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Mausoleo di Ho Chi Minh

Foto: EurovisionNim, CC BY-SA 4.0

Mausoleo e piazza dell'indipendenza

Audioguida Mausoleo di Ho Chi Minh (Lăng Chủ tịch Hồ Chí Minh)

Hanoi · 4 tappe · 45 min

Un blocco di granito grigio si erge nel punto esatto in cui Ho Chi Minh proclamò l'indipendenza nel 1945 e custodisce il suo corpo imbalsamato, contro ciò che egli stesso lasciò scritto. Davanti, piazza Ba Dinh resta il grande palcoscenico cerimoniale del Vietnam.

  • 45 min di audio
  • Piazza dell'indipendenza del 1945

Il Mausoleo di Ho Chi Minh, che i vietnamiti chiamano Lăng Bác, il mausoleo dello Zio, è opera dell'architetto sovietico Garol Isakovich e prende a modello il Mausoleo di Lenin. Fu iniziato il 2 settembre 1973 e inaugurato il 29 agosto 1975: 21,6 metri di altezza, 41,2 di larghezza, colonnato quadrato sui quattro lati e tetto a gradoni. Davanti si estende piazza Ba Dinh, nata nel 1894 come giardino coloniale francese su una collina spianata e teatro, il 2 settembre 1945, della Dichiarazione di Indipendenza che fondò la Repubblica Democratica del Vietnam.

Il contrasto è all'interno. Ho Chi Minh chiese nel suo testamento di essere cremato e che le sue ceneri fossero sparse nelle tre regioni del paese; il Politburo decise di conservare il suo corpo in modo permanente. Oggi giace in un'urna di vetro con un completo cachi scolorito e sandali di gomma, e tra il 1969 e il 2014 82 specialisti sovietici e poi russi si recarono in Vietnam per mantenerlo intatto.

Da vedere

  • Piazza Ba Dinh — Scacchiera di prato dove Ho Chi Minh lesse la Dichiarazione di Indipendenza il 2 settembre 1945
  • Facciata del mausoleo — Granito grigio, colonnato sui quattro lati e 21,6 m di altezza, a immagine del Mausoleo di Lenin
  • 79 cicas e due file di bambù — Una cica per ogni anno di vita di Ho Chi Minh
  • Camera dell'urna — Completo cachi, sandali di gomma e due bandiere di 4.000 pezzi di pietra di Thanh Hóa
  • Pennone di 30 m — Alzabandiera all'alba e ammainabandiera alle 21:00, ogni giorno

A Hanoi, in fondo a una spianata di prato a scacchiera, un blocco di granito grigio sormontato dall’iscrizione «CHỦ TỊCH HỒ-CHÍ-MINH» custodisce il corpo imbalsamato del fondatore del Vietnam moderno. È il Mausoleo di Ho Chi Minh, ufficialmente Lăng Chủ tịch Hồ Chí Minh, e per i vietnamiti semplicemente Lăng Bác, il mausoleo dello Zio. Davanti si apre piazza Ba Dinh, dove il 2 settembre 1945 Ho Chi Minh lesse la Dichiarazione di Indipendenza che fondò la Repubblica Democratica del Vietnam, e che da allora resta il grande palcoscenico cerimoniale del paese.

La storia del Mausoleo di Ho Chi Minh e di piazza Ba Dinh si legge a strati: la collina di Núi Khán, spianata dai francesi nel 1894 per creare il giardino Puginier; il cambio di nome del 1945 in ricordo di una rivolta antifrancese; il palco di legno eretto in 48 ore per la proclamazione; la morte di Ho Chi Minh nel 1969 e la decisione di conservarne il corpo, contro quanto chiedeva il suo testamento; e i lavori dal 1973 al 1975 che collocarono il mausoleo proprio dove era stato quel palco. Secondo il racconto giunto fino a oggi, mentre durava la costruzione il corpo fu custodito lontano dalla città, in una «casa di vetro» e in un rifugio sotterraneo della base di Đá Chông, sulle montagne di Ba Vì: un luogo che lo stesso Ho Chi Minh aveva scelto nel maggio 1957 per il suo paesaggio di montagna e acqua.

