di soldati dal 1189, quartiere di facchini e rifugio di guerra, svuotato per voto dei suoi abitanti e rifatto pietra su pietra.

  • 45 min di audio
  • Scalinata di epoca Song

Shibati (十八梯), i Diciotto Gradini, è una via-scalinata di circa 400 metri e più di 200 gradini di pietra verdastra che unisce da nord a sud la città alta, a Jiaochangkou, con la città bassa che guarda lo Yangtze. Nacque nel 1189, sotto l'imperatore Guangzong dei Song del Sud, come strada ufficiale a gradini perché la guarnigione stanziata a metà pendio scendesse al campo d'addestramento. Quando nel 1371 Dai Ding eresse per i Ming le 17 porte della cinta muraria, la scalinata si trovò accanto a Nanjimen, Jinzimen e Chuqimen, a cucire una città spezzata da un dislivello di decine di metri.

Il contrasto sta nella sua fine. Nel giugno 2010 più di 7.000 famiglie votarono se accettare di lasciare le loro case in rovina, la prima votazione di quartiere su una demolizione a Chongqing, e il 96,1 % disse di sì. I lavori iniziarono nel 2017 e il quartiere riaprì il 30 settembre 2021 con i suoi edifici antichi rifatti nella posizione, altezza, scala e materiali originali, e con i vecchi gradini e alberi conservati: una memoria ricostruita su una trama che non ha mai smesso di esistere.

Da vedere

  • Balcone urbano di Jiaochangkou — Tutta la discesa di tetti di mattone grigio e tegola nera in un colpo d'occhio
  • Scalinata di pietra verdastra — Circa 400 metri e più di 200 gradini di una strada militare del 1189
  • Sito del Grande Tunnel — Il rifugio antiaereo della tragedia del 5 giugno 1941
  • Vicolo Jiaopu — Dove ogni sera si accatastavano le portantine di tutta la città
  • Casa di Yu Youren — La casa bombardata in guerra che è tornata a sorgere sul suo lotto

A Chongqing la città non si estende: si accatasta. E per più di otto secoli il punto in cui la metà alta e quella bassa si toccavano fu Shibati, in cinese 十八梯, i Diciotto Gradini: una via-scalinata di circa 400 metri e più di 200 gradini di pietra verdastra che scende dalla rotonda di Jiaochangkou verso i moli dello Yangtze. Vi salirono soldati, portatori di portantine, braccianti e profughi, e nelle sue sette vie e sei vicoli si visse, si soffrì e, alla fine, si votò la demolizione stessa del quartiere.

La storia di Shibati inizia nel 1189, quando i Song del Sud insediarono a metà pendio un comando militare e un accampamento, e tracciarono una strada di pietra fino al campo d’addestramento. Il nome, invece, resta aperto: una spiegazione lo attribuisce a un pozzo d’acqua dolce che si trovava esattamente a diciotto gradini dalla scala; un’altra, alla divisione della discesa in diciotto tratti in epoca Ming e Qing. Le insegne conservano la trama antica, e ogni nome custodisce un’epoca: la via Shoubei ricorda l’ufficiale di guarnigione che vi risiedeva in epoca Qing; Huajiezi, vicino al fiume, riunì osterie, teatrini e bordelli finché nel 1968 passò a chiamarsi via della Stella Rossa; e la via Houci, secondo la tradizione locale, fu prima «la via del mangiar bene» e poi «quella del grande stagno» contro gli incendi, tre nomi che suonano quasi uguali.

Le cronache del quartiere custodiscono anche i loro episodi oscuri. Secondo la storia che si conserva, nel maggio 1930 la polizia irruppe al piano alto di un negozio di sottaceti di quella stessa via, dove dopo una delazione si riuniva il vertice comunista clandestino del Sichuan. E chi ha vissuto lo Shibati degli anni Novanta lo ricorda come un quartiere di furti in pieno giorno e risse a coltello nelle sale da mahjong, dove nemmeno gli insaccati si potevano appendere fuori casa.

