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Chaotianmen

Foto: void

Porto storico

Audioguida Chaotianmen

Chongqing · 4 tappe · 40 min

Sulla prua di pietra di Chongqing, il Jialing verde si fonde con lo Yangtze bruno davanti all'area dell'antica prima porta della cinta muraria: il molo da cui la città ricevette editti, profughi, battelli a vapore e navi da crociera.

  • 40 min di audio
  • Confluenza di due fiumi

Chaotianmen fu la prima delle nove porte aperte della cinta muraria che il comandante Dai Ding ricostruì nel 1373 e la maggiore delle diciassette di Chongqing, oltre che il grande molo della città sullo Yangtze. Il suo nome, «porta per rendere omaggio al Cielo», si associa agli inviati imperiali che arrivavano lungo il fiume con gli editti del trono. Oggi è una piazza sulla punta della penisola di Yuzhong, con scalinate che scendono ai pontoni delle crociere e, dietro, le otto torri curve di Raffles City, disegnate da Moshe Safdie.

Il contrasto sta in ciò che manca. La porta Ming fu abbattuta nel 1927 e quella della piazza del 1998 iniziò a essere demolita nel 2021; sotto i grattacieli riapparve nel 2015 un tratto di cinta muraria dei Song del Sud, e sotto l'acqua della confluenza, secondo una tradizione documentata, giace una pietra con iscrizioni di quasi duemila anni che affiorava solo quando il fiume si prosciugava quasi del tutto.

Da vedere

  • Belvedere della confluenza — Il Jialing verde e lo Yangtze bruno corrono per un tratto senza mescolarsi
  • Area della grande porta — La prima delle nove porte aperte della cinta muraria Ming del 1373
  • Scalinate verso il fiume — Il molo dove sbarcarono i profughi della guerra contro il Giappone
  • Pontoni delle crociere — Punto di partenza del viaggio attraverso le Tre Gole
  • Raffles City e The Crystal — Otto torri come vele e una passerella di cristallo di 300 metri

Chongqing finisce su una punta di roccia. All’estremità della penisola di Yuzhong, dove il Jialing verde entra nello Yangtze bruno, la città smette di essere salita e diventa acqua: è Chaotianmen (朝天门), l’antica porta principale della cinta muraria e il grande molo del fiume. Da qui arrivarono per secoli gli editti imperiali; poi, i doganieri e i battelli a vapore; in guerra, i profughi, e oggi le crociere delle Tre Gole, sotto le torri curve di Raffles City.

La storia di Chaotianmen è una successione di demolizioni. La porta che il comandante Dai Ding eresse nel 1373 ricostruendo la cinta muraria Ming fu demolita nel 1927; la piazza del 1998 ebbe la sua, su 128 gradini, e anche quella iniziò a essere smontata nel 2021. Nel frattempo, il quartiere di case di legno bruciò nel grande incendio del 1949, e per le sue salite lavorarono per decenni i bangbang, i facchini che salgono carichi appesi a un’asta di bambù: in questa zona ne arrivarono a esistere più di diecimila, e nel 2021 ne restavano alcune centinaia. Su queste stesse sponde, tra Chaotianmen e Chuqimen, la tradizione popolare colloca la nascita dell’huoguo, la pentola piccante di Chongqing, anche se quell’origine resta contesa e la città ne conosce almeno cinque versioni rivali.

Per sapere cosa vedere a Chaotianmen e leggerne l’architettura, dalla porta assente alle vele di cristallo di Moshe Safdie, l’audioguida percorre la piazza in quattro tappe e segue un’idea: qui ogni epoca ha cancellato la precedente per accogliere meglio ciò che arrivava dal fiume.

Risalendo la sponda del Jialing compare la facciata illuminata di Hongyadong, e nell’entroterra, tra i grattacieli, il Tempio Luohan custodisce quasi mille anni di buddismo.

La più grande porta di Chongqing, senza una pietra

Piazza di Chaotianmen

Riassunto di questa tappa

Al centro della piazza non resta né arco Ming né barbacane, eppure questa è l’area della maggiore delle diciassette porte di Chongqing. Nel 1373, sesto anno Hongwu dei Ming, il comandante Dai Ding ricostruì la cinta muraria con nove porte aperte e otto chiuse, disposte a immagine dei nove palazzi e degli otto trigrammi, e Chaotianmen apriva l’elenco di quelle aperte. Aveva una barbacane con il suo nome inciso e, sopra la porta principale, quattro caratteri: «Gu Yu Xiongguan», il «formidabile passo del vecchio Yu». La sua origine esatta è discussa: una cronaca di stampa del 2018 arrivò a datarla al 314 a.C., mentre la storia della cinta muraria la fa risalire all’opera di Dai Ding, con un possibile antecedente nella porta Canglong di epoca Shu-Han.

La cantilena popolare delle diciassette porte la riassumeva in due formule, «grande molo» e «accogliere i funzionari e ricevere gli editti imperiali». Nel 1927, anno in cui Chongqing si costituì come municipalità con Pan Wenhua primo sindaco, la porta fu abbattuta per aprire un passaggio tra la città entro le mura e l’esterno, e sulla sua area furono poi costruiti i moli di Chaotianmen e di Jialing.

La piazza del 1998 eresse un nuovo varco con il nome a grandi caratteri rossi su una scalinata di 128 gradini; il 30 maggio 2021 iniziò a essere demolito nell’ambito del piano delle «Due Rive e Quattro Sponde», con l’idea di sostituirlo con una porta dall’aspetto più antico. In questa tappa l’assenza è il monumento, e la narrazione sul posto spiega che cosa racconti della città tutto ciò che manca.

