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Bayon

Foto: David Sim, CC BY 2.0

Patrimonio UNESCO

Audioguida Bayon (Prasat Bayon)

Siem Reap · 6 tappe · 75 min

Un tempio buddhista nel centro esatto di Angkor Thom, coronato da torri con volti giganti e sorridenti. Le sue pareti custodiscono in rilievo la guerra contro i cham e la vita quotidiana dei khmer.

  • 75 min di audio
  • Tempio buddhista angkoriano

Il Bayon fu costruito alla fine del XII secolo o all'inizio del XIII come tempio di stato del re Jayavarman VII, nel cuore della sua capitale, Angkor Thom. È l'ultimo tempio di stato eretto ad Angkor e l'unico dedicato principalmente a divinità buddhiste, in rottura con i precedenti templi-montagna induisti. Il suo nome originario era Jayagiri, «Montagna della Vittoria»; «Bayon» glielo diede l'esploratore francese Étienne Aymonier nel 1880.

Il tempio conserva 37 delle 49 torri con volti che arrivò ad avere, con circa 200 grandi facce sorridenti la cui identità resta discussa: ritratti del re, il bodhisattva Avalokiteshvara o una fusione dei due. Sulle pareti, un chilometro di rilievi senza iscrizioni mescola una battaglia navale contro i cham con mercati, cucine all'aperto e un combattimento di galli.

Da vedere

  • Torri con volti — 37 conservate, circa 200 facce sorridenti
  • Rilievo della battaglia navale tra khmer e cham sul Tonlé Sap
  • La giunca cinese e il combattimento di galli nella galleria sud
  • Rilievi indù della galleria interna e la leggenda del Re Lebbroso
  • Torre centrale di 43 metri e il Buddha spezzato recuperato da un pozzo

La storia del Bayon prende avvio alla fine del XII secolo o all’inizio del XIII, quando Jayavarman VII lo fa costruire come tempio di stato al centro di Angkor Thom. I viali che partono dalle porte dei quattro punti cardinali conducono direttamente a esso, così che l’intera città fortificata punta verso questo luogo. Tra le sue pareti convivono una grande guerra contro i cham, scene di mercato, mitologia indù aggiunta un secolo dopo e una foresta di torri con volti. Più di ottocento anni di cambi di fede, restauri e dibattiti su chi sia il proprietario di quei sorrisi si percorrono meglio con l’audioguida, tappa dopo tappa. Tra i grandi templi di Angkor, Angkor Wat condivide con lui la scala del complesso e Ta Prohm appartiene, come il Bayon, all’opera di Jayavarman VII.

La terrazza nel centro esatto di Angkor Thom

Bayon

Riassunto di questa tappa

La visita comincia sulla terrazza est, la piattaforma di accesso aggiunta dopo il piano originale e da cui si entra in un tempio orientato a est. Da lì si percepisce la posizione del Bayon: il punto in cui convergono i viali delle quattro porte della capitale di Jayavarman VII.

Qui si pone anche ciò che lo distingue. È l’ultimo tempio di stato costruito ad Angkor e l’unico eretto soprattutto per il culto di divinità buddhiste. Il suo nome originario era Jayagiri, «Montagna della Vittoria», e quello attuale deriva da Étienne Aymonier, che lo battezzò così nel 1880.

Una leggenda messa per iscritto in khmer medio presenta il tempio come riflesso terreno di Vejayant, il palazzo celeste del dio Indra, una spiegazione proposta anche per il nome. L’audioguida riserva a questo punto il dettaglio che cambia il modo di guardare il complesso.

Guerra sul lago, mercato sotto

Rilievo della battaglia navale

Riassunto di questa tappa

Nel tratto orientale della galleria sud esterna, la parete mostra una battaglia navale tra khmer e cham sul lago Tonlé Sap. Le navi da guerra occupano la fascia superiore del rilievo.

Sotto si svolge un’altra storia: un mercato, cucina all’aperto, cacciatori e donne che si occupano di bambini e di un malato. Sulla stessa parete trovano posto così il grande scontro e la vita ordinaria di chi continuava a cucinare e a comprare nel frattempo.

I rilievi della galleria esterna non hanno iscrizioni, per cui l’identificazione degli episodi rappresentati, compresa la data precisa di questa battaglia, resta incerta. Questa incertezza fa parte di ciò che l’audioguida spiega sul posto.

