L'iscrizione più antica di Bali
Audioguida Pura Blanjong (Prasasti Blanjong)
Dietro il muro di un tempio di quartiere nel sud di Sanur si custodisce l'oggetto datato più antico di Bali: un pilastro di pietra del 914 su cui un re lasciò scritto il proprio nome.
- 25 min di audio
- Iscrizione del 914
Il Pura Blanjong è un tempio di villaggio nel Banjar Blanjong, a Sanur Kauh, e la sua ragion d'essere è il pilastro di Blanjong. L'iscrizione è datata all'anno 835 dell'era Saka, che lo studioso Louis-Charles Damais fece corrispondere al 4 febbraio 914, e la fece incidere il re Sri Kesari Warmadewa, considerato il primo sovrano della dinastia Warmadewa. È la prima iscrizione balinese conosciuta in cui un re registra il proprio nome.
Il pilastro fu scoperto nel 1932, lo stesso anno in cui il pittore belga Le Mayeur arrivava a Bali, e fu W.F. Stutterheim a studiarne e pubblicarne il testo. Si trova ancora nello stesso luogo, dentro un recinto protettivo, e sulla sua superficie convivono due scritture e due lingue, il sanscrito e l'antico balinese, per raccontare vittorie a Gurun e Suwal che nessuno è riuscito a collocare con certezza sulla mappa.
Da vedere
- Pilastro di Blanjong — Andesite alta 177 cm e di 62 cm di diametro, datata al 4 febbraio 914
- Sri Kesari Warmadewa — Il primo re di Bali che lasciò scritto il proprio nome
- Due scritture e due lingue — Sanscrito e antico balinese, con una grafia di tipo Nagari giunta dall'India e la scrittura kawi locale
- Gurun e Suwal — Le vittorie del re su luoghi la cui ubicazione è ancora discussa
- Padiglione protettivo — Tetto di tegole e teca di vetro sopra il pilastro, con targa di patrimonio nazionale
Nel sud di Sanur, a Denpasar, un tempio di villaggio senza grandi pretese custodisce uno dei pezzi chiave della storia di Bali. Il Pura Blanjong conserva il pilastro di Blanjong (Prasasti Blanjong), descritto come l’oggetto datato più antico fatto da mano umana sull’isola. La sua iscrizione porta la data Saka 835, che lo studioso Louis-Charles Damais collocò al 4 febbraio 914, e la firma il re Sri Kesari Warmadewa, considerato il primo sovrano della dinastia Warmadewa. È la prima iscrizione balinese conosciuta in cui un re scrive il proprio nome: il momento in cui la storia dell’isola comincia ad avere protagonisti con un nome.
Chi cerca cosa vedere al Pura Blanjong trova un percorso breve e denso: la porta del tempio in un vicolo del quartiere, il padiglione che protegge il pilastro e le righe di scrittura in due lingue che ancora si discutono. La storia del Pura Blanjong sta in una pietra di andesite di 177 centimetri, e l’audioguida la percorre tappa dopo tappa, davanti al pilastro stesso.
Si trova sulla stessa costa di Sanur della Spiaggia di Sanur e Museo Le Mayeur. L’iscrizione datata più antica dell’isola si collega alle origini di Bali che raccolgono le collezioni archeologiche del Museo di Bali.
Un vicolo del Banjar Blanjong
Porta del tempio
Riassunto di questa tappa
Il percorso comincia in Jalan Belanjong, davanti a una piccola porta con statue guardiane che dà accesso al cortile del tempio. Nulla in strada annuncia che, dall’altra parte del muro, nel Banjar Blanjong, a Sanur Kauh, si conserva l’oggetto datato più antico di Bali. Il pilastro si trova ancora in situ, nello stesso tempio di quartiere, dentro un recinto protettivo.
Come in qualsiasi tempio balinese, la visita richiede sarong e una fascia legata in vita, e i santuari non si scalano. Quel rituale d’ingresso segna il passaggio da un vicolo quotidiano a uno spazio dove la vita religiosa del quartiere prosegue, con santuari e offerte intorno al padiglione. La narrazione, ascoltata proprio lì, spiega perché un documento di undici secoli sia finito custodito in un luogo così discreto.
Il re che scrisse il suo nome
Il pilastro
Riassunto di questa tappa
Al centro del cortile, sotto un padiglione aperto con tetto di tegole e una targa di patrimonio nazionale, si erge il pilastro: una colonna rotonda di andesite alta 177 centimetri e di 62 di diametro, coperta di iscrizioni e protetta da una teca di vetro. La data incisa, Saka 835, equivale secondo Louis-Charles Damais al 4 febbraio 914.
L’autore è Sri Kesari Warmadewa, considerato il primo re della dinastia Warmadewa, e ciò che rende la pietra una pietra miliare è che si tratta della prima iscrizione balinese conosciuta in cui un re lascia testimonianza del proprio nome. Il pilastro venne alla luce nel 1932, lo stesso anno in cui il pittore belga Le Mayeur arrivava a Bali, e fu W.F. Stutterheim a studiarne e pubblicarne il testo. Più di mille anni separano l’incisione dal ritrovamento, e questa tappa unisce i due momenti.
Due lingue e una vittoria senza mappa
La lettura della pietra
Riassunto di questa tappa
Accanto alla teca, le righe di scrittura rivelano l’architettura del Pura Blanjong nel suo senso più letterale: un testo costruito con due scritture e due lingue. Una parte è in sanscrito e un’altra in antico balinese, con una grafia di tipo Nagari giunta dall’India e la scrittura kawi propria dell’isola. Quale scrittura corrisponda a quale lingua è una questione su cui le fonti non concordano.
Il testo racconta che il re, dal palazzo di Sanghadwala, sconfisse i suoi nemici a Gurun e Suwal. Dove fossero quei luoghi è ancora in discussione: Gurun potrebbe essere Nusa Penida, dall’altra parte dello stretto, anche se c’è chi li colloca in isole più a est, come Lombok. Le vittorie sono certe; la loro mappa, no. Per lo storico George Coedès, le iscrizioni balinesi di questa epoca mostrano una società indo-balinese indipendente da Giava. Ciò che viene prima, il passato dell’isola senza scrittura, si conserva nel Museo di Bali, a Denpasar, con oggetti dell’Età del Bronzo come un tamburo cerimoniale. L’audioguida chiude il percorso davanti alla pietra, con quella vanteria millenaria su una guerra che nessuno sa dove collocare.