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Spiaggia di Nopparat Thara

Foto: kallerna, CC BY-SA 3.0

Parco nazionale

Audioguida Spiaggia di Nopparat Thara (Hat Nopparat Thara)

Krabi · 4 tappe · 45 min

L'antica spiaggia del canale secco di Krabi: tre chilometri di sabbia e casuarine dove la bassa marea apre sentieri verso gli isolotti e dove ha sede il parco nazionale che custodisce anche le isole Phi Phi.

  • 45 min di audio
  • Spiaggia e parco nazionale

Nopparat Thara occupa una striscia di sabbia dorata nel sottodistretto di Ao Nang, a 18 km da Krabi Town, ombreggiata da boschetti di casuarine e frequentata da famiglie thailandesi in gita con il picnic. Il suo antico nome popolare, Hat Khlong Haeng, «spiaggia del canale secco», descrive l'essenziale: con la bassa marea il canale che scende dai monti del nord resta senz'acqua e lascia scoperta un'ampia distesa di sabbia che si spinge nel mare.

Dietro l'arenile si nasconde una scala più grande. All'estremità nord ha sede il parco nazionale Hat Noppharat Thara–Mu Ko Phi Phi, istituito nel 1983, che si estende per circa 388 km² fino alle isole Phi Phi. Sul lungomare, inoltre, una conchiglia gigante alta 7,5 m ritrae un mollusco commestibile che è una prelibatezza tipica di Krabi.

Da vedere

  • Hoi chak tin — scultura alta 7,5 m sul lungomare
  • Bassa marea — sabbia e fango allo scoperto, con aironi delle scogliere
  • Isolotti di fronte alla sede del parco, raggiungibili a piedi con la bassa marea
  • Parco nazionale del 1983 — circa 388 km² fino alle isole Phi Phi
  • Molo sul fiume — long-tail e motoscafi verso Phuket e altre isole

Cosa vedere sulla spiaggia di Nopparat Thara, a Krabi, comincia da un paradosso: una spiaggia che si definisce per l’acqua che se ne va. Tre chilometri di sabbia e casuarine a nord di Ao Nang, con picnic thailandesi all’ombra, che con la bassa marea restano quasi senza mare e aprono sentieri verso gli isolotti. Dietro quell’aspetto di arenile familiare, la storia di Nopparat Thara riunisce un nome da gioielliere, una scultura da 8,5 milioni di baht, il margine continentale di un parco nazionale che arriva fino a Phi Phi e un’assenza che a prima vista non si nota. Il percorso completo, di circa 45 minuti, si gusta con l’audioguida sulla spiaggia stessa. È la vicina settentrionale della spiaggia di Ao Nang nella stessa baia, e la geologia di questa costa di Krabi ha il suo altro volto nel Cimitero delle conchiglie fossili.

Una conchiglia gigante che avanza a salti

Wing Shell

Riassunto di questa tappa

La prima tappa si trova nella piazza della conchiglia gigante, sul lungomare di Ban Khlong Haeng, con parcheggio tutto intorno. La scultura dell’hoi chak tin misura 7,5 m di altezza e 6 x 14 m di base, ed è stata eretta dall’OAT di Ao Nang nell’ambito della politica «Krabi, città dell’arte». Costò 8.540.900 baht e fu costruita tra il 24 novembre 2020 e il 20 agosto 2021, con 270 giorni di contratto.

L’animale raffigurato è Laevistrombus canarium, una conchiglia marina commestibile che è una prelibatezza tipica di Krabi e che si trova solo nei mari di Krabi e delle province vicine. In thailandese ha altri due nomi popolari: hoi sang tin diao, «conchiglia con un solo piede», e hoi sang kradot, «conchiglia saltatrice». I nomi ritraggono il suo modo di muoversi: pianta nella sabbia l’opercolo a forma di falce, allunga il piede e lancia il guscio in avanti a salti, più spesso quando c’è un predatore vicino. È inoltre l’animale acquatico ufficiale della provincia di Krabi.

Il villaggio, Ban Khlong Haeng, conserva il vecchio nome del «canale secco». Neppure l’opera fu esente da polemiche: nel 2021, in piena pandemia, si criticò che quel denaro non fosse destinato ai vaccini per gli abitanti, e il sindaco dell’OAT rispose che era una voce di sviluppo turistico, approvata in consultazione locale, che non poteva essere usata a quello scopo. Ciò che più sorprende di questo gigante immobile si scopre ascoltandolo sul posto, con la conchiglia davanti.

