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Antico molo di Wangcun

Foto: Codas, CC BY-SA 4.0

Porto fluviale dello Youshui

Audioguida Antico molo di Wangcun (Wangcun Gu Matou)

Furongzhen · 4 tappe · 30 min

Ai piedi della cascata, in un'ansa profonda dello Youshui, attraccavano le barche che univano il Sichuan al lago Dongting. Da questo imbarcadero partivano l'olio di tung e il legname delle montagne, qui sbarcavano il sale e la stoffa, e da quel viavai nacque il villaggio che si arrampica sulla rupe.

  • 30 min di audio
  • Commercio fluviale tujia

L'antico molo di Wangcun fu il porto commerciale del distretto di Yongshun e il centro di raccolta dei suoi prodotti agricoli e di montagna. La navigazione sullo Youshui, maggiore affluente dello Yuan, lo collegava al Sichuan e al Guizhou a monte e al lago Dongting a valle, e gli valse il soprannome di Chu Shu Tongjin, «il guado tra Chu e Shu». La strada vecchia nacque accanto all'imbarcadero come conseguenza di quel traffico, e ancora oggi si sale dall'acqua per una scalinata di pietra e una galleria di case pensili tujia.

Il contrasto sta nell'acqua. Al suo apogeo, durante il regno Daoguang (1821-1850), le barche ormeggiate prua contro poppa formavano una fila di cinque li, circa 2,5 km, e tutte si fermavano qui prima di affrontare le rapide di Fengtan. La diga di Fengtan, i cui lavori iniziarono nel 1970 a valle, trasformò quel fiume impetuoso in uno specchio quieto, e i canti con cui i barcaioli scandivano la voga sono rimasti senza barcaioli che li cantino.

Da vedere

  • Il guado tra Chu e Shu — Porto fluviale che univa Sichuan e Guizhou al lago Dongting
  • Cinque li di barche — Nel regno Daoguang, una fila di circa 2,5 km di imbarcazioni ormeggiate
  • La scalinata del sale — Gradini di pietra e galleria di case pensili tujia fino alla strada lastricata
  • I canti dei barcaioli — Gli haozi dello Youshui, nel catalogo nazionale cinese del patrimonio immateriale
  • Il molo di Shen Congwen — Il più bello e strano del suo fiume, secondo lo scrittore della Hunan occidentale

Furongzhen si affaccia sul fiume dall’alto di una rupe, ma la sua ragion d’essere sta in basso, a pelo d’acqua. L’Antico molo di Wangcun, noto sul posto come Wangcun Gu Matou (王村古码头), occupa un’ansa dello Youshui, fiume di oltre 450 km e maggiore affluente dello Yuan, dove l’alveo si allarga e diventa abbastanza profondo da dare fonda. Accanto alla caduta della cascata attraccano ancora oggi i battelli di passeggeri e da diporto, e sopra il molo una sala-museo custodisce il pilastro di bronzo di Xizhou e una mostra di usanze tujia.

La storia dell’Antico molo di Wangcun viene da lontano. Attorno al villaggio sono stati trovati siti neolitici e tombe della dinastia Han, e in epoca Han Occidentale il luogo fu sede della contea di Youyang. Da qui derivano le cifre che circolano sulla sua antichità, «più di duemila anni» in alcune fonti e «più di 2.300 anni» in altre, anche se nessuna data la costruzione del molo in sé. La tradizione vi aggiunge episodi della dinastia Ming: si racconta che truppe tujia dei tusi Peng si imbarcarono al molo dello Youshui alla volta della costa del Jiangsu e dello Zhejiang per combattere i pirati wokou.

Cosa vedere all’Antico molo di Wangcun: l’imbarcadero, l’ansa in cui fondava la flotta, l’inizio della scalinata di pietra e la galleria sotto le case pensili. La sua architettura non è quella di un edificio, ma di un cammino, quello che portava il sale e la stoffa dall’acqua alla strada lastricata dei cinque li. Che cosa racconta ogni tratto di quella salita si apprezza davvero percorrendolo con l’audioguida dalla riva.

Accanto all’imbarcadero si custodisce il Pilastro di bronzo di Xizhou, che arrivò fin qui in barca, e da esso sale la Strada lastricata dei cinque li. Sulla riva cade la Grande cascata di Furongzhen, che divide il villaggio in due.

Imbarcadero tra il Sichuan e il lago Dongting

Barche ormeggiate all'imbarcadero

Riassunto di questa tappa

Sulla piattaforma dell’imbarcadero, con la cascata che cade lì accanto, il via vai dei battelli di passeggeri ricorda che questo angolo non ha mai smesso di essere un porto. Per secoli fu un nodo di vie d’acqua: la navigazione sullo Youshui univa Wangcun al Sichuan e al Guizhou a monte e al lago Dongting a valle, e il molo fu il porto commerciale del distretto di Yongshun. Da qui il soprannome che ancora lo accompagna, Chu Shu Tongjin, «il guado tra Chu e Shu», un passaggio tra i territori di due antichi regni.

Da qui partivano l’olio di tè, l’olio di tung, i semi dell’albero del sego, il legname e i prodotti di montagna del Sichuan orientale e della Hunan occidentale, che proseguivano poi lungo il fiume Yuan. La tradizione aggiunge un carico più illustre: legno di jinsi nanmu, il nanmu dorato di queste montagne, che si racconta scendesse su zattere lungo lo Youshui verso la capitale imperiale per i lavori di palazzo della dinastia Ming. All’imbarcadero, la narrazione segue le tracce di quei tronchi a valle.

