Preistoria e mangrovie
Audioguida Khao Khanab Nam
Due torri calcaree di circa 100 metri si fronteggiano da una riva all'altra alla foce del fiume Krabi. Ai loro piedi, un riparo sotto roccia conserva l'impronta di un mare più alto e dei pescatori preistorici che vissero accanto a esso.
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- Preistoria e mangrovie
Khao Khanab Nam sono due monti calcarei di circa 100 metri, uno su ciascuna sponda del fiume Krabi, nel sottodistretto di Pak Nam. Sono l'emblema popolare della provincia, anche se il sigillo ufficiale preferisce delle antiche spade e il monte Phanom Bencha. La città attuale sorse nel 1900 proprio di fronte a loro, quando il governatore trasferì qui la sede provinciale.
Alla base del monte, un riparo sotto roccia di 23 per 7 metri conserva una tacca di battigia a 5 metri di altezza: il segno di un mare che tra 6.000 e 5.000 anni fa arrivava così in alto. Qui si scavò nel 1979 e nel 1999, e qui si lasciò volutamente una striscia intatta per gli archeologi del futuro.
Da vedere
- Due torri calcaree di circa 100 metri una di fronte all'altra
- Tacca marina a 5 metri: il mare di circa 6.000 anni fa
- Riparo sotto roccia scavato nel 1979 e nel 1999
- Striscia non scavata riservata ai futuri archeologi
- Grotta con amuleti del re Bhumibol legati alla sua storia
La storia di Khao Khanab Nam comincia molto prima che esistesse Krabi Town. I due monti calcarei, di circa 100 metri, fiancheggiano il fiume Krabi nel sottodistretto di Pak Nam, e ai loro piedi si apre un riparo sotto roccia dove si scavò nel 1979 e nel 1999. Chi cerca cosa vedere a Khao Khanab Nam trova un percorso che combina archeologia, geologia e mangrovie: una tacca di battigia che ricorda un mare più alto, resti di pasti preistorici e una grotta da cui furono rimossi gli scheletri. L’esperienza completa si gusta percorrendo il luogo con l’audioguida, che riserva a ogni punto il dettaglio più notevole. Intorno alla città di Krabi, lo stesso calcare si apre in grotte come quella del Tempio della Grotta della Tigre, e a circa 7 km il Cimitero delle conchiglie fossili mostra un altro strato della storia geologica della costa.
Un emblema che non compare nello stemma
Chao Fa Pier
Riassunto di questa tappa
Il percorso parte dal molo Chao Fa, guardando a monte del fiume. Da lì le due torri si vedono come una sagoma incorniciata tra le due rive, ed è per questo che sono il simbolo popolare della provincia di Krabi. La città attuale occupa proprio questo sito: nel 1900 il governatore trasferì la sede provinciale da Ban Talad Kao alla foce del fiume, di fronte ai due monti.
Il paradosso sta nel sigillo ufficiale. Non mostra le torri, ma due antiche spade incrociate, i «krabi» trovati nella provincia, davanti al mare e al monte Phanom Bencha, la vetta più alta della regione, a cinque cime. Emblema del popolo da un lato, stemma istituzionale dall’altro: un’usanza locale che la narrazione sviluppa sul molo stesso.
Cento metri di roccia sulle mangrovie
Pontile galleggiante ai piedi del monte
Riassunto di questa tappa
Da un pontile galleggiante ai piedi del monte la scala cambia. Ciò che dal molo era una sagoma diventa una parete a picco di circa 100 metri, e su entrambe le sponde si estende una mangrovia le cui radici affiorano con la bassa marea.
Quell’estuario è zona umida Ramsar numero 1100 dal 5 luglio 2001: 213 km² protetti, dei quali più di 100 km² sono mangrovie. La tappa colloca il visitatore tra la roccia e un ecosistema che respira con la marea.
La linea lasciata da un mare più alto
Tacca dell'antico livello del mare
Riassunto di questa tappa
Alla base del monte si apre un riparo sotto roccia di 23 per 7 metri, attaccato al fiume, il cui suolo si trova circa 1,5 metri sopra l’alta marea. Sulla sua parete, a 5 metri di altezza dalla base, corre una tacca liscia scavata dal moto ondoso.
Quella linea è l’impronta di un’epoca in cui il mare era circa 5 metri più alto di oggi, tra 6.000 e 5.000 anni fa. Il geologo Paiboon Pramojanee la confrontò con i segni marini di altre grotte della zona. La fonte che riporta questo dato presenta una cronologia incoerente, poiché la colloca nel Pleistocene medio nonostante quell’età, per cui il dibattito sulla data esatta resta aperto. Il suolo del riparo fu, secondo questa lettura, una riva.
Un pezzo di suolo custodito per il futuro
Striscia non scavata del riparo sotto roccia
Riassunto di questa tappa
All’estremità nord del riparo si capisce che cosa accadde lì. Nel 1979 l’archeologo Douglas Anderson, della Brown University, aprì con ricercatori thailandesi un saggio di prova e trovò indizi di occupazione umana preistorica. Nel 1999 un progetto del governo thailandese, diretto da Pisuth Vijarnsorn, scavò accanto a quel saggio per studiare come si adattassero alla costa gli esseri umani di circa 6.000-4.000 anni fa.
Emersero conchiglie, ossa di animali con segni di arrostitura, denti e zanne, carbone, frammenti di vasi di ceramica a tre piedi e un osso di gamba umana. I reperti furono destinati al Dipartimento delle Belle Arti, tranne il carbone, inviato negli Stati Uniti per la datazione al radiocarbonio. E la squadra lasciò volutamente non scavata una striscia contigua, riservata ad archeologi con tecniche migliori.
Scheletri che se ne sono andati, amuleti che viaggiano
Khao Khanap Nam Cave
Riassunto di questa tappa
L’imboccatura della grotta, con stalattiti e stalagmiti, chiude il percorso. Qui si trovarono numerosi scheletri umani, insieme a ceramiche e resti di cibo arrostito; oggi non ne resta nessuno sul posto. Secondo la tradizione, una piena improvvisa pose fine di colpo a una comunità antica insediata nella grotta, e di qui l’accumulo di scheletri. Si tratta di un’ipotesi: gli scavi descrivono un’occupazione prolungata e non esiste una datazione pubblicata che colleghi i resti a un unico episodio. Il luogo servì da dimora per molte generazioni, dalla preistoria fino all’epoca delle due guerre mondiali.
Il finale è un episodio notevole. Per gli amuleti Phra Somdet Chitralada, modellati a mano dal re Bhumibol Adulyadej con materiali raccolti nel 1965 dalle 71 province del paese, Krabi apportò materia di Tham Phra, questa grotta. Ogni pezzo era accompagnato da un certificato con nome, data e numero di serie, e da una consegna reale: incollare foglia d’oro sul retro dell’immagine e fare del bene senza aspettarsi nulla in cambio. Nel 2018 l’artista Chulayarnnon Siriphol girò davanti alla grotta «Birth of Golden Snail», un film che subì la censura.