Lingua

Città

Negozio di tofu di riso di Liu Xiaoqing

Foto: Autor desconocido

Set cinematografico

Audioguida Negozio di tofu di riso di Liu Xiaoqing

Furongzhen · 3 tappe · 20 min

Un bancone di tofu di riso accanto a un piccolo arco di pietra, che la tradizione indica come quello di Liu Xiaoqing in «Hibiscus Town». Il film di Xie Jin raccontava la punizione di una venditrice troppo prospera e finì per dare nome, fama e affari a tutto il villaggio.

  • 20 min di audio
  • Cinema e cucina locale

Il Negozio di tofu di riso di Liu Xiaoqing, al numero 113 di Furongzhen, è il decano di tutti i negozi di mǐ dòufu del villaggio e da oltre vent'anni accoglie media e celebrità. La sua fama nasce da «Hibiscus Town», il film di Xie Jin tratto dal romanzo di Gu Hua, premio Mao Dun nel 1982: gli esterni furono girati a Wangcun, nella contea di Yongshun, e gli interni in uno studio dello Shanghai Film Studio. Nel 1987 vinse il premio come miglior film ai Galli d'Oro e ai Cento Fiori, con Liu Xiaoqing migliore attrice in entrambi, e nel 1988 il Globo di Cristallo di Karlovy Vary. Il successo portò il turismo in un borgo di circa 2.000 abitanti, che nel 2007 cambiò ufficialmente nome in Furongzhen, «villaggio dell'ibisco».

Il paradosso si serve in ogni ciotola. Nella finzione, Hu Yuyin, la venditrice nota popolarmente come la «Xishi del tofu», viene punita per prosperare con il suo banco di tofu di riso piccante: una squadra del Movimento delle Quattro Pulizie la degrada a spazzina. Fuori dallo schermo, quell'umile gel di riso è diventato la specialità emblematica del villaggio, sono nati decine di negozi, e nel maggio 2021 il titolare di questo, Yang Yunchun, calcolava oltre 3.000 ciotole al giorno, con la fila anche nei giorni feriali.

Da vedere

  • Facciata del numero 113 — Il negozio decano di tofu di riso del villaggio, indicato dalla tradizione come set delle riprese
  • Arco di castità di pietra — Un piccolo paifang che serve da riferimento per individuare la casa del film
  • Muro di fotografie — Con la visita di Xi Jinping nel 1997 nel punto più visibile della facciata
  • Ciotola di mǐ dòufu — Dadi di gel di riso in brodo e olio di peperoncino rosso, oggi tagliati a rombi
  • Una strada di negozi rivali — Insegne con il nome di Liu Xiaoqing che si proclamano autentiche

Accanto a un piccolo arco di castità di pietra, una casa di legno espone l’insegna 刘晓庆米豆腐, Liu Xiaoqing Mi Doufu, e la targa del numero 113. È il Negozio di tofu di riso di Liu Xiaoqing, il decano dei negozi di mǐ dòufu del villaggio, e quello che la tradizione identifica con il set in cui l’attrice vendeva tofu di riso in «Hibiscus Town» (1986). Quando il film fu girato, questo luogo non si chiamava nemmeno così: era Wangcun, un borgo di circa 2.000 abitanti della contea di Yongshun, nello Xiangxi. Il cinema portò il turismo, e nel 2007 il villaggio adottò ufficialmente il nome di Furongzhen, «villaggio dell’ibisco», lo stesso titolo del romanzo di Gu Hua e del film di Xie Jin.

La storia del Negozio di tofu di riso di Liu Xiaoqing è, in buona parte, quella di quel film. Il romanzo, pubblicato nel 1981, vinse il premio Mao Dun nel 1982; nel 1985, dopo il rifiuto dello studio di Pechino, Gu Hua portò la sceneggiatura allo Shanghai Film Studio, il cui direttore, Xu Sangchu, affidò il film a Xie Jin, che firmò la sceneggiatura con lo scrittore A Cheng. La gratitudine del villaggio fu evidente nel 2008: alla morte di Xie Jin, Furongzhen gli organizzò un omaggio a cui parteciparono oltre 10.000 abitanti. Nemmeno la geografia è del tutto pacifica: il film colloca il suo villaggio di finzione al confine tra Hunan, Guangdong e Guangxi, e il romanzo descrive le montagne della Hunan meridionale, lontane dallo Xiangxi, anche se qualche fonte sostiene che Gu Hua lo ambientò nella stessa contea di Yongshun.

Cosa vedere al Negozio di tofu di riso di Liu Xiaoqing: la facciata del numero 113 e il suo muro di fotografie, l’arco di pietra che fa da riferimento, la strada dove diverse insegne con il nome dell’attrice si proclamano autentiche e, soprattutto, la ciotola di mǐ dòufu. Quale casa sia stata usata esattamente per le riprese resta controverso: Wikipedia in cinese e qualche resoconto di viaggio indicano il numero 113, un’altra guida colloca «la più autentica» vicino a un paifang, e nessun documento delle riprese né fonte ufficiale consultata lo stabilisce. Questo gioco tra finzione e realtà è il filo che l’audioguida segue in tre tappe, dalla porta alla tavola.

Il banco dista pochi minuti dalla Strada lastricata dei cinque li, la vecchia arteria commerciale del villaggio, e dalla Grande cascata di Furongzhen, il salto che dà a Furongzhen il suo motto.