Cinque li di barche, oggi acqua quieta

Ansa dello Youshui

Riassunto di questa tappa

Dall’estremità dell’imbarcadero, guardando a valle, si capisce perché le barche si fermassero proprio qui. Wangcun occupa il tratto medio dello Youshui, con Baojing e Longshan a monte e Chenzhou, Taoyuan e Changde a valle, e in questo punto il fiume forma un’ansa di pozze profonde e acque larghe, adatta a dare fonda. Il villaggio sorge inoltre all’inizio del tratto di Fengtan, e tutte le barche, scendessero o risalissero, si fermavano qui a riposare e a rifornirsi. Nel regno Daoguang (1821-1850), nei giorni di maggiore attività, le imbarcazioni ormeggiate prua contro poppa formavano una fila di cinque li, circa 2,5 km.

Oggi ciò che si vede è soprattutto ciò che manca: né la fila di barche né la corrente delle rapide. A valle, la diga di Fengtan ha sbarrato lo Youshui. Secondo la sua scheda tecnica, i lavori iniziarono nel 1970 e il primo generatore entrò in servizio nel 1978, anche se qualche scheda divulgativa indica il 1969 come anno di ultimazione del bacino. Il muro ad arco-gravità misura 112,5 m e il bacino ha la quota normale a 205 m.

Quel fiume impetuoso lasciò un detto tra i barcaioli, tramandato come usanza locale: «Fengtan e Citan non sono i feroci; più a monte c’è ancora Raojilong». Fengtan, Citan, Raojilong, Sanmen e Tuobei erano le cinque rapide famose di un fiume in cui una barca che sfiorava un grosso masso dell’alveo andava in schegge, e dove, a monte, a volte bisognava risalire la corrente con due alzaie di bambù tese dalle due rive. Davanti a quest’acqua quieta, l’audioguida restituisce la paura che accompagnava gli equipaggi quando mollavano gli ormeggi.

Gradini per cui saliva il sale

Primi gradini di pietra

Riassunto di questa tappa

All’inizio della scalinata di pietra cambia il modo di guardare il villaggio in alto. La stoffa e il sale sbarcavano qui e da Wangcun si distribuivano lungo la fascia di confine tra Hunan, Hubei e Sichuan; questi gradini, che salgono lungo il pendio della rupe, sono il cammino per cui si portavano a spalla. Nell’epoca del trasporto fluviale, il molo fu il centro di raccolta dei prodotti agricoli e di montagna del distretto di Yongshun, e la strada vecchia nacque accanto a esso come conseguenza di quel traffico.

Questo stesso punto di carico e scarico aveva la sua musica. I barcaioli dello Youshui scandivano la voga con canti di lavoro, gli haozi, che in origine si cantavano in lingua tujia e parlavano di storia, geografia, credenze e vita quotidiana tujia. Ogni manovra aveva il suo: il canto d’alaggio, quando la barca incontrava una rapida pericolosa e gli uomini saltavano a terra a tirare la corda, e quello di carico e scarico, all’attracco. Del repertorio fanno parte la «Canzone del laosi», il sacerdote tujia, e «Cresce il fiume grande e si riempie il piccolo». I canti dei barcaioli dello Youshui, iscritti da Baojing, figurano nel catalogo nazionale cinese del patrimonio immateriale.

Il paradosso è che sono sopravvissuti al mestiere che dava loro senso: nel bacino dello Youshui non restano più barcaioli di professione, e la cerchia di chi li canta ancora si è ristretta. Ai piedi dei gradini, la narrazione restituisce quelle voci al luogo in cui si scaricava a gran voce.

Il molo scelto da Shen Congwen

Galleria sotto le case pensili

Riassunto di questa tappa

La salita attraversa una galleria sotto le case tujia su palafitte, i diaojiaolou, aperta sul fiume. Da qui, guardando indietro, appare il paesaggio che Shen Congwen, il grande narratore della Hunan occidentale, fissò nella letteratura. Lo scrittore percorse i moli del Baihe, il «fiume Bianco», e nel suo saggio sugli imbarcaderi di quel fiume sentenziò: di tutti, quello dal paesaggio più bello e strano, di monti, acque, alberi e rocce, era Wangcun. Lo dipinse con poche pennellate: alte montagne ai due lati, picchi levati come muri, bambù e alberi verdi, roccia scura, quasi nera, acqua profonda e limpida e pesci «grandi come una persona».

Aggiunse una scena invernale: nei giorni sereni, uccelli canori selvatici scendevano dai bambù a prendere il sole sulle grandi pietre scure della riva e, solo quando una barca si avvicinava, si levavano in volo verso il bosco, senza fretta, tutti insieme. Il molo, in ogni caso, non è rimasto sulla pagina: i battelli di passeggeri continuano ad attraccare a pelo d’acqua, e di notte il molo accanto alla cascata, il Pubu Matou, è uno dei tre punti centrali del percorso notturno del villaggio, insieme al Ponte del Re Tusi e alla strada lastricata dei cinque li. In quest’ultimo sguardo al fiume, l’audioguida cerca ciò che vide lo scrittore e lascia aperta la domanda se vi nuotino ancora quei pesci grandi come un uomo.

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