L’architettura di Shibati che si percorre oggi è quella del quartiere ricostruito e riaperto nel 2021: case di mattone grigio e tegola nera a gradoni lungo il pendio, case di legno su palafitte (diaojiaolou) appese al declivio, vecchi fichi huangge accanto ai gradini antichi e il Museo Memoria della Città Montagna, quattro piani di foto, video e proiezioni della vecchia Chongqing. Per sapere cosa vedere a Shibati e capire perché questa scala conti tanto per la città, l’audioguida la scende in cinque tappe, dal belvedere in alto alla casa di un calligrafo cancellata dalle bombe.

In alto, accanto a Jiaochangkou, si erge Jiefangbei, la torre-orologio della capitale di guerra; il tunnel antiaereo del quartiere ha la sua ricostruzione nel Museo delle Tre Gole.

Una strada di soldati tra due città

Shibati (十八梯)

Riassunto di questa tappa

Il percorso parte in alto, sul balcone urbano di Jiaochangkou, il belvedere da cui si abbraccia in un colpo solo tutta la discesa: un mare di tetti di mattone grigio e tegola nera che si riversa lungo il pendio. Da quel punto si capisce perché esista la scala. Il dislivello di decine di metri spezzava la città murata in una metà alta e una bassa; i gradini erano la cucitura tra le due.

Quella cucitura ha una data. Nel 1189, sotto l’imperatore Guangzong (Zhao Dun), i Song del Sud eressero a metà pendio un comando militare e un accampamento di guarnigione, e per le manovre fu tracciata una strada ufficiale di gradini di pietra fino al campo d’addestramento: fu il primo Shibati. Quasi due secoli dopo, nel 1371, Dai Ding dotò la cinta muraria Ming di 17 porte, «nove aperte e otto chiuse», e la scala si trovò nella zona di Nanjimen, Jinzimen e Chuqimen. Che cosa quella strada di soldati sia arrivata a significare per la città lo racconta la narrazione, davanti alla vista intera della discesa.

Il tunnel senz’aria del giugno 1941

Sito della tragedia del Grande Tunnel (重庆大轰炸惨案遗址)

Riassunto di questa tappa

Nella parete rocciosa del lato nord del quartiere si apre l’imbocco del Grande Tunnel, l’antico rifugio antiaereo oggi trasformato in spazio espositivo sui rifugi di Chongqing, con un tratto conservato senza modifiche. La guerra contro il Giappone scese anche su questi gradini: quando gli aerei giapponesi distrussero il consolato generale di Francia nella via dei Consolati, la legazione si trasferì al numero 35 di Fenghuangtai, in pieno quartiere. Quell’antico consolato è oggi monumento protetto di rango nazionale.

Il rifugio di Shibati, parte del Grande Tunnel, misurava circa 2 chilometri di lunghezza, 2 metri di altezza e 10 di profondità, con tre uscite e senza presa d’acqua né ventilazione. Il 5 giugno 1941, durante un bombardamento di più di cinque ore, vi morirono soffocati o schiacciati almeno 461 rifugiati. Quanti furono in realtà resta in discussione: il comando antiaereo diede quella cifra il giorno dopo, la commissione d’inchiesta ne fissò 992, tra cui 151 bambini, la guarnigione contò 1.115 cadaveri e stime successive parlano di diverse migliaia. L’audioguida ricostruisce nel tunnel stesso come un rifugio si trasformò in trappola.

Dal pozzo del quartiere alla lavagna dell’amore

Piazza del Pozzo Antico

Riassunto di questa tappa

A metà scala, la piazza del Pozzo Antico ricorda il pozzo da cui beveva il quartiere. Dove oggi c’è un grande schermo pendeva un tempo una lavagna a forma di L, di circa 2 m², con gli avvisi del vicinato. Dagli anni Novanta quegli avvisi parlavano di uno Shibati sempre più fatiscente: i braccianti migranti aspettavano lavoro intorno a Chuqimen, accanto a Nanjimen si aprì un mercato del lavoro, molti forestieri si stabilirono nel quartiere e il 14 aprile 2009 un incendio nella zona di Qujiagou bruciò tra 20 e 30 abitazioni.

