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Tempio della Letteratura

Foto: Daderot, CC0

Prima università del Vietnam

Audioguida Tempio della Letteratura (Văn Miếu - Quốc Tử Giám)

Hanoi · 5 tappe · 60 min

Cinque recinti murati in fila separano il rumore dei motorini da un pozzo quadrato custodito da 82 stele di dottori su tartarughe di pietra. Dal 1070, il Vietnam onora qui il sapere con pietra, incenso e memoria.

  • 60 min di audio
  • Tempio confuciano del 1070

Eretto nel 1070 dall'imperatore Lý Thánh Tông come tempio di Confucio, a sud della cittadella imperiale di Thăng Long, il Văn Miếu accolse nel 1076 il Quốc Tử Giám, la scuola dei figli della nazione e prima università del Vietnam. La sua architettura è un percorso in linea retta: cinque recinti murati, tre cammini paralleli e una successione di porte che conducono dalla strada all'altare di Confucio e all'accademia.

Il padiglione che oggi è emblema di Hanoi, il Khuê Văn Các, fu costruito nel 1805, proprio quando l'accademia aveva ormai perso il suo ruolo: tre anni prima, l'imperatore Gia Long l'aveva portata nella nuova capitale, Huế. Il simbolo della città nacque dunque mentre l'università se ne andava, e finì comunque sul retro della banconota da 100.000 đồng.

Da vedere

  • Padiglione Khuê Văn Các — emblema di Hanoi dal 1805
  • 82 stele di dottori su tartarughe di pietra, erette tra il 1484 e il 1780
  • Pozzo Thiên Quang — il quadrato della terra sotto le finestre rotonde del cielo
  • Stele Hạ mã — dove duchi e generali dovevano scendere da cavallo
  • Recinto Thái Học — statua del maestro Chu Văn An e campana di bronzo

La storia del Tempio della Letteratura comincia nel 1070, quando l’imperatore Lý Thánh Tông fece costruire un tempio dedicato a Confucio a sud della cittadella di Thăng Long, l’antica Hanoi. Sei anni dopo, nel 1076, suo figlio Lý Nhân Tông fondò accanto il Quốc Tử Giám, riservato all’inizio ai figli del re e dei grandi dignitari; nel 1253 aprì le sue porte anche ai figli di famiglie plebee di eccellente rendimento negli studi. Dall’esame del 1442, i nomi dei dottori promossi furono incisi nella pietra, e nel 1484 iniziarono a essere erette le stele che ancora affiancano il pozzo centrale.

Poi arrivarono i trasferimenti e le guerre: l’accademia partì per Huế nel 1802, l’esercito francese usò il recinto come caserma tra il 1900 e il 1903, nel 1906 fu classificato monumento storico dell’Indocina e, allo scoppio della guerra d’Indocina, l’artiglieria abbatté il quinto recinto. Le stele dei dottori figurano nel registro Memoria del Mondo dell’UNESCO, prima in quello regionale dell’Asia-Pacifico (2010) e poi in quello internazionale (2011).

Cosa vedere al Tempio della Letteratura si riassume in cinque porte verso l’interno, dal trambusto di Hanoi al silenzio dei dottori, in circa trecento metri. L’audioguida percorre quell’asse tappa dopo tappa, con una narrazione documentata e verificata su fonti storiche, e riserva a ogni recinto la storia che la pietra non racconta a prima vista.

A un chilometro, la Cittadella Imperiale di Thang Long custodisce i palazzi sepolti dell’antica capitale, e la Pagoda Tran Quoc, nata nel VI secolo sulle rive del Fiume Rosso, è ancora più antica del tempio.

Stele Hạ mã: l’umiltà comincia alla porta

Văn Miếu - Quốc Tử Giám

Riassunto di questa tappa

Prima della porta Văn Miếu Môn si ergono due piccole stele con un ordine inciso: Hạ mã, «scendere da cavallo». Duchi, generali e ministri, arrivassero a cavallo, in carro o in portantina, dovevano scendere e percorrere a piedi il tratto tra le due pietre prima di risalire. Il tempio del 1070 di Lý Thánh Tông comincia così con un gesto di umiltà obbligata di fronte al sapere.

Dietro si leva un portico di quattro pilastri di mattoni. I due centrali portano in cima due figure di nghê, l’animale guardiano della tradizione vietnamita, rivolte l’una verso l’altra. Secondo la credenza popolare, sono esseri sacri capaci di distinguere il malvagio dall’uomo giusto che si accinge ad attraversare. In fondo, la porta tripla, con l’apertura centrale a due livelli e i caratteri 文廟門, apre i tre cammini paralleli che percorrono tutto il recinto.

Che cosa significasse davvero varcare questa soglia ai tempi degli esami reali è il primo racconto che si ascolta nell’audioguida, proprio lì, sotto lo sguardo delle due fiere di pietra.

Khuê Văn Các, l’emblema di Hanoi

Khuê Văn Các

Riassunto di questa tappa

Nel secondo cortile compare l’immagine più riconoscibile della città: il Khuê Văn Các, il «padiglione dello splendore della stella Khuê». È una torre quadrata di legno rosso con otto tetti, poggiata su quattro pilastri bianchi di mattoni su una piattaforma di 6,8 metri di lato. Su ogni lato si apre una finestra rotonda che simboleggia il cielo, in dialogo con il pozzo quadrato Thiên Quang, la terra.

