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Piazza Puputan

Foto: Fitri Penyalai, CC BY-SA 4.0

Memoria del puputan del 1906

Audioguida Piazza Puputan (Lapangan Puputan Badung I Gusti Ngurah Made Agung)

Denpasar · 3 tappe · 35 min

Il parco centrale di Denpasar occupa il terreno dove, il 20 settembre 1906, il raja di Badung e la sua corte uscirono vestiti di bianco incontro all'esercito olandese e scelsero la morte piuttosto che la resa.

  • 35 min di audio
  • Storia coloniale e memoria

La Piazza Puputan è il cuore verde della capitale di Bali e il punto da cui si misura la città: nell'angolo nordovest, la statua di Catur Muka segna il chilometro zero di Denpasar. A nord si erge il monumento al puputan di Badung, con tre figure vestite di bianco; a est, le mura di mattoni rossi del Museo di Bali e la torre bianca del Pura Jagatnatha. Dal 2009 il campo porta ufficialmente il nome del re che morì qui, I Gusti Ngurah Made Agung.

Il contrasto è brutale. Oggi è un prato tranquillo circondato da alberi maturi, panchine e viali, ma nel 1906 fu il teatro del puputan, la fine rituale in cui un'intera corte, in abiti da cremazione e con il keris in mano, avanzò contro i fucili olandesi. Morirono almeno mille balinesi e il palazzo reale andò in fiamme; sul suo terreno sorge oggi Jaya Sabha, la residenza del governatore di Bali.

Da vedere

  • Statua di Catur Muka — Brahma a quattro volti in granito, alto nove metri, opera di I Gusti Nyoman Lempad nel 1973
  • Chilometro zero di Denpasar — Il punto di orientamento dove si incrociano Gajah Mada, Veteran, Surapati e Udayana
  • Monumento al puputan di Badung — Un uomo, una donna e un bambino in bianco, con keris e lancia
  • Jaya Sabha — La residenza del governatore, sul terreno del palazzo reale distrutto nel 1906
  • Il re poeta — I Gusti Ngurah Made Agung, autore di sei opere letterarie ed Eroe Nazionale dell'Indonesia dal 2015

La Piazza Puputan (Lapangan Puputan Badung I Gusti Ngurah Made Agung) è il parco centrale di Denpasar, la capitale di Bali: un grande prato circondato da alberi, panchine e viali nel pieno centro della città. Il suo nome custodisce la chiave della sua storia. Il 20 settembre 1906, quando la Sesta Spedizione Militare olandese giunse a Denpasar, il raja di Badung, I Gusti Ngurah Made Agung, uscì dal suo palazzo in processione, vestito di bianco, insieme a tutta la corte. A un suo segnale, un sacerdote lo ferì con un keris e la corte lo seguì in un puputan. Morirono almeno mille balinesi.

La storia della Piazza Puputan comincia due anni prima e in mare. Il 27 maggio 1904 la goletta cinese Sri Kumala naufragò sulla barriera corallina vicino a Sanur e fu saccheggiata. Gli olandesi pretesero un risarcimento di 3.000 dollari d’argento e il raja rifiutò di pagare. Fu il pretesto: il 14 settembre 1906 la spedizione sbarcò all’estremità nord della spiaggia di Sanur e marciò verso l’interno quasi senza resistenza. Sei giorni dopo, il regno di Badung finiva in questo campo.

Per sapere cosa vedere in Piazza Puputan, l’audioguida percorre il parco in tre tappe e 35 minuti, dalla statua di Catur Muka al chilometro zero al monumento del puputan e al centro del prato, con il Museo di Bali e il Pura Jagatnatha a est. Il filo che le unisce è il significato stesso della parola: la fine di un regno, la memoria costruita dopo e la nascita della Denpasar moderna.

Il Museo di Bali occupa il terreno del palazzo raso al suolo nel puputan del 1906, e il Pura Jagatnatha sorge sul lato est della piazza. Il Monumento Bajra Sandhi completa la memoria della resistenza balinese: se la piazza è il luogo del puputan, quello è il museo della lotta.

