Museo comunitario
Audioguida Museo Phuket Thai Hua (Phuket Thai Hua Museum)
Un'antica scuola cinese della comunità hokkien, bianca e sino-portoghese, che oggi spiega da dove nasce il centro storico di Phuket. Un pipistrello rosso sul frontone riassume il suo motto: saper leggere è la più grande fortuna.
- 60 min di audio
- Scuola sino-portoghese del 1934
In Krabi Road si erge una villa bianca di due piani, simmetrica e con colonne, arretrata dietro il cancello. La maggior parte delle fonti la colloca nel 1934, quando fu costruita come scuola Phuket Thai Hua con le donazioni di famiglie hokkien arricchite dall'estrazione dello stagno. Il terreno ospitava già dal 1911 la scuola Hua Boon, e l'edificio odierno figura tra i più fotografati del centro storico.
Il contrasto lo pone la storia: nel 1941 la Thailandia revocò la licenza a tutte le scuole in lingua cinese e le aule chiusero fino a dopo la guerra. Decenni più tardi, l'Associazione degli ex alunni e la Fondazione Kusol Songkroh di Phuket trasformarono l'edificio in museo comunitario, aperto ufficialmente il 1° ottobre 2008 e premiato quello stesso anno dall'Associazione degli Architetti Siamesi.
Da vedere
- Pipistrello rosso del frontone — simbolo della lettura come più grande fortuna
- Cortile centrale sotto l'apertura del tetto, con copertura di tegole kab kluay
- 13 sale su due piani: coloni hokkien, società segrete Angyee e feste di Phuket
- Aula ricreata con banchi antichi e foto delle classi
- Origine del Festival Vegetariano di Phuket, datata al 1825
Cosa vedere al Museo Phuket Thai Hua è, in realtà, una domanda su come fu costruito il centro storico di Phuket. La storia del museo comincia nel 1911, quando il terreno ospitava un santuario e una scuola superiore di lingua cinese chiamata Hua Boon. La villa attuale arrivò nel 1934, pagata da famiglie hokkien dello stagno, anche se le fonti discordano sull’anno esatto dell’edificio (si citano il 1904, il 1911 e il 1934; il 1934 è la data maggioritaria).
Dopo la Seconda guerra mondiale il centro cambiò due volte nome: Phuket Chung Hua nel 1946 e Phuket Thai Hua nel 1948, un nome che significa «thailandese e cinese» insieme. Nel 1995 la scuola si trasferì in Vichit Songkram Road, dove continua a funzionare, e il vecchio edificio rimase quasi vuoto. Nel 2002 divenne monumento storico e si avviò verso la sua nuova vita di museo. Il percorso completo, con il contesto di ogni sala, si gode con l’audioguida nella casa stessa. Quell’eredità cino-peranakan del centro storico prosegue in Thalang Road e nella Casa Chinpracha, un’altra costruzione dei baroni dello stagno, mentre la storia più ampia di Phuket continua nel Monumento alle Eroine.
Il pipistrello rosso che promette di leggere
Phuket Thai Hua Museum
Riassunto di questa tappa
Da Krabi Road, la facciata sino-portoghese bianca si presenta simmetrica, con colonne e un cancello davanti. Il primo dato da tenere a mente è chi la pagò: non un palazzo né un tempio, ma famiglie hokkien arricchite con l’estrazione dello stagno, che investirono in una scuola per i propri figli. Prima di essa, lo stesso terreno era stato la sede della scuola Hua Boon, fondata nel 1911.
Sul frontone d’ingresso compare un rilievo di pipistrello rosso con le ali aperte. Nella simbologia cinese il rosso è grandezza e il pipistrello buona fortuna; le ali spiegate evocano un libro aperto. In una scuola, l’insieme si legge come un motto: saper leggere è la più grande fortuna.
Il dettaglio che dà pieno senso a questa porta d’ingresso è riservato alla narrazione sul posto.
Un cortile sotto il cielo, aule chiuse per decreto
Cortile centrale sotto l'apertura del tetto
Riassunto di questa tappa
L’edificio segue una pianta rettangolare simmetrica organizzata intorno a un cortile centrale, situato sotto un’apertura del tetto. La copertura è a quattro falde combinata con un timpano, ed è ricoperta di tegole di terracotta del tipo kab kluay, visibili dal cortile e dalla strada. Ai lati si estendono le ali sinistra e destra.