La bassa marea che diede il nome alla spiaggia

Filare di casuarine

Riassunto di questa tappa

La seconda tappa si trova sotto il filare di casuarine, guardando il mare. È l’ombra dove si allestiscono i picnic, su una spiaggia di 3 km di sabbia dorata, anche se le fonti oscillano tra «più di 1 km», «quasi 3 km» e «3 km». Hat Khlong Haeng, «spiaggia del canale secco», era l’antico nome popolare: con la bassa marea il canale che scende dai monti del nord resta senz’acqua e lascia un’ampia distesa di sabbia che si spinge nel mare.

In queste piane di sabbia e fango si vedono tutto l’anno aironi delle scogliere (Egretta sacra) nelle loro due morfe, scura e bianca, e il martin pescatore collare si lancia a caccia di piccoli granchi. Il nome ufficiale, Nopparat Thara (นพรัตน์ธารา), appartiene a un altro registro: unisce nopparat, le «nove gemme» della tradizione thailandese (diamante, rubino, smeraldo, zaffiro giallo, granato, zaffiro scuro, perla, zircone e occhio di gatto), e thara, «corrente» o «ruscello». Cioè «la corrente delle nove gemme».

Due nomi per lo stesso corso d’acqua: uno degli abitanti, che parla di un canale senz’acqua, e uno colto, che lo trasforma in un ruscello di nove pietre preziose. Quale dei due renda più giustizia al letto con la bassa marea lo lascia giudicare a chi lo osserva sul posto.

Un parco nazionale che ha perso le sue tartarughe

Headquarters Hat Noppharat Thara - Mu Ko Phi Phi National Park

Riassunto di questa tappa

All’estremità nord della spiaggia sorge la sede del parco nazionale Hat Noppharat Thara–Mu Ko Phi Phi, con gli edifici della sua amministrazione. Di fronte emergono tre isolotti, e il più vicino si raggiunge a piedi con la bassa marea. Secondo il direttore del parco nel luglio 2020, Worapot Lomlim, la spiaggia è lì a basso fondale e con la bassa marea si può camminare fino alle 2 isole che ha davanti, secondo la tabella delle maree di ogni giorno; una fonte ornitologica parla invece di tre isolotti di cui solo il più vicino è accessibile a piedi.

Il parco fu istituito il 6 ottobre 1983 come area protetta di categoria II dell’IUCN, con barriere coralline, e si estende per 242.437 rai, circa 388 km², da questa spiaggia continentale fino alle isole Phi Phi. Tra ottobre 2015 e agosto 2016 fu quello che incassò di più tra i 147 parchi nazionali della Thailandia: 502.780.516 baht.

In questo orgoglio si insinua una perdita. Benché la spiaggia faccia parte di un parco nazionale, la fascia continentale è piena di alberghi, negozi e altri edifici, e qui le tartarughe marine non possono più deporre le uova, come è accaduto su molte spiagge simili della regione. Protetta sulla carta dal 1983 e chiusa alle tartarughe che un tempo salivano a deporre le uova: ciò che manca in questa sabbia conta quanto ciò che si vede.

Il fiume che porta fino a Phi Phi

Noppharat Thara Pier

Riassunto di questa tappa

L’ultima tappa arriva all’inizio del molo di Nopparat Thara. Un fiume divide la spiaggia in due metà e su di esso si trova il molo di Hat Nopparat Thara, da cui partono long-tail e motoscafi verso Phuket e altre isole, con gli equipaggi che preparano le partenze. La metà occidentale appartiene già al vicino sottodistretto di Nong Thale ed è quasi tutta bosco.

Quel fiume è la porta verso la parte insulare dello stesso parco. Nello tsunami del 2004, delle circa 10.000 persone che si trovavano sulle isole Phi Phi, 850 morirono e 1.200 risultarono disperse, una memoria che accompagna la routine delle barche.

C’è inoltre un avvertimento che la sabbia non lascia vedere. Il bassofondo che si congiunge al canale di navigazione termina in un brusco gradino verso acque profonde con corrente veloce, e nel 2020 il parco chiese di evitare il bagno in quel punto e di sorvegliare i bambini. I dettagli di questo sguardo verso il mare aperto si completano con la narrazione sul molo stesso.

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