Quattro volti al chilometro zero

Catur Muka

Riassunto di questa tappa

Nella rotonda dell’angolo nordovest del parco, tra le fontane, si erge la statua di Catur Muka: un Brahma a quattro volti in granito, alto nove metri, innalzato nel 1973 dall’artista di Ubud I Gusti Nyoman Lempad. Ogni volto guarda un punto cardinale e ha un nome e una virtù propri: Sanghyang Iswara a est, la saggezza; Mahadewa a ovest, la compassione; Wisnu a nord, la forza; e Brahma a sud, la tranquillità.

La statua non è solo un ornamento urbano. Segna il chilometro zero di Denpasar e serve da punto di orientamento della città, proprio dove si incontrano le vie Gajah Mada, Veteran, Surapati e Udayana. La capitale di Bali, in altre parole, si misura a partire da un dio a quattro volti.

Anche il nome della città trova qui la sua spiegazione. Denpasar viene dal balinese den, nord, e pasar, mercato: l’abitato crebbe come villaggio mercantile nel luogo che oggi occupa il mercato di Kumbasari. Dietro la calma di questo parco resta però una storia molto più dura, ed è accanto alla rotonda che la narrazione comincia a raccontarla.

La processione in bianco

Monumento al puputan

Riassunto di questa tappa

Sul lato nord della piazza, su un piedistallo, si erge il monumento al puputan di Badung: tre statue di un uomo, una donna e un bambino vestiti di bianco, che impugnano un keris e una lancia. Il complesso è stato rinnovato e riaperto nel 2025. Le figure ricordano la mattina del 1906 in cui il raja e la sua corte uscirono dal palazzo incontro ai fucili olandesi.

Il puputan, da puput, «finire», era secondo la tradizione documentata una resistenza rituale estrema: la corte indossava le vesti bianche della cremazione, portava il keris e preferiva la morte all’umiliazione della resa. Per molto tempo i racconti olandesi lo presentarono come un suicidio collettivo fanatico, mentre la memoria balinese e indonesiana lo ricorda come una resistenza eroica; il decreto che nel 2015 nominò eroe nazionale il raja ha fissato la lettura ufficiale dell’Indonesia.

A nord della piazza, Jaya Sabha, la residenza ufficiale del governatore di Bali, occupa il terreno dell’antico Puri Agung Denpasar, il palazzo reale che gli olandesi distrussero nel 1906. Su quel terreno insediarono poi il loro centro amministrativo del sud di Bali. Davanti al monumento, l’audioguida ricostruisce la processione passo dopo passo.

Un re poeta e un campo vivo

Il prato

Riassunto di questa tappa

Al centro del prato, circondato da alberi maturi, la piazza smette di essere un campo di battaglia per diventare il cuore vivo della capitale. L’uomo che morì qui aveva 30 anni. I Gusti Ngurah Made Agung nacque il 5 aprile 1876, fu incoronato re di Badung nel 1902 e il 5 novembre 2015 fu dichiarato Eroe Nazionale dell’Indonesia con il Decreto Presidenziale 116/TK/2015.

Era anche un uomo di lettere. Scrisse sei opere letterarie in balinese, tra cui il Geguritan Dharma Sasana, e gli si attribuisce la popolare canzone Ratu Anom. Da un’ordinanza municipale del 10 settembre 2009, il campo porta ufficialmente il suo nome: Lapangan Puputan Badung I Gusti Ngurah Made Agung.

A est si vedono le mura di mattoni rossi del Museo di Bali e la torre bianca del padmasana del Pura Jagatnatha, accanto a esso. Il museo fu costruito vicino al luogo del palazzo reale incendiato nel 1906, così la memoria del regno perduto continua a circondare il parco. In mezzo al prato, la narrazione chiude il cerchio tra il re poeta e la città cresciuta sulla sua fine.

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