Fossili di Laem Pho
Audioguida Cimitero delle conchiglie fossili (Su San Hoi)
Una piattaforma costiera di calcare fatta di milioni di lumache d'acqua dolce fossilizzate: il fondo di un antico lago che oggi lambisce il mare delle Andamane, con un nome che conserva un'età che la scienza ha già corretto.
- 40 min di audio
- Fossili d'acqua dolce
A Laem Pho, in riva al mare delle Andamane, le lastre grigie sembrano una pavimentazione di cemento. In realtà sono una massa di lumache di circa 2 cm in media cementate dalla calcite, resti di un lago o di una palude d'acqua dolce che si prosciugò di colpo. Il giacimento è noto dal 1964, quando Phumwan Komonlarachun trovò spessi strati di conchiglie fossili.
Il nome popolare parla di 75 milioni di anni, una cifra anteriore alla datazione scientifica che resta viva nel linguaggio locale e sui cartelli. Lo studio del polline e delle spore intrappolati nella roccia colloca il giacimento tra circa 40 e 20 milioni di anni fa, nel Terziario. Su questa differenza, sullo tsunami del 2004 e sul moto ondoso del monsone si imposta il percorso.
Da vedere
- Lastre di Laem Pho 2 — una pavimentazione naturale fatta di lumache fossili
- Un'età corretta — dai 75 milioni del nome a circa 40–20 milioni
- Piattaforma inclinata verso il mare, spezzata dallo tsunami del 2004
- Rocce della riva dove le spirali si leggono con nitidezza
- Tre settori e più di 2 km di costa protetta
Cosa vedere al Cimitero delle conchiglie fossili di Krabi, noto localmente come Su San Hoi: una terrazza rocciosa a Laem Pho, dentro il Parco Nazionale Hat Noppharat Thara–Mu Ko Phi Phi, istituito nel 1983 e di circa 388 km². A prima vista il suolo sembra cemento colato a strati; da vicino, la pietra è un accumulo di lumache fossili d’acqua dolce. La storia di questo giacimento mescola una scoperta del 1964, una cifra d’età che non ha resistito alla scienza, un lago scomparso e un mare che ora si porta via la piattaforma a poco a poco. L’esperienza completa si gusta percorrendolo con l’audioguida. La costa che lo circonda condivide calcare e mare con la spiaggia di Nopparat Thara e la spiaggia di Ao Nang, e a circa 7 km si trova Khao Khanab Nam, un altro luogo dove la roccia conserva l’impronta di un mare diverso.
Un cartello di 75 milioni di anni sbagliato
Cartello dello Shell Cemetery 75 million years
Riassunto di questa tappa
Di fronte al centro visitatori, il cartello e la biglietteria dello «Shell Cemetery 75 million years» mantengono la cifra che dà il nome al luogo. È la denominazione originale, anteriore alla datazione scientifica, e resta viva nel linguaggio locale e sui cartelli nonostante oggi si sappia che è troppo alta.
Il giacimento fu scoperto nel 1964 (anno buddista 2507) da Phumwan Komonlarachun, che trovò spessi strati di lumache fossili d’acqua dolce. In seguito lo studio del polline e delle spore di piante antiche intrappolati nella roccia collocò l’insieme tra circa 40 e 20 milioni di anni fa, nel Terziario. Alcune fonti parlano di più di 70 milioni e altre arrotondano a circa 40, per cui l’età è una questione su cui le cifre non coincidono.
Questa prima tappa serve a confrontare il cartello con la datazione attuale: un’età più giovane di quella del nome, ma altrettanto vertiginosa. La spiegazione completa è riservata alla narrazione sul posto.
Lumache di un lago che si prosciugò
Su San Hoi Shell Cemetery
Riassunto di questa tappa
Sulle lastre di Laem Pho 2, accessibili da una passerella piana, si estendono grandi placche grigie impilate come una pavimentazione naturale. Sulle facce laterali di ogni lastra si vede in sezione la massa di lumache cementate, visibile quanto sulla superficie superiore.
