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Mercato dei fiori di Pak Khlong Talat

Foto: Chris Hoare, CC BY-SA 2.0

Mercato storico

Audioguida Mercato dei fiori di Pak Khlong Talat

Bangkok · 4 tappe · 30 min

Prima di profumare di gelsomino, questa sponda del Chao Phraya fu mercato galleggiante e molo del pesce. Oggi non chiude mai, e dai suoi banchi escono le ghirlande che finiscono nelle mani dei Buddha di Bangkok.

  • 30 min di audio
  • Aperto 24 ore

Pak Khlong Talat significa «il mercato della foce del canale»: occupa Chak Phet Road e le vie vicine, lungo il Chao Phraya e all'estremità meridionale dell'antico fossato della città. Sullo stesso terreno si sono succeduti un mercato galleggiante sotto Rama I, un grande mercato del pesce sotto Rama V, un mercato di verdura e frutta e, infine, il mercato all'ingrosso dei fiori che oggi apre 24 ore su 24.

I fiori arrivano all'alba da Nakhon Pathom, Samut Sakhon e Samut Songkhram, e quelli di clima fresco da Chiang Mai e Chiang Rai. Qui il gelsomino si compra a sacchi per infilare le ghirlande votive. Per decenni uno stesso metro di marciapiede ebbe più padroni che se lo dividevano a ore, finché nel 2016 la città decise di sgomberare i marciapiedi.

Da vedere

  • Laboratori di phuang malai — Gelsomino e calendula a sacchi per le ghirlande offerte nei templi e nei cimiteri
  • Mercato statale del 1953 — Prima filiale dell'Organizzazione dei Mercati, al 26-28 di Chak Phet Road
  • Taphan Pla — L'antico molo del pesce che arrivava dal fiume Tha Chin ai tempi di Rama V
  • Yodpiman River Walk — Vecchio magazzino e imbarcadero riaperto nel 2016 con terrazza sul Chao Phraya
  • Memorial Bridge — Il ponte del 1932 che chiude il mercato a sud, ricostruito nel 1949

Poche scene spiegano Bangkok bene quanto quella che si ripete ogni alba al Pak Khlong Talat. Il nome significa «il mercato della foce del canale»: il mercato sorge lungo il Chao Phraya, vicino all’estremità meridionale del Khlong Khu Mueang Doem, l’antico fossato della città, e occupa Chak Phet Road e le vie adiacenti fino al Memorial Bridge. Apre 24 ore su 24, ma la sua ora di punta arriva prima dell’alba, quando barche e camion scaricano i fiori delle province.

La storia del Pak Khlong Talat è una pila di mercati sovrapposti sullo stesso terreno. Durante il regno di Rama I (1782–1809), il fondatore di Bangkok come capitale, qui si commerciava dalle barche, in un mercato galleggiante. Poi vennero il mercato del pesce noto come «Taphan Pla», il mercato di verdura e frutta e, infine, i fiori. Sull’origine esatta le fonti non concordano: una colloca l’attività commerciale già in epoca di Thonburi (1767–1782) e Wikipedia in thailandese fa risalire il popolamento dei dintorni ad Ayutthaya. Non è chiaro nemmeno da dove venga la cifra ripetuta dalla stampa, secondo cui sarebbe il quarto mercato di fiori più grande del mondo e il terzo di orchidee: nessuno identifica la classifica d’origine.

Per capire cosa vedere al Pak Khlong Talat non basta passeggiare tra rose e orchidee. L’architettura del Pak Khlong Talat è quella delle shophouse di Chak Phet Road, quella del mercato statale nato da un decreto del 1953 e quella del vecchio magazzino di Yodpiman sul fiume, e ciascuna custodisce un’epoca diversa. L’audioguida di EarGuide percorre quegli strati in quattro tappe, dal profumo del gelsomino alla terrazza sul Chao Phraya.

Le ghirlande intrecciate qui finiscono su altari come quelli del Wat Pho, a pochi minuti a piedi, e seguendo il fiume verso est si arriva a Chinatown, l’altro grande quartiere commerciale della riva.

Gelsomino a sacchi per le mani del Buddha

Laboratori di phuang malai

Riassunto di questa tappa

Il percorso inizia tra le bancarelle di ghirlande di Chak Phet Road, una fila di shophouse da due a quattro piani con tendoni e merce accatastata fino alla strada: rose, orchidee, crisantemi e fasci di fiori all’ingrosso. Sui banchi si infilano a mano boccioli di gelsomino, calendula e rosa, accanto a cumuli di gelsomino e sacchi di calendula sfusa. La maggior parte di quei fiori viaggia da Nakhon Pathom, Samut Sakhon e Samut Songkhram; le varietà di clima fresco scendono da Chiang Mai o Chiang Rai, nel nord del paese.

Chi compra qui a sacchi sono gli intrecciatori di phuang malai, le ghirlande votive, spesso venditori poveri della città. Una di esse, la malai chai diao, è quella che si lascia in offerta e si pone nelle mani delle statue nei templi e nei cimiteri. Buona parte dei fiori che adornano i Buddha di Bangkok inizia il suo cammino su questi banchi.

Il calendario cambia il mercato ogni 12 agosto, Festa della Mamma in Thailandia. Il gelsomino, simbolo di amore puro, è il fiore delle madri, e alla vigilia la folla riempie il tratto di Chak Phet Road fino a Maharaj Road. Il bocciolo si vende a litri, come un liquido, e il suo prezzo segue il raccolto: nel 2018 costava 200–300 baht al litro e nel 2019, con una buona fioritura, appena 100. Che cosa accada a quel prezzo in un anno di piogge e freddo è uno dei dettagli che la narrazione riserva a questo punto.

