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Pura Jagatnatha

Foto: Christophe95, CC BY-SA 4.0

Il tempio di Stato di Bali

Audioguida Pura Jagatnatha (Pura Agung Jagatnatha)

Denpasar · 3 tappe · 30 min

Un trono vuoto di corallo bianco per un Dio senza forma, innalzato su una tartaruga capace di far tremare il mondo: è il tempio di Stato di Bali, quello che non appartiene a nessun villaggio né famiglia, ma a tutti.

  • 30 min di audio
  • Tempio indù balinese

Il Pura Agung Jagatnatha sorge accanto alla piazza Puputan, nel pieno centro di Denpasar. Il Parisada, il consiglio della religione indù balinese, propose di costruirlo il 20 novembre 1961; il governatore Anak Agung Bagus Sutedja lo approvò il 5 febbraio 1963, e i lavori, interrotti dal sommovimento politico seguito al 30 settembre 1965, culminarono con la consacrazione il 13 maggio 1968.

È un Kahyangan Jagat, un tempio pubblico dedicato a Ida Sang Hyang Widhi Wasa, il Dio supremo, senza legami con alcun villaggio, clan o famiglia. Nel suo cortile interno, un padmasana di corallo bianco di circa 15 metri mostra scolpiti il volto e le mani di Bhoma e poggia sulla tartaruga Bedawang Nala e su due serpenti.

Da vedere

  • Padmasana — trono di loto di corallo bianco di circa 15 metri
  • Bedawang Nala — la tartaruga cosmica e i serpenti Anantaboga e Basuki
  • Il tempio di tutti — consacrato nel 1968 al Dio supremo Sang Hyang Widhi Wasa
  • Galungan — circa 5.000 fedeli in una sola festività
  • Canang sari — offerte quotidiane di fiori, riso e incenso

In un’isola dove quasi ogni villaggio, ogni clan e ogni famiglia ha il proprio santuario, il Pura Agung Jagatnatha nacque con un’idea diversa: un tempio per tutti. Circa l’86-87 % della popolazione di Bali è indù, e questo complesso accanto alla piazza Puputan di Denpasar è dedicato a ciò che quella fede condivide al di sopra di tutto: Sang Hyang Widhi Wasa, il Dio supremo e senza forma, detto anche Acintya.

La storia del Pura Jagatnatha è quella di una giovane repubblica in cerca del proprio tempio. Il progetto fu proposto nel 1961, approvato nel 1963, interrotto dal sommovimento politico seguito al 30 settembre 1965 e consacrato il 13 maggio 1968. Cosa vedere nel Pura Jagatnatha si riassume in tre scene: una porta divisa che segna la soglia, un cortile dove le offerte sostengono l’equilibrio del mondo e una torre di corallo bianco che custodisce un seggio vuoto. L’esperienza completa si dispiega percorrendolo con l’audioguida, tappa dopo tappa.

Il tempio di Stato sorge sul lato est della Piazza Puputan, vicino al Museo di Bali, sullo stesso fronte della piazza. A circa 730 metri in linea d’aria si trova il Pasar Badung.

Un tempio che appartiene a tutti, nato tra il 1961 e il 1968

Porta del tempio

Riassunto di questa tappa

La visita prende il via davanti al candi bentar, la porta divisa affiancata da statue guardiane che segna l’ingresso al tempio. Ciò che c’è dall’altra parte è insolito a Bali: un Kahyangan Jagat, un tempio pubblico consacrato a Ida Sang Hyang Widhi Wasa che non appartiene a nessun villaggio, clan o famiglia in particolare.

La sua origine è recente e ben documentata. Il 20 novembre 1961 il Parisada, consiglio della religione indù balinese, propose di costruire un grande tempio a Denpasar; il 5 febbraio 1963 il governatore Anak Agung Bagus Sutedja diede la sua approvazione. I lavori si fermarono con l’agitazione politica seguita al 30 settembre 1965 e poi ripresero, fino alla consacrazione del 13 maggio 1968.

Quella cronologia racchiude una storia più profonda su cosa significasse costruire un tempio comune in quegli anni, ed è proprio lì, davanti alla porta, che la narrazione la svela.

Offerte e le tre armonie del cortile esterno

Cortile esterno

Riassunto di questa tappa

Nel cortile esterno, accanto al padiglione del kulkul, la torre del tamburo, il tempio mostra la sua vita quotidiana. Per entrare sono richiesti un sarong (kain) e una fascia (selendang) legata in vita, e all’interno trovano posto fino a 500 fedeli in una stessa sessione di preghiera, guidati da circa 20 sacerdoti pemangku. A Galungan accorrono circa 5.000 persone.

Tra scalini e santuari compaiono i canang sari, piccoli vassoi di foglia di palma con fiori, riso e incenso. Di solito li prepara e li presenta una donna di casa, normalmente ogni mattina e ogni pomeriggio, in un gesto minimo che si collega a un’idea più grande: Tri Hita Karana, «le tre cause del benessere», l’armonia con il divino, tra le persone e con la natura.

Ciò che sembra un semplice ornamento floreale funziona come l’ingranaggio quotidiano di quelle tre armonie, e l’audioguida spiega nel cortile stesso perché.

Il trono di loto sulla tartaruga cosmica

Padmasana

Riassunto di questa tappa

Nel cortile interno si erge il pezzo centrale dell’architettura del Pura Jagatnatha: un padmasana di circa 15 metri, innalzato in corallo bianco e scolpito con il volto e le mani di Bhoma. Un padmasana, o «trono di loto», è una torre-santuario coronata da un seggio vuoto per Sang Hyang Widhi Wasa, spesso con una figura dorata di Acintya, il Dio senza forma. Questo tipo di santuario giunse a Bali nel XVI secolo per opera del sacerdote giavanese Dang Hyang Nirartha.

Alla base compaiono la tartaruga Bedawang Nala e i serpenti Anantaboga e Basuki, che mantengono stabile il mondo. Racconta la leggenda della cosmologia balinese che la tartaruga porta la terra sul proprio guscio, sorretta dai serpenti, e che quando si agita la terra trema.

L’intera torre bianca poggia, dunque, su una tartaruga che potrebbe alzare le spalle. Ciò che quel trono vuoto dice sul modo balinese di intendere Dio si scopre ascoltando la narrazione ai suoi piedi.

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