Lo stesso spazio custodisce una ferita. Nel 1941, sotto il governo del maresciallo Plaek Phibunsongkhram, la Thailandia revocò la licenza a tutte le scuole in lingua cinese e la scuola chiuse fino a dopo la Seconda guerra mondiale. Il ritorno avvenne con un doppio nome, Phuket Thai Hua, che univa le due lingue e le due identità della comunità.
Stagno, negozi e società segrete
Plastico e sala della shophouse
Riassunto di questa tappa
Il piano terra è dedicato ai coloni hokkien arrivati per lo stagno nell’Ottocento. Un plastico di shophouse tradizionale e una sala che ricrea il negozio di una famiglia di commercianti, con bilance, giare di ceramica e libri contabili, offrono la chiave per capire l’architettura delle vie del centro storico. Altre sale mostrano mobili baba-peranakan con intarsi di madreperla, abiti cerimoniali e oggetti domestici donati da famiglie locali.
Il museo non nasconde nemmeno il suo episodio più oscuro: le società segrete Angyee delle rivolte minerarie di fine Ottocento. Secondo la tradizione documentata, nel 1876 scoppiò a Phuket la cosiddetta rivolta Angyee, un sollevamento di lavoratori cinesi delle miniere di stagno. Di fronte ai rivoltosi, gli abitanti del distretto di Chalong si raccolsero dietro due monaci del tempio di Wat Chalong, Luang Pho Chaem e Luang Pho Chuang, che avrebbero inoltre curato i feriti con la medicina a base di erbe. Wat Chalong conserva oggi una statua di Luang Pho Chaem.
È il paradosso di un museo della comunità cinese che racconta anche il momento in cui parte di quella comunità fu il nemico. Come si incastrino quei pezzi si spiega meglio con la narrazione davanti al plastico.
Banchi dove studiarono madri e figlie
Aula ricreata
Riassunto di questa tappa
L’aula ricreata riproduce la scuola dei primi tempi, con banchi antichi e fotografie delle classi di alunni. È il punto del percorso in cui l’edificio si vede da dentro, con occhi da studente. Nel 2008, davanti a questi banchi, un’ex alunna degli anni Settanta raccontava che sua madre aveva studiato prima di lei nella stessa scuola: più generazioni di una stessa famiglia passarono per queste classi.
Il percorso si collega anche alla visita del re Rama VII al recinto scolastico nel 1928, anteriore all’edificio attuale e oggi commemorata all’interno del museo. E al silenzio successivo al 1995, quando la scuola divenne troppo piccola e si trasferì in Vichit Songkram Road: per anni il vecchio edificio di Krabi Road fu usato appena per riunioni di ex alunni.
Dall’aula di cinese al Festival Vegetariano
Sala delle feste e Festival Vegetariano
Riassunto di questa tappa
Al piano alto, una galleria continua si affaccia sul grande atrio del piano terra. Da essa si accedeva alle antiche aule di cinese, mentre al piano di sotto si organizzavano mostre di arte e cultura. Le scale di legno, le finestre con le persiane e la distribuzione originale delle sale furono conservate nella riabilitazione.
Le sale di questo piano sono dedicate alle feste di Phuket. Una di esse spiega l’origine del Festival Vegetariano nel 1825, quando una compagnia d’opera cinese in tournée si riprese da un’epidemia locale dopo aver osservato un rigoroso vegetarianismo. Secondo la tradizione documentata, nessuno in quel villaggio minerario conosceva la cerimonia completa del digiuno rituale, così la improvvisarono nel teatro stesso. Oggi il festival dura nove giorni, con processioni tra i santuari di Phuket Town e camminate sulla brace.
Il pezzo finale è la casa stessa: l’Associazione degli ex alunni decise nel 2002 di trasformarla in museo comunitario, la Fondazione Kusol Songkroh di Phuket promosse la riabilitazione e il restauro ricevette nel 2008 il premio dell’Associazione degli Architetti Siamesi nella categoria degli edifici pubblici. Il museo aprì il 1° ottobre di quell’anno, anche se alcune fonti lo collocano nel 2010, probabilmente per le sale completate più tardi.