Un anno dopo, il 19 e 20 giugno 2010, più di 7.000 famiglie votarono se accettare la riqualificazione: fu la prima votazione di quartiere su una demolizione a Chongqing, e il 96,1 % accettò il trasferimento. Le telecamere arrivarono in tempo per filmare la fine. Il documentario francese «Derniers jours à Shibati» (2017), di Hendrick Dusollier, seguì per mesi un bambino, Zhou Hong, che sognava il vicino centro commerciale Moonlight City, e l’anziana Xue Lian, che doveva lasciare la sua «casa dei sogni».

E poi arrivò l’inatteso. Secondo le cronache di quegli anni, nel 2016 il regista Zhang Yibai girò qui il film romantico «I Belonged to You», e dopo l’uscita giovani di tutta la Cina iniziarono a recarsi in pellegrinaggio nel quartiere mezzo demolito per scrivere frasi d’amore con gessetti colorati, strato su strato, accanto all’insegna della via. Perfino una star del pop finì per volare a Shibati per una di quelle lavagne; chi fosse e perché lo racconta la narrazione nella piazza.

Portantine, lampade a olio e la prima radio

Vicolo Jiaopu delle portantine

Riassunto di questa tappa

Il quartiere si legge nei nomi dei suoi vicoli. All’imbocco del vicolo Jiaopu, tra i vicoli Qingzhen e Yongxing, aveva sede la «piccola corporazione», una delle tre corporazioni di portatori di portantine di Chongqing: ogni sera, a fine giornata, le portantine di tutta la città venivano ritirate lì, accatastate da un capo all’altro del vicolo. I suoi muri rievocano oggi con arte la storia delle portantine e dei huagan, le lettighe di bambù della città montagna.

Poco lontano, il vicolo Shanguo, un tempo chiamato Taishanfang, deve il nome agli abitanti buddisti che raccoglievano denaro e olio per accendere ogni sera lampade che illuminassero i passanti, un’usanza riportata dalla cronaca della contea di Ba. Sulla parete di roccia del suo lato sinistro affiorano figure di bodhisattva, la scena che il quartiere chiama «tramonto sulla rupe del Buddha».

La tradizione documentata aggiunge un salto d’epoca nella stessa manciata di gradini: nel 1932 il signore della guerra Liu Xiang, che governava il Sichuan, installò in questo vicolo una stazione radio senza fili, considerata la prima di tutto l’ovest della Cina. Dalla lampada a olio alle onde radio, l’audioguida unisce le due storie sul posto.

La casa bombardata tornata al suo lotto

Casa di Yu Youren

Riassunto di questa tappa

Di fronte al numero 5 di Xiangshuiqiao si erge la casa del politico e calligrafo Yu Youren: due piani di mattone e legno nello stile misto sino-occidentale dell’epoca dell’apertura del porto. Ciò che sembra antico merita una seconda occhiata, perché i bombardamenti giapponesi la distrussero e la riqualificazione l’ha rialzata sul suo lotto. Lo stesso vale per l’edificio Yanbang e altre costruzioni del quartiere, rifatte dal 2017 con la loro posizione, altezza, scala e materiali originali.

Lo Shibati ricostruito è anche un quartiere di mestieri vivi: nel 2023 riuniva 22 elementi di patrimonio immateriale di vari livelli e 12 maestri depositari residenti, e nel novembre 2022 è stato l’unico quartiere di Chongqing insignito come quartiere turistico del patrimonio immateriale. Oggi riceve più di 20 milioni di visitatori l’anno. Quello che non è tornato è la gente di prima: un reportage fotografico del 2011 ritrasse gli ultimi abitanti dei gradini, da una casa da tè che in più di vent’anni aveva cambiato a malapena le sue tazze a un erborista che tutti chiamavano con il suo mestiere. Chi altro comparisse in quel ritratto, e perché chiuda la discesa, resta alla narrazione finale.

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