Sentiero sul crinale
Audioguida Passeggiata sul Crinale di Campuhan (Bukit Campuhan)
Ubud nacque dove si incontrano due fiumi, e sopra quella confluenza si allunga un dosso d'erba alta a cui la città continua a tornare per respirare.
- 60 min di audio
- Passeggiata tra due valli
Campuhan significa in balinese confluenza di due fiumi: qui si uniscono i due rami del Wos. Secondo la tradizione, nell'VIII secolo il sacerdote giavanese Rsi Markandya meditò in questo punto e fondò il tempio di Pura Gunung Lebah, e lo stesso nome di Ubud deriva da ubad, medicina, per le piante curative che si raccoglievano sulle sue rive.
Nel 1927 il pittore e musicista tedesco Walter Spies si stabilì accanto a questa confluenza e vi visse nove anni. Dalla sua casa passarono Charlie Chaplin, Margaret Mead e Noël Coward, e si dice che su questo versante sia stata inventata l'immagine di Bali come paradiso che l'Occidente conserva ancora.
Da vedere
- Confluenza del Wos — l'incontro di due fiumi che dà il nome a Campuhan
- Pura Gunung Lebah — tempio dalle torri meru a gradoni attribuito a Rsi Markandya, VIII secolo
- Crinale d'erba — 1,7 km di sentiero pavimentato tra due valli fluviali
- Casa di Walter Spies — abitazione a due piani che ancora si erge tra le ville dell'hotel
- Ponte sospeso d'epoca olandese — oggi in disuso, accanto al ponte della strada
La storia della Passeggiata sul Crinale di Campuhan comincia in basso, nell’acqua. Campuhan è la parola balinese per la confluenza di due fiumi, e il quartiere prende il nome dal punto in cui si incontrano i due rami del Wos, ai piedi del dosso. Lì, secondo la tradizione, un sacerdote giavanese di nome Rsi Markandya meditò nell’VIII secolo e fondò Pura Gunung Lebah. E anche il nome della città non è casuale: Ubud viene da ubad, medicina, per le piante curative che si raccoglievano lungo i suoi fiumi.
Secoli dopo arrivò un altro forestiero. Nel 1927 il pittore e musicista tedesco Walter Spies si stabilì a questa confluenza, e a lui si attribuisce di aver fissato l’immagine di Bali che molti occidentali hanno ancora in testa. Il sentiero, di circa 1,7 chilometri all’andata, unisce i tre strati di quella storia: il fiume, il tempio e il crinale d’erba. Percorrerlo con l’audioguida permette di ascoltare ogni capitolo nel luogo esatto in cui è accaduto.
La storia degli artisti arrivati su questo crinale si comprende meglio dal Palazzo di Ubud e Mercato d’Arte, i cui principi li accolsero. Fuori dal paese, le risaie delle Terrazze di Riso di Tegallalang mostrano lo stesso paesaggio e la filosofia Tri Hita Karana.
Dove si incontrano le acque
Ponte di Campuhan
Riassunto di questa tappa
Il percorso parte sopra la confluenza, dove i due corsi del Wos si fondono in un letto roccioso sotto il ponte. Accanto al moderno ponte della strada sopravvive un vecchio ponte sospeso d’epoca olandese, oggi in disuso.
Questo punto spiega quasi tutto ciò che viene dopo. L’incontro dei fiumi dà il nome a Campuhan, le piante medicinali delle sue rive hanno dato il nome a Ubud, ed è proprio qui che, secondo la tradizione, Rsi Markandya si fermò a meditare. Ciò che quella meditazione ha lasciato in piedi attende qualche metro più in alto, e la narrazione lo svela sul posto.
Il tempio del sacerdote
Pura Gunung Lebah
Riassunto di questa tappa
Su uno sperone che domina la confluenza si erge Pura Gunung Lebah, con le sue torri meru a gradoni e le sue porte scolpite. La sua fondazione è attribuita a Rsi Markandya, il sacerdote giunto da Giava nell’VIII secolo.
Il luogo è anche una porta sul Tri Hita Karana, la filosofia balinese dell’armonia tra le persone e Dio, tra le persone stesse e tra le persone e la natura, che sta dietro al modo in cui l’isola gestisce la sua acqua e la sua terra. Accanto al tempio, vicino all’ingresso dell’hotel Ibah, inizia il sentiero del crinale.
Una spina dorsale d’erba
Il crinale
Riassunto di questa tappa
Da qui il cammino pavimentato corre sul dorso del crinale, con valli fluviali su entrambi i lati e pendii coperti di erba alta, fino al villaggio di Bangkiang Sidem. Le ore più gradevoli e frequentate sono l’alba e il tardo pomeriggio, prima e dopo il caldo.
Questo versante è anche quello di Walter Spies, che visse nove anni alla confluenza. La foresteria Tjampuhan aprì nel 1928 come alloggio reale del palazzo di Ubud, e all’interno del recinto Spies costruì la propria casa a due piani, che si conserva ancora tra le ville dell’hotel. Cofondò la cooperativa di artisti Pita Maha e ricevette numerosi visitatori occidentali negli anni Trenta: secondo una tradizione documentata, Charlie Chaplin, Margaret Mead e Noël Coward passarono dal suo salotto, e si dice che su questa collina sia stato inventato il sogno occidentale di Bali come paradiso.
La fine di quella storia arrivò lontano da qui, il 19 gennaio 1942, quando una bomba giapponese colpì la nave che lo trasportava insieme ad altri internati tedeschi dalle Indie orientali olandesi. Ciò che resta di quel paradiso, e perché la città continui a salire su questo crinale per respirare, lo racconta l’audioguida camminando sul dosso.