Storia di Phuket
Audioguida Monumento alle Eroine (Thao Thep Kasattri and Thao Si Sunthon Monument)
In una rotonda di Thalang, due sorelle con la spada ricordano come un'isola senza governatore resistette a una flotta birmana nel 1786. La loro sagoma è oggi il sigillo ufficiale della provincia di Phuket.
- 20 min di audio
- Difesa di Thalang, 1786
Il monumento sorge all'incrocio di Tha Rua, nel distretto di Thalang, il vecchio cuore dell'isola. Fu costruito nel 1966 e inaugurato dal re Bhumibol Adulyadej il 23 maggio 1967. Ricorda Chan e Muk, figlie di un capo locale e di una donna malese arrivata da Kedah, che organizzarono la difesa di Thalang contro il generale birmano Wungyi.
La storia che il piedistallo celebra ha un lato meno luminoso. Una generazione dopo, nel 1810, Thalang fu rasa al suolo in una nuova invasione, e le lettere della famiglia a un mercante britannico parlano di stenti. Tra i due estremi, l'isola custodisce anche una leggenda: quella delle donne travestite da soldati sulle mura.
Da vedere
- Piedistallo bianco con le due sorelle, Thao Thep Kasattri e Thao Si Sunthon
- Iscrizione della facciata nord che data la difesa all'anno buddista 2328
- Cannoni con nome proprio e un assedio di circa un mese nel 1786
- Immagine del monumento diventata sigillo ufficiale di Phuket dal 1985
- Altare di offerte con ghirlande, candele e fiori gialli
Cosa vedere al Monumento alle Eroine: un piedistallo bianco in mezzo alla rotonda di Tha Rua, con il traffico della strada dell’aeroporto che gira intorno, bandiere thailandesi e gialle reali, e due figure di donna in alto, almeno una con una spada. La storia del Monumento alle Eroine comincia nel 1786, quando Chan e Muk, insieme a Thien, figlio della prima, e al cugino Thongpun, organizzarono la difesa di Thalang contro una flotta birmana di 3.000 uomini. La costruzione del monumento è del 1966 e la sua inaugurazione del 1967. Thalang era allora il maggiore insediamento dell’isola; l’attuale città di Phuket non fu fondata fino al 1827. L’esperienza completa, con ciò che il piedistallo non racconta, si gode percorrendolo con l’audioguida. Il suo racconto si collega alla storia di Phuket che raccoglie il Museo Phuket Thai Hua, e tra i grandi monumenti dell’isola condivide il ruolo da protagonista con il Grande Buddha di Phuket.
Il sigillo di Phuket in una rotonda
Heroines Monument
Riassunto di questa tappa
Il monumento fu eretto nel 1966 (anno 2509 dell’era buddista) all’incrocio di Tha Rua, nel tambon di Si Sunthon, distretto di Thalang. Nel 1985 l’immagine dell’insieme, dentro un cerchio con ornamento kanok, divenne il sigillo ufficiale della provincia di Phuket, così che la sagoma delle due sorelle compare sui cartelli ufficiali di tutta l’isola. L’emblema di Phuket nasce così nell’antico cuore dell’isola e non nella città di Phuket.
La facciata nord del piedistallo, quella frontale, porta un’iscrizione in thailandese che data la difesa di Thalang all’anno del serpente 2328 e la costruzione del monumento al 2509. L’insieme comprende inoltre una poesia del principe Krom Phra Narathip Praphanphong. La data della vittoria è oggetto di dibattito: l’iscrizione la colloca nel 1785, mentre la storiografia basata sulle lettere di Thalang la data al 13 marzo 1786. La differenza si spiega con l’antico computo siamese, in cui l’anno cambiava in aprile.
Ai piedi del piedistallo, un altare riceve ghirlande, candele, fiori gialli e figure di elefanti lasciate dai devoti. Enormi coppe bianche incorniciano la piazza circolare e una balaustra dorata circonda il basamento. Prima di essere statue, Chan e Muk furono personaggi di cinema, televisione e illustrazione, secondo la tradizione documentata: Suek Thalang (1956), la serie Songkhram Kao Thap (1988), Ying Kraeng Mueang Thalang (2006) e i disegni di Hem Vejakorn intorno al 1969. Il modello originale del gruppo scultoreo si conserva nella Sala dei Prototipi Scultorei. Come quella fama precedente abbia plasmato l’immagine che oggi si vede in alto si spiega ascoltando la narrazione sul posto.