L’architettura del Mausoleo di Ho Chi Minh fu anch’essa una consultazione nazionale. Tra maggio e agosto 1970 furono ricevute 200 proposte di progetto; 24 furono esposte a Hanoi, Hai Phong, Thai Nguyen, Son La e Nghe An davanti a 745.487 visitatori, che lasciarono 34.022 opinioni. L’edificio finale, di ispirazione sovietica, fu pensato per resistere a bombardamenti e terremoti di magnitudo 7, con protezione dalle inondazioni per rottura degli argini e una camera speciale per custodire il corpo in loco in caso di guerra. Tanta cura circondò la tecnica di conservazione che, secondo quanto lasciò scritto Li Zhisui, medico personale di Mao Zedong, nel 1976 Pechino inviò due persone a Hanoi per impararla e il Vietnam non permise loro di vedere il corpo; l’episodio poggia su quella testimonianza ed è ancora discusso.

Cosa vedere al Mausoleo di Ho Chi Minh e a piazza Ba Dinh si articola in quattro tappe, dalla scacchiera di prato al cancello del Palazzo Presidenziale, e il complesso acquista pieno senso percorrendolo con l’audioguida.

A circa cinquecento metri, la Cittadella Imperiale di Thang Long custodisce il bunker da cui fu diretta la guerra; molti dei dirigenti dell’indipendenza erano passati prima dalle celle della Prigione di Hoa Lo, e a poco più di un chilometro a nord la Pagoda Tran Quoc si affaccia sul Lago dell’Ovest.

Una collina spianata e un palco di 48 ore

Piazza Ba Dinh

Riassunto di questa tappa

All’estremità est di piazza Ba Dinh, la spianata si presenta come un vuoto geometrico: riquadri di prato separati da corridoi di 1,4 metri e attraversati dal viale delle parate. Nemmeno il loro numero è certo. Alcune fonti parlano di 240 e altre di 210; la versione vietnamita spiega che erano 240 finché fu soppressa una fila trasversale per costruire la nuova Assemblea Nazionale, e ne rimasero 7 per 30.

Sotto quella geometria c’era un altro paesaggio. Nel 1894 i francesi abbatterono la cittadella di Hanoi, spianarono la collina di Núi Khán e vi piantarono un giardino battezzato Vườn hoa Puginier. Nel 1945 il sindaco Trần Văn Lai lo ribattezzò giardino Ba Đình, in ricordo della rivolta antifrancese di Ba Đình, a Thanh Hóa, che Đinh Công Tráng guidò nel 1886 e 1887: il parco dei coloni passò a portare il nome di una ribellione contro di loro.

Il momento decisivo fu preparato in due giorni. Tra il 30 agosto e il 1º settembre 1945, il pittore Lê Văn Đệ e l’architetto Ngô Huy Quỳnh eressero con legno, chiodi e tela il palco da cui, il 2 settembre, Ho Chi Minh lesse la Dichiarazione di Indipendenza. Che fine abbia fatto quel palcoscenico effimero, e perché continui a segnare la piazza, si scopre ascoltando la narrazione proprio lì.

Granito sovietico e sabbia del popolo mường

Mausoleo di Ho Chi Minh

Riassunto di questa tappa

Di fronte alla facciata compare il blocco di granito grigio, con il suo colonnato quadrato, il tetto a gradoni e, in alto, l’iscrizione in pietra rosso scuro di Cao Bằng. Davanti all’ingresso, rivolto a est, due soldati della guardia d’onore si danno il cambio ogni ora. La collocazione non è casuale: il palco di legno della proclamazione fu smontato nel pomeriggio stesso del 2 settembre 1945, e il mausoleo fu poi eretto sul suo antico sito. L’opera, dell’architetto sovietico Garol Isakovich e con il Mausoleo di Lenin come modello, iniziò il 2 settembre 1973 e fu inaugurata il 29 agosto 1975.