Un arco di pietra che indica il set

Arco di castità di pietra

Riassunto di questa tappa

Il punto di partenza è un piccolo paifang, un arco di castità di pietra non molto alto, che serve da riferimento per individuare il negozio. Accanto, la casa di legno del numero 113 è, secondo la tradizione locale, il set in cui Liu Xiaoqing vendeva mǐ dòufu, celebrava il banchetto con i vicini ed era denunciata insieme a Jiang Wen. Ciò che è documentato è che gli esterni di «Hibiscus Town» furono girati a Wangcun, mentre gli interni venivano costruiti in uno studio dello Shanghai Film Studio: le strade di questo villaggio furono la scenografia del film.

La facciata custodisce un altro strato di storia, più recente. Sul muro esterno sono appese fotografie, e quella nel punto più visibile ricorda la visita che Xi Jinping, allora vicesegretario del Partito nella provincia del Fujian, fece al negozio nel 1997; oggi è un punto di foto per i visitatori.

Non è chiaro nemmeno come l’attrice sia arrivata a quel bancone. Una versione sostiene che Liu Xiaoqing si guadagnò la parte a forza di tenacia, scrivendo quattro volte a Xie Jin con la stessa frase, «mi creda, sarò sicuramente all’altezza», fino a convincere un regista che non ingaggiava mai star; un’altra assicura che fu lo stesso Xie Jin a cercarla nel 1986 per interpretare Hu Yuyin. Sotto l’arco, la narrazione mette a confronto le due storie, che restano vive.

La venditrice prospera diventata spazzina

Bancone del numero 113

Riassunto di questa tappa

Davanti al bancone del 113, la finzione si sovrappone al presente. Nel romanzo di Gu Hua, il villaggio chiama Hu Yuyin «sorella Ibisco», il suo banco di mǐ dòufu è il più prospero del luogo e nel 1964 con suo marito, Li Guigui, costruisce con il proprio lavoro una casa nuova. Fuori dal libro è conosciuta come la «Xishi del tofu», un soprannome che la paragona alla leggendaria bellezza dell’antica Cina. Nel film, Liu Xiaoqing la interpreta come venditrice di tofu di riso piccante: nel 1964 arriva al villaggio una squadra del Movimento delle Quattro Pulizie, e lei finisce degradata a spazzina insieme a Qin Shutian, interpretato da Jiang Wen. All’origine di tutto c’è una donna reale: il romanzo nacque nel 1978 dalla storia di una vicina dello Xiangxi rimasta vedova due volte e convinta di essere colpevole di «uccidere i mariti».

Il film rischiò di non uscire. Alla vigilia del Capodanno cinese del 1987, le anteprime a Pechino e Shanghai scatenarono accuse di «annerire il socialismo» e richieste di divieto, e Xie Jin dovette ritoccare inquadrature sensibili perché arrivasse nelle sale. Sullo schermo c’era inoltre un’altra audacia: il bacio di circa quattro minuti tra i due protagonisti, che sconvolse il pubblico dell’epoca.

Quell’amore non fu solo finzione. Durante le riprese del 1986, Liu Xiaoqing e Jiang Wen si innamorarono davvero; secondo quanto ricordava l’attrice, Xie Jin se ne accorse e, nelle scene d’amore, chiedeva a ciascuno di immaginare il volto dell’altro, e quelle riprese riuscivano particolarmente fluide. Davanti al bancone, l’audioguida racconta che cosa rappresentasse questo banco nella finzione e perché prosperare potesse essere un peccato.

Una ciotola che ribattezzò Wangcun

Ciotola di mǐ dòufu

Riassunto di questa tappa

L’ultima tappa è ai tavolini bassi della strada, davanti alla ciotola: dadi di gel di riso bagnati di brodo e olio di peperoncino rosso, che oggi si tagliano a rombi e non nei quadrati che compaiono nel film. Il mǐ dòufu è un gel di cereale: si mette in ammollo, si macina con acqua, si filtra, si cuoce e si lascia raffreddare fino a formare il gel. Nel 2007 l’Università di Jishou, capoluogo dello Xiangxi, sviluppò una ricetta che combina riso e mais con l’1 % di calce viva.

Dopo il film, questo piatto umile passò da banco di strada a specialità emblematica di Furongzhen, e nel villaggio si aprirono decine di negozi di tofu di riso; lungo la strada, diverse insegne usano il nome di Liu Xiaoqing e si proclamano autentiche. È l’impronta visibile di un effetto che trasformò Wangcun, con solo circa 2.000 abitanti nel 1986, in una destinazione turistica ribattezzata Furongzhen nel 2007.

Davanti al negozio del 113 si forma la fila anche nei giorni feriali. Nel maggio 2021 il titolare, Yang Yunchun, calcolava oltre 3.000 ciotole al giorno, e il gesto di molti visitatori è quasi fisso: una ciotola di mǐ dòufu e, dopo, una focaccia di artemisia. Per molti non è uno spuntino, ma un pellegrinaggio al set del film. Con il pizzicore del peperoncino, la narrazione chiude il cerchio tra la venditrice punita per aver prosperato e il villaggio che prosperò grazie a lei.

Altri luoghi a Furongzhen, Cina

Torna a Audioguida Furongzhen

Scarica gratis l'audioguida di Furongzhen

L'audioguida di Furongzhen è dentro l'app di EarGuide, gratuita e pronta da usare offline. Portala in tasca e percorri il villaggio al tuo ritmo.

Prossimamente

Scarica l’app EarGuide Ascoltala nell’app

Porta la tua guida personale in tasca. Disponibile gratuitamente per iOS e Android. Scarica l’app gratis: audio offline e guida GPS.