Una vedova arrestata davanti a tremila birmani
Statue di Thao Thep Kasattri e Thao Si Sunthon
Riassunto di questa tappa
Sul lato ovest, le due figure si trovano all’altezza dello sguardo verso l’alto. Chan, nata intorno al 1735, e Muk, intorno al 1737, erano figlie di Chom Rang, capo locale di Thalang Ban Takhian, e di Masia, una donna malese arrivata da Kedah. I titoli che oggi portano sul monumento li ricevettero più tardi, dalle mani del re.
Il contesto dell’invasione spiega il peso del momento. Nel dicembre 1785 morì Phra Phimol, governatore di Thalang e marito di Chan, e la città rimase senza governatore mentre si avvicinava la minaccia. Poco prima, Chan era stata arrestata da Phraya Thammatrailok per essere giudicata a Pak Phra, e tornò a Thalang quando i birmani presero quella piazza. Il generale Wungyi salpò con una flotta di 3.000 uomini e lanciò l’assalto a Thalang nel febbraio 1786, nell’ambito della Guerra dei Nove Eserciti del re Bodawpaya. Una vedova appena liberata si trovava così a capo di una città senza governatore.
Due cannoni con nome e un mese d’assedio
Spada delle statue
Riassunto di questa tappa
Il lato sud del piedistallo condensa la scena militare. Secondo le fonti, Chan e Muk fortificarono Wat Phra Nang Sang con un cannone chiamato Mae Nang Klang Mueang, mentre il cugino Thongpun difendeva Thung Nang Dak con un altro, Phra Phirun Sanghan. I birmani sbarcarono a Tha Taphao. Il mercante britannico Francis Light, amico della famiglia di Chan, rifornì i difensori di archibugi; nel 1786 lasciò Thalang per l’isola di Penang e continuò a scambiare lettere con la famiglia.
Dopo circa un mese di combattimenti continui, i birmani si ritirarono da Thalang il 13 marzo 1786. Davanti a questa cronaca di accampamenti e fuoco di cannone, l’isola conserva una leggenda più luminosa. La leggenda racconta che, con il governatore appena morto, Chan e Muk ordinarono alle donne di vestirsi da soldati e di appostarsi sulle mura, e che i birmani, credendo di vedere una guarnigione più numerosa, rinunciarono all’assalto. La cronaca del combattimento non menziona travestimenti, ma ogni 13 marzo l’isola celebra le due sorelle nella fiera di Thao Thep Krasattri e Thao Si Sunthon.
Titoli del re sulla mappa, stenti nelle lettere
Vista verso la strada 402
Riassunto di questa tappa
Dal lato est, guardando la strada 402, i titoli che il re Rama I concesse dopo la guerra restano sul territorio. Chan ricevette quello di Thao Thep Kasattri e Muk quello di Thao Si Sunthon, i nomi che porta il monumento. Nel 1940 il tambon di Liphon, dove sorge, fu ribattezzato Si Sunthon, e un altro tambon di Thalang si chiama Thep Krasattri. Secondo la tradizione, l’antico nome Liphon deriva da «Ban Lik Phon», «il luogo dove si scappò», a causa degli abitanti che vi si rifugiarono senza che i soldati birmani li trovassero.
La gloria ebbe una fine meno festosa. Thalang cadde nel 1810 in una nuova invasione birmana e fu rasa al suolo completamente; Thien, figlio di Chan e governatore della città, fu portato prigioniero in Birmania. Prima, da Penang, Francis Light continuò a ricevere lettere della famiglia scritte in un antico thailandese. Nel 1788 Prang, la figlia maggiore di Chan, gli confessava che ogni giorno viveva in grandi ristrettezze, e nel 1792 Thien gli chiedeva compassione per la madre, ormai vecchia, malata e in difficoltà. Quelle lettere intime, che la narrazione dell’audioguida riprende sul posto, mostrano ciò che venne dopo la vittoria che la rotonda celebra.