Memoria dell'indipendenza
Audioguida Monumento Bajra Sandhi (Monumen Perjuangan Rakyat Bali Bajra Sandhi)
Una campana da sacerdote trasformata in pietra, alta 45 metri, nel mezzo del grande prato di Renon. Le sue porte, i suoi pilastri e la sua altezza scrivono una data, e all'interno 33 diorami raccontano come Bali scelse di morire piuttosto che arrendersi.
- 60 min di audio
- Monumento all'indipendenza
Il Monumento alla Lotta del Popolo di Bali nacque come idea del governatore Ida Bagus Mantra intorno al 1980. Un anno dopo, l'architetto Ida Bagus Gede Yadnya vinse il concorso di progettazione; i lavori iniziarono nel 1987, si interruppero prima del completamento e il monumento fu inaugurato solo il 14 giugno 2003, per mano della presidente Megawati Sukarnoputri. Si estende su 13,8 ettari, con 4.900 metri quadrati edificati, nel prato che si apre davanti alla sede del governo di Bali.
L'intero edificio è una data. Le 17 porte d'ingresso, gli 8 pilastri principali e i 45 metri di altezza compongono il 17-8-45, il 17 agosto 1945 in cui l'Indonesia proclamò la sua indipendenza. E la sagoma non è casuale: riproduce la bajra, la campana che il sommo sacerdote indù balinese fa suonare mentre recita i suoi mantra, circondata da uno stagno che evoca Ksirarnawa, il mare di latte del mito indù.
Da vedere
- Torre a forma di campana — 45 metri di pietra con la sagoma della bajra di un sommo sacerdote
- Porte e pilastri — 17 porte e 8 pilastri che scrivono il 17 agosto 1945
- Stagno alla base — Acqua che evoca Ksirarnawa, il mare di latte del mito indù
- Piano dei diorami — 33 scene della lotta balinese, dalla preistoria all'indipendenza
- Belvedere in cima — Scala a chiocciola fino a una vista aperta su Denpasar
Nel quartiere di Renon, di fronte alla sede del governo di Bali, il prato che le mappe chiamano Lapangan Puputan Margarana ha al centro una torre di pietra a forma di campana. È il Monumento Bajra Sandhi, ufficialmente Monumen Perjuangan Rakyat Bali Bajra Sandhi, il monumento alla lotta del popolo balinese. Misura 45 metri, occupa un’area di 13,8 ettari con 4.900 metri quadrati edificati e custodisce al suo interno 33 diorami che raccontano la storia dell’isola dalla preistoria all’indipendenza.
La storia del Monumento Bajra Sandhi è quella di un’opera lunga. L’idea partì dal governatore Ida Bagus Mantra intorno al 1980; nel 1981 l’architetto Ida Bagus Gede Yadnya vinse il concorso di progettazione; la costruzione prese il via nel 1987 e rimase interrotta prima del completamento. La presidente Megawati Sukarnoputri lo inaugurò il 14 giugno 2003. Alcune fonti indonesiane indicano come data il 14 giugno 2013, ma Megawati fu presidente solo tra il 2001 e il 2004, ed è per questo che si assume il 2003 come data di riferimento.
L’architettura del Monumento Bajra Sandhi funziona come un codice: porte, pilastri e altezza scrivono il giorno in cui nacque l’Indonesia, e la forma di campana sacerdotale trasforma l’insieme in un’offerta. Cosa vedere al Monumento Bajra Sandhi si ordina in tre tappe, dal prato d’arrivo ai diorami e alla piattaforma in cima, e il senso di ciascuna si completa percorrendolo con l’audioguida.
Insieme alla Piazza Puputan, il luogo del puputan, forma una coppia di monumenti alla resistenza balinese: questo è il museo della lotta. Il Museo di Bali si trova a circa 2,3 chilometri in linea d’aria, e la Spiaggia di Sanur e Museo Le Mayeur a circa 3,3.
Un edificio che è una data
Arrivo dal prato
Riassunto di questa tappa
L’avvicinamento avviene a piedi attraverso il prato, da sud, verso la porta principale. Da lì la torre mostra ciò che è: una bajra, la campana che il sommo sacerdote indù balinese agita mentre recita i suoi mantra, con un fusto che si eleva da una base larga. Tutt’intorno, uno stagno circonda la base; l’acqua è paragonata a Ksirarnawa, il mare di latte della mitologia indù.
Il complesso racchiude inoltre una cifra. Le 17 porte d’ingresso, gli 8 pilastri principali e i 45 metri di altezza formano il 17-8-45, il 17 agosto 1945, data della proclamazione dell’indipendenza dell’Indonesia. Il progetto uscì dal concorso che vinse nel 1981 Ida Bagus Gede Yadnya, su un’idea del governatore Ida Bagus Mantra, e impiegò più di due decenni a vedersi finito: i lavori iniziarono nel 1987, si fermarono e l’inaugurazione arrivò nel 2003.
Una campana religiosa per un monumento alla lotta, e una data scritta in pietra e acqua. Come si legge quel doppio messaggio dal prato si scopre ascoltando la narrazione proprio lì.
Trentatré finestre sul finale
I diorami
Riassunto di questa tappa
All’interno della torre, al piano superiore, 33 dipinti e diorami ripercorrono in ordine cronologico la storia della lotta del popolo balinese, dalla preistoria all’indipendenza. Tra essi figurano i puputan di Badung e di Klungkung. La parola viene dal balinese puput, «finire», e indica un ultimo attacco disperato o una morte rituale collettiva piuttosto che la resa. A Denpasar, il 20 settembre 1906, la processione del raja, vestita di bianco, cadde sotto il fuoco olandese.
Due anni dopo, il 18 aprile 1908, Dewa Agung Jambe, raja di Klungkung, guidò una sortita finale contro gli olandesi con circa 200 seguaci. Quando cadde colpito, le sue sei mogli si tolsero la vita con i loro kris e il resto del corteo le seguì. Il terzo finale arrivò a Margarana, a Tabanan, il 20 novembre 1946: il combattente per l’indipendenza I Gusti Ngurah Rai guidò l’ultimo puputan contro le truppe olandesi che erano tornate, e morì combattendo insieme ai suoi uomini. Oggi l’aeroporto internazionale di Bali porta il suo nome.
Una tradizione documentata conserva la sua risposta quando l’ufficiale olandese ter Meulen gli propose di negoziare: una lettera in cui Ngurah Rai rifiutava qualsiasi compromesso ed esigeva, a nome del popolo, la partenza degli olandesi da Bali. Tre puputan in quarant’anni, e una lettera di rifiuto che finì per essere il copione dell’ultimo.
A cosa servì il finale
Belvedere
Riassunto di questa tappa
Una scala a chiocciola sale fino alla piattaforma in cima, da cui si apre la vista su Denpasar. In basso resta il prato di Renon davanti alla sede del governo di Bali, lo stesso spazio che le mappe registrano come Lapangan Puputan Margarana, e il complesso di 13,8 ettari in cui il monumento occupa 4.900 metri quadrati edificati.
Da lassù si comprende il posto di Denpasar in questa storia: la città del puputan del 1906 divenne nel 1958 sede del governo della provincia di Bali, e il quartiere amministrativo che circonda il monumento è la forma visibile di quella capitale. Dopo i diorami, la scena quotidiana del prato risponde a ciò che raccontano le sale di sotto, e quella risposta si completa ascoltando la narrazione in cima alla torre.