L’architettura del Tempio della Letteratura custodisce qui un paradosso. Il padiglione fu fatto costruire nel 1805 dal governatore generale di Bắc Thành, Nguyễn Văn Thành, proprio mentre l’accademia se ne andava: nel 1802 l’imperatore Gia Long aveva trasferito il Quốc Tử Giám a Huế, e nel 1805 la vecchia scuola di Thăng Long fu ridotta a scuola di prefettura. Eppure, la torre è diventata emblema di Hanoi e il tempio figura sul retro della banconota da 100.000 đồng.

Ogni anno, poco prima del Tết, il Capodanno vietnamita, i calligrafi si sistemano accanto al tempio per scrivere auguri in caratteri cinesi che le famiglie portano via come regalo o ornamento. Perché un padiglione tardivo sia finito per rappresentare l’intera città è una delle chiavi che la narrazione svela davanti alle sue finestre.

Le 82 stele di dottori sulle tartarughe

Giếng Thiên Quang

Riassunto di questa tappa

Attorno al pozzo Thiên Quang si dispongono due giardini con 82 stele, 41 per lato, in due file e con la faccia rivolta verso l’acqua. Le fece erigere Lê Thánh Tông a partire dal 1484: una stele per ogni sessione di dottorato dal 1442 in poi, collocata sul dorso di una tartaruga di pietra, simbolo di longevità. Quelle conservate furono erette tra il 1484 e il 1780 e commemorano gli esami reali delle dinastie Lê e Mạc tra il 1442 e il 1779. Il loro disegno, i motivi, il tipo di caratteri e la forma della tartaruga cambiano a seconda dell’epoca, così che in quasi trecento anni le tartarughe variarono forma e dimensioni.

Dovevano essere 117 stele, ma guerre e vicissitudini le hanno ridotte a 82, una cifra che varia leggermente a seconda delle fonti. Molte lapidi finirono incastrate in tartarughe che non erano le loro e altre, spezzate, furono ricomposte. Nell’aprile 1976 l’Istituto di Archeologia del Vietnam recuperò dallo stagno accanto al Khuê Văn Các una tartaruga-piedistallo sommersa, senza la sua lapide.

Le teste delle tartarughe brillano, levigate dallo sfregamento: prima degli esami, migliaia di studenti le strofinano, come le stele, e poi si toccano la fronte per attirare la fortuna. Nel 2014 la corda di seta rossa che circondava le stele fu sostituita da una recinzione d’acciaio inossidabile per frenare l’usura. Tra i visitatori ci sono anche famiglie che leggono la pietra carattere per carattere cercando un antenato dottore. Che cosa significhi per loro trovare quel nome si racconta nell’audioguida, accanto all’acqua.

Đại Bái Đường: il primo allievo aveva cinque anni

Sala Đại Bái Đường

Riassunto di questa tappa

La porta Đại Thành, a tre aperture e con la targa 大成門, introduce al recinto cerimoniale: la sala Đại Bái Đường e, dietro, il santuario di Confucio e dei suoi quattro discepoli, avvolti nel fumo dell’incenso. È il cuore religioso del complesso, il luogo che dà senso a tutto il resto.

Qui prende forma la storia del Tempio della Letteratura come scuola. Il suo primo allievo fu il principe ereditario Lý Càn Đức, figlio di Lý Thánh Tông e della consorte Ỷ Lan, che aveva allora cinque anni e nel 1072 sarebbe salito al trono come Lý Nhân Tông. Quello stesso bambino, divenuto re, fondò nel 1076 il Quốc Tử Giám, la «scuola dei figli della nazione», riservata all’inizio a principi e figli di grandi dignitari.

Nel 1253 Trần Thái Tông la ampliò come Quốc Học viện e ammise anche i figli di famiglie plebee di eccellente rendimento negli studi. Come l’accademia sia passata da privilegio di corte a via di ascesa per merito è il filo che la narrazione segue davanti all’altare.

Thái Học: il maestro che chiese sette teste

Edificio Thái Học

Riassunto di questa tappa

Il quinto recinto, il Thái Học, è una cicatrice ricostruita. Tra il 1900 e il 1903 l’esercito francese lo occupò come caserma e luogo di quarantena per le epidemie, e allo scoppio della guerra d’Indocina l’artiglieria francese abbatté l’edificio (le fonti collocano il cannoneggiamento nel 1946 o all’inizio del 1947). Rimasero solo il basamento, due colonne di pietra e quattro calamai. Sul sito dell’antica accademia fu costruito, nel 1999-2000, un complesso di 1.530 m² con un padiglione per un tamburo di 700 kg e un altro per una campana di bronzo fusa nel 2000.

Al piano terra dell’edificio posteriore presiede la statua di Chu Văn An, il letterato che diresse il Quốc Tử Giám sotto Trần Minh Tông e fu maestro di principi; dopo la sua morte nel 1370, il re Trần Nghệ Tông ordinò di venerarlo nel Văn Miếu accanto a Confucio. Al piano superiore si trovano gli altari di Lý Thánh Tông, Lý Nhân Tông e Lê Thánh Tông.

Secondo la tradizione documentata, Chu Văn An presentò al re Trần Dụ Tông, suo antico allievo, la «petizione delle sette decapitazioni» contro sette cortigiani corrotti; non venendo ascoltato, restituì il sigillo della carica e si ritirò sul monte Phượng Hoàng a continuare a insegnare. Il finale di quella storia, e ciò che dice dell’idea di sapere onorata in questo tempio, chiude il percorso dell’audioguida.

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