Le conchiglie sono soprattutto lumache d’acqua dolce delle famiglie Viviparidae, Thiaridae e Turritellidae, lunghe circa 2 cm in media. Secondo la spiegazione del Dipartimento delle Risorse Minerali, un grande lago o palude si prosciugò di colpo per un cambiamento climatico e le lumache, incapaci di fuggire, morirono in massa. La calcite disciolta cementò milioni di conchiglie fino a formare una dura lastra di circa 40 cm intercalata con argilliti e lignite, che il movimento della crosta terrestre spinse poi fino alla costa. Altre fonti descrivono invece un’inondazione marina e un sollevamento tettonico, e il dibattito sulla formazione resta aperto.
Una tradizione documentata avvicina inoltre la roccia alla tavola. La famiglia Viviparidae, quella delle lumache che in Thailandia si chiamano hoi khom, è ancora viva: si vende nei mercati comuni del paese, si raccoglie in canali, stagni e risaie e si cucina in zuppe come il kaeng khua hoi khom o il kaeng om hoi khom.
Il bordo che il mare va spezzando
Bordo marino della piattaforma
Riassunto di questa tappa
La piattaforma percorre più di 2 km di costa da ovest a est. Le lastre di calcare, impilate in strati tra 0,5 e 1 m, si inclinano di circa 10 gradi tra la riva e la terraferma e formano una spiaggia a terrazza rocciosa invece che di sabbia. Alcune fonti parlano di uno strato fossile di circa 40 cm e altre di lastre fino a un metro, per cui lo spessore varia a seconda della descrizione.
Il bordo che si addentra nell’acqua è la parte più fragile. Dopo lo tsunami del dicembre 2004 si aprirono altre crepe e placche fossili larghe 5 m si spezzarono e caddero in mare. Le fratture e i vuoti rimasti sono ancora visibili sui bordi rotti della terrazza.
Le onde del monsone scavano inoltre tunnel sotto la piattaforma. I guardaparco, con Komate Plodkhao alla guida dell’unità di protezione, li sigillarono con roccia e malta di cemento e costruirono un frangiflutti con la bassa marea, che nel 2012 il moto ondoso finì per danneggiare. Il dettaglio più appariscente di questa lotta tra pietra e mare si racconta nell’audioguida, sul terreno.
Fossili nitidi contro le prese in giro di TikTok
Rocce della riva con fossili
Riassunto di questa tappa
Intorno al 2022 la corrente aveva cancellato quasi del tutto il contorno delle conchiglie nella parte della piattaforma che avanza verso il mare. Nelle rocce vicine alla linea di costa, meno battute, i fossili si vedono con nitidezza e le spirali delle lumache si leggono con chiarezza.
Quella differenza tra pietra liscia e pietra leggibile alimentò un episodio notevole del dicembre 2022. Secondo la tradizione documentata, due giovani che dicevano di venire dalla vicina provincia di Phang Nga filmarono la loro visita e pubblicarono su TikTok un video canzonatorio: le lastre sembravano cemento colato strato su strato e, dicevano, i soldi del biglietto era meglio spenderli in pane. La reazione in Thailandia fu di critiche generalizzate, con rimproveri per non essersi informati e per aver danneggiato l’immagine turistica della provincia, e si arrivò a parlare di possibili denunce. Il 15 dicembre 2022 il Dipartimento delle Risorse Minerali rispose con un chiarimento pubblico sul giacimento.
La chiusura del percorso allarga lo sguardo. Il cimitero di conchiglie ha tre settori: Laem Pho 1 a ovest del centro visitatori, Laem Pho 2 accanto al centro (quello noto come «dei 75 milioni di anni») e Laem Pho 3, a 1 km a est, che si raggiunge lungo la spiaggia con la bassa marea. Dal 18 agosto 2017 il giacimento è iscritto come sito fossilifero protetto ai sensi della Legge sulla Protezione dei Fossili del 2008, mediante tre avvisi ufficiali.