I materiali riuniscono l’intero paese: sabbia dei ruscelli di Kim Bôi, a Hòa Bình, portata dal popolo mường; 16 tipi di legni pregiati della catena Trường Sơn; e 20.000 lastre di granito e marmo lucidato arrivate dall’URSS. Davanti e dietro crescono 79 cicas, una per ogni anno di vita di Ho Chi Minh, e sui lati nord e sud due file di bambù, il simbolo del Vietnam.

Qui inizia anche un rito vivo. I vietnamiti non vanno «al mausoleo», vanno a Lăng Bác, a vedere lo Zio. La visita è gratuita e severa: niente abiti troppo corti o succinti, né fotocamere, né telefoni che registrino o fotografino, né cibo né bevande; i cellulari restano spenti e la fila avanza in silenzio. Ogni anno l’edificio chiude per diverse settimane per manutenzione: nel 2023 la visita al corpo fu sospesa dal 12 giugno al 14 agosto.

Un completo cachi di fronte al macchinario sovietico

Camera dell'urna di cristallo

Riassunto di questa tappa

La camera centrale è in penombra e rivestita di marmo di Ha Tay. Su un letto di bronzo con motivi di loto, in un’urna di vetro sorvegliata da quattro soldati durante l’orario di visita, giace Ho Chi Minh con un completo cachi scolorito e sandali di gomma. Sopra di lui, due bandiere composte con 4.000 pezzi di pietra di Thanh Hóa.

La scena racchiude una contraddizione. Il suo testamento chiedeva la cremazione e la dispersione delle ceneri nelle tre regioni del paese; dopo la sua morte nel 1969, il Politburo del III Comitato Centrale decise di conservare il corpo in modo permanente, una decisione che contrasta con quell’ultima volontà scritta. L’imbalsamazione fu eseguita nell’Ospedale Militare 108 di Hanoi con l’accademico sovietico Yuri Lopukhin ed esperti dell’Istituto del Mausoleo di Lenin, e tra il 1969 e il 2014 82 specialisti sovietici e poi russi si recarono in Vietnam per conservarlo.

Ci fu un momento in cui il corpo rischiò di lasciare il paese. Secondo un episodio di tradizione documentata, nel settembre 1969 la delegazione sovietica giunta per i funerali, con Aleksej Kosygin in testa, insistette per portarlo in URSS, e Lê Duẩn rifiutò in nome dell’usanza vietnamita. Come maturò quel rifiuto all’alba, e quale fosse stata la reazione dello stesso Ho Chi Minh quando anni prima gli fu proposta l’idea, è la parte del racconto che l’audioguida riserva a questa sala.

Una bandiera quotidiana e una data nascosta

Palazzo Presidenziale (Phủ Chủ tịch)

Riassunto di questa tappa

Davanti al cancello del Palazzo Presidenziale, la piazza si rivela scenario di Stato. A nord e a sud del mausoleo si estendono due tribune di 65 metri da cui i dirigenti presiedono le parate, e intorno si riconoscono il Palazzo Presidenziale, l’Assemblea Nazionale e il Ministero degli Affari Esteri; in fondo all’asse, la via Bắc Sơn e il monumento ai martiri.

Al centro, il pennone di 30 metri scandisce il ritmo quotidiano: la bandiera si alza alle 6:00 dal 1º aprile al 31 ottobre, o alle 6:30 dal 1º novembre al 31 marzo, e si ammaina alle 21:00. La piazza ospitò il funerale di Ho Chi Minh il 9 settembre 1969, la parata per la riunificazione il 2 settembre 1975 e la grande parata dell’80º anniversario dell’indipendenza il 2 settembre 2025.

La chiusura reca una data scomoda. Al funerale parteciparono circa 250.000 persone e 5.000 invitati ufficiali, ma il giorno della morte annunciato allora non era quello reale. Perché lo Stato decise di cambiarlo, e per quanto tempo mantenne il segreto, è l’ultimo colpo di scena che la narrazione svela davanti al cancello.

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