Due fiumi di due colori sulla prua

Belvedere della confluenza

Riassunto di questa tappa

Sulla balaustra della punta, con il Jialing a sinistra e lo Yangtze a destra, compare ciò che dà fama al luogo: l’acqua verde del Jialing entra nella corrente bruno-giallastra dello Yangtze e i due colori corrono per un tratto senza mescolarsi. La linea si marca con acque basse e si sfuma nelle piene. Per questa stessa acqua, in epoca Song del Sud, arrivavano gli inviati imperiali con gli editti del trono, e da qui verrebbe il nome di Chaotianmen, «porta per rendere omaggio al Cielo»; un’altra spiegazione lo attribuisce al fatto che la porta Ming guardasse verso la capitale, Nanchino. Dal fiume la vide il poeta Wang Shizhen, di epoca Qing, remota all’orizzonte, con i merli che serpeggiavano sul crinale del monte.

Sotto la confluenza si nasconde inoltre una delle tradizioni più curiose di Chongqing. Su una lastra dello sperone roccioso dove si uniscono i due fiumi giacerebbe il Lingshi, la «pietra spirituale», detta anche «stele dell’anno di abbondanza», che secondo la tradizione affiorava solo negli inverni di acque estremamente basse: appena una decina di volte dall’era Jianwu degli Han Orientali (25-56 d.C.). Nell’Alto Yangtze si credeva che, quando veniva alla luce, l’anno seguente portasse piogge puntuali e buon raccolto, e ogni apparizione lasciava una nuova iscrizione, fino a sommarne undici, quasi tutte di prefetti di Yuzhou.

La si ritiene l’iscrizione idrologica più antica della Cina, ma nessuno sa quando fu vista per l’ultima volta: alcuni dicono nel 1754, altri nel 1937. Quello che accadde nel 2003, quando una squadra di archeologi di Chongqing uscì a cercarla, lo racconta l’audioguida accanto alla balaustra.

Scalinate di profughi e di fuoco

Scalinate di Chaotianmen verso il fiume

Riassunto di questa tappa

Dalla piazza scendono scale di pietra fino ai pontoni. Ereditano la funzione delle vecchie scalinate naturali che salivano dal fiume, ma di quelle si conservò solo un tratto sul lato del Jialing: quelle sul lato dello Yangtze scomparvero quando, dopo che Chongqing divenne nel 1997 municipalità direttamente subordinata al governo centrale, fu costruita la piazza. Qui la città si guadagna gradino dopo gradino.

Da questo molo entrò l’ondata umana della guerra contro il Giappone. Durante quei quattordici anni (1931-1945), la compagnia di navigazione Minsheng portò fuori dal Sichuan 2,705 milioni di soldati, e la maggior parte dei profughi che fecero crescere Chongqing da circa 300.000 a più di 1,2 milioni di abitanti sbarcò a Chaotianmen.

Quattro anni dopo arrivò il fuoco. Il 2 settembre 1949 scoppiò un incendio nel quartiere povero di case basse di legno e baracche che si estendeva ai due lati della cinta muraria; avanzò dalle 16:00 strada dopo strada e non si spense fino alle 10:00 del giorno dopo. I bilanci citati parlano di circa 42.000 sfollati e di circa 2.000 morti, anche se i conteggi vanno da 1.700 a 2.568, e l’origine del fuoco non fu mai chiarita: il governo nazionalista arrestò sospetti comunisti e finì per giustiziarne uno come incendiario. Quasi tre mesi dopo, i comunisti entrarono a Chongqing. Come si salvarono molte famiglie, secondo i ricordi raccolti da un abitante del quartiere, è una delle scene che la narrazione riserva a queste scale.

Dal vapore da sette tonnellate alle crociere

Pontoni delle crociere

Riassunto di questa tappa

Ai piedi della piazza galleggiano le chiatte e attraccano le imbarcazioni: il molo di Chaotianmen continua a smistare battelli passeggeri, aliscafi e navi da crociera verso Fuling, Wanzhou e Yichang, ed è uno dei punti di partenza del viaggio attraverso le Tre Gole. Quella rotta ha un precursore. All’alba del 9 marzo 1898 si presentò davanti a questo molo il «Lichuan», un vapore da sette tonnellate capitanato dal britannico Archibald Little, di 58 anni, che era salpato da Yichang il 15 febbraio: fu il primo a portare un battello a vapore attraverso le Gole fino a Chongqing, una città la cui dogana si era aperta nel 1891 accanto alla via Shuncheng di Chaotianmen.

Alle spalle si erge l’ultima versione della prua. Moshe Safdie disegnò Raffles City paragonando la penisola di Yuzhong a una grande nave che solca i fiumi, con Chaotianmen come prua: da qui lo slogan «Chaotian issa le vele» e le sue otto torri curve orientate verso l’acqua, quattro delle quali coronate e unite da The Crystal, una passerella vetrata orizzontale di 300 metri. Il complesso ha sostituito il terminal passeggeri del porto e l’Hotel Tre Gole, demoliti con esplosivi il 30 agosto 2012, e ha aperto il 6 settembre 2019. Non convince tutti: parte degli abitanti e degli specialisti lo accusa di rompere l’orizzonte e schiacciare il carattere storico del luogo, e nel 2018 circa 200 volontari del patrimonio inviarono una lettera aperta al governo municipale; promotore e autorità difendono la sua ispirazione alla navigazione fluviale.

Sotto quelle torri apparve nel giugno 2015, durante i lavori, il primo tratto noto di cinta muraria dei Song del Sud, accanto a muratura Ming. La cifra più citata è di 140 metri, anche se altri conteggi parlano di circa 160, dei quali se ne conserverebbero solo 52. L’audioguida chiude il percorso in questo punto e unisce il vapore del 1898, la muraglia sepolta e le vele di cristallo in un’unica storia.

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