La giunca cinese e il combattimento di galli

Rilievo della giunca cinese

Riassunto di questa tappa

Superata la porta del cortile, la galleria sud mostra una scena di barche e pescatori con una giunca cinese. Sotto compare un combattimento di galli, una scommessa che rimanda alla vita quotidiana di qualsiasi villaggio cambogiano.

Nella galleria est marcia un esercito khmer in cui figurano soldati cinesi. Queste immagini disegnano un mondo aperto, con mercanti e combattenti arrivati dalla Cina che condividevano la pietra con la corte e il popolo comune.

Dèi indù su un tempio buddhista

Rilievi della galleria interna

Riassunto di questa tappa

La galleria interna appartiene a un’altra epoca. Sotto Jayavarman VIII (1243-1295) il tempio si convertì all’induismo: furono demolite le 16 cappelle del cortile della galleria esterna e le pareti interne furono coperte di rilievi di mitologia indù con Shiva, Vishnu e Brahma. Tra questi pannelli, più piccoli di quelli della galleria esterna, si trova lo Sbattimento del Mare di Latte a nord della porta ovest.

Il Bayon fu concepito dapprima come una struttura a un solo livello, come Ta Prohm e Banteay Kdei, e la terrazza superiore fu aggiunta poco dopo a seguito di un cambio di progetto. Per questo resta appena spazio tra essa e la galleria interna, una compressione che è ancora visibile.

In altri pannelli, un re lotta a mani nude contro un serpente gigante e, in scene successive, appare malato nel letto. Queste immagini si collegano alla leggenda cambogiana del Re Lebbroso, un sovrano che avrebbe contratto la lebbra per il veleno del serpente con cui aveva combattuto.

Duecento sorrisi senza un padrone certo

Torri con volti del Bayon

Riassunto di questa tappa

Sulla terrazza superiore si ergono le torri con volti. Il tempio ne ebbe 49 e oggi ne conserva 37; ciascuna ha due, tre o, per lo più, quattro grandi facce sorridenti, circa 200 in tutto, una cifra impossibile da fissare perché molte sono conservate solo in parte.

L’identità dei volti resta aperta. Si leggono come ritratti di Jayavarman VII, come il bodhisattva Avalokiteshvara (Lokesvara) o come una fusione dei due, e parte della popolazione locale li associa alle quattro facce di Brahma e chiama il tempio Prohm Bayon. Anche il conteggio delle torri varia secondo le fonti. Secondo la tradizione khmer, sommando le 49 torri del tempio e le 5 delle porte di Angkor Thom, le 54 sommità rappresenterebbero le 54 province e città del regno dell’epoca.

La torre centrale, dalla pianta originariamente cruciforme e riempita poi fino a diventare circolare, si innalza di 43 metri sopra il suolo. Attorno a questo tempio si svolge «La terrazza del Re Lebbroso», l’ultima opera teatrale di Yukio Mishima, scritta prima della sua morte nel 1970, in cui l’edificio cresce mentre la lebbra avanza sul corpo di Jayavarman VII.

Il Buddha spezzato tornato da un pozzo

Torre centrale del Bayon

Riassunto di questa tappa

Il percorso si chiude davanti alla torre centrale, sul lato est, di fronte a un’assenza. L’immagine principale del santuario era un Buddha seduto in meditazione di 3,6 metri, protetto dal cappuccio del re serpente Mucalinda. Durante il regno di Jayavarman VIII fu rimosso e ridotto in pezzi, e nel 1933 i suoi frammenti furono recuperati dal fondo di un pozzo, anche se alcune fonti collocano il ritrovamento all’interno del santuario centrale e non c’è prova conclusiva dell’origine della statua né del motivo della sua distruzione.

Nel 1935, con il Buddha ormai ricomposto, il re Sisowath Monivong lo fece riconsacrare su una terrazza buddhista a circa 500 metri dal Bayon, oggi la pagoda Preah Vihear Pram Pi Lveng, che continua a ricevere pellegrini.

Il tempio continua a essere riparato. Tra l’inizio del 2023 e gennaio 2024 è stata restaurata la piattaforma sud-ovest della terza terrazza, danneggiata perché le radici degli alberi avevano spostato le pietre e aperto la strada all’acqua, e si è rimessa a posto una balaustra di naga di 12 metri.

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