Il molo del pesce finito in fiori

Mercato statale dell'Organizzazione dei Mercati

Riassunto di questa tappa

La seconda tappa è all’ingresso del mercato statale, al 26-28 di Chak Phet Road. Sotto il profumo c’è un’altra storia: in epoca Rattanakosin questo luogo fu un grande mercato del pesce rifornito direttamente dal fiume Tha Chin, a Samut Sakhon. Sotto Rama V (1868–1910) era ancora un mercato del pesce e lo si conosceva come «Taphan Pla», il molo del pesce.

Il commercio del pesce si trasferì poi a Hua Lamphong, e l’antico mercato si trasformò in mercato di prodotti agricoli, verdura, frutta e fiori freschi, funzione che mantiene ancora oggi. Il 19 novembre 1953, sotto il governo del maresciallo Plaek Phibunsongkhram, un decreto reale creò l’Organizzazione dei Mercati (Ongkan Talat) per mettere ordine tra i venditori che si accalcavano accanto al Wat Pho. La sua prima filiale è proprio questo mercato pubblico, ancora incentrato sulla verdura e sulla frutta all’ingrosso.

La specializzazione nei fiori si rafforzò quando il Talat Thai, il grande mercato all’ingrosso alla periferia di Bangkok, attirò il commercio all’ingrosso di verdura e frutta. Come un decreto del 1953 e un mercato periferico abbiano finito per decidere che cosa si vende oggi in queste strade è il filo che l’audioguida segue davanti al portone.

Marciapiedi vuoti dopo lo sgombero del 2016

Marciapiedi di Chak Phet Road

Riassunto di questa tappa

Di fronte al mercato privato Song Serm Kaset Thai, dall’altra parte di Chak Phet Road, ciò che parla di più è ciò che manca. Questi marciapiedi furono occupati da centinaia di bancarelle di fiori finché, dal 29 febbraio 2016, l’Amministrazione Metropolitana di Bangkok annullò i punti vendita tollerati di 359 venditori e ordinò di ritirare altri 809 che vendevano fuori da essi. Le bancarelle di strada dovettero trasferirsi all’interno dei mercati vicini, tra cui il Song Serm Kaset Thai.

Le cifre di una venditrice di calendula con più di 20 anni nel mercato riassumono il cambiamento: sul marciapiede pagava solo 300 baht al mese di pulizia e vendeva 24 ore su 24; il trasferimento a Yodpiman le costava 8.000 baht per metro quadrato al mese per otto ore giornaliere di utilizzo. Quello stesso anno, le bancarelle esterne di Yodpiman potevano vendere solo dalle 18:00 alle 06:00, mentre quelle interne e quelle sulla riva funzionavano senza chiusura.

Il marciapiede aveva inoltre una sua logica, un’usanza locale documentata: uno stesso banco poteva avere più proprietari che si dividevano l’orologio. Narong Plong-uan, rappresentante dei venditori di Yodpiman e Pak Khlong Talat, lo spiegava nel febbraio 2016 con un esempio: al mattino si vendeva gelsomino, nel pomeriggio calendula e di sera rose. Che cosa significasse per quei venditori perdere uno spazio condiviso a turni si racconta nella narrazione, sul marciapiede sgombro.

Yodpiman, il vecchio magazzino che torna al fiume

Yodpiman River Walk

Riassunto di questa tappa

Il percorso termina dietro il mercato, allo Yodpiman River Walk, un edificio di stile coloniale a tre piani che per 50–60 anni fu magazzino e vecchio imbarcadero. Dal 1961 fece parte del mercato dei fiori e all’inizio del 2016 riaprì ristrutturato come passeggiata commerciale in riva al fiume, con i fiori al piano terra e un molo proprio (N6/1) del Chao Phraya Express Boat, erede del porto da cui la merce arrivava via acqua. Dalla terrazza si vedono, sulla sponda di Thonburi, la chiesa di Santa Cruz, il Wat Kalayanamitr, il forte Wichai Prasit e il prang del Wat Arun.

È il luogo da cui tutto cominciò. Sotto Rama I si commerciava qui dalle barche, e furono floricoltori della sponda di Thonburi, che attraversavano il fiume in barca e vendevano i fiori locali sul marciapiede, i primi a trasformare il vecchio mercato del pesce in mercato dei fiori; poi vennero le orchidee e i fiori d’importazione. La data di quella svolta non è definita. Una storica la collocava nel 2016 «60 anni fa», a metà degli anni Cinquanta; l’edificio di Yodpiman fa parte del mercato dei fiori dal 1961, e un’altra fonte lo collega al successivo boom del mercato all’ingrosso Talat Thai.

All’estremità meridionale del mercato si stende il Memorial Bridge (Saphan Phut), inaugurato il 6 aprile 1932 dal re Prajadhipok (Rama VII) per commemorare il 150º anniversario della dinastia Chakri e della fondazione di Bangkok. La sua storia ha un capitolo oscuro, discusso nei dettagli: secondo i racconti della Seconda guerra mondiale, il 5 giugno 1944 i bombardieri B-29 degli Stati Uniti inaugurarono le loro missioni di combattimento su Bangkok, con le officine ferroviarie di Makkasan come obiettivo e il maltempo come nemico. Il ponte, attaccato più volte durante la guerra, finì reso inutilizzabile dagli Alleati e non fu ricostruito fino al 1949. Che cosa accadde alle bombe che non colpirono il bersaglio è l’ultima svolta